Home Curiosità E’ questo il film horror in cui sono stati usati veri scheletri umani: il retroscena agghiacciante

E’ questo il film horror in cui sono stati usati veri scheletri umani: il retroscena agghiacciante

Sapevate che esiste un film horror in cui sono stati utilizzati dei veri scheletri uumani? Il retroscena è veramente da brividi.Nel 1982, durante le riprese di Poltergeist – Demoniache presenze, una scelta produttiva destinata a restare tra le più discusse nella storia del cinema horror prese forma in modo silenzioso, senza particolare clamore sul set.Una

7 Aprile 2026 08:30

Sapevate che esiste un film horror in cui sono stati utilizzati dei veri scheletri uumani? Il retroscena è veramente da brividi.

Nel 1982, durante le riprese di Poltergeist – Demoniache presenze, una scelta produttiva destinata a restare tra le più discusse nella storia del cinema horror prese forma in modo silenzioso, senza particolare clamore sul set.

Una decisione legata ai costi di produzione

La sequenza in questione è quella della piscina, una delle più riconoscibili del film diretto da Tobe Hooper e prodotto da Steven Spielberg. Per realizzarla, il team di effetti speciali optò per l’utilizzo di scheletri umani reali, una scelta dettata principalmente da motivazioni economiche.

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Perché è stato deciso di fare così (www.cineblog.it)

All’epoca, infatti, la produzione di repliche realistiche in gomma o resina risultava più costosa rispetto all’acquisto di veri scheletri anatomici, comunemente utilizzati in ambito medico e accademico. Secondo diverse testimonianze, si trattava di materiale facilmente reperibile sul mercato internazionale.

L’attrice all’oscuro durante le riprese

Un aspetto centrale della vicenda riguarda JoBeth Williams, interprete del personaggio Diane Freeling. Durante le riprese della scena, l’attrice non era stata informata della natura reale degli oggetti utilizzati.

La sequenza richiedeva una permanenza prolungata in acqua e fango, circondata da quelli che lei riteneva essere semplici oggetti di scena. Solo anni dopo, parlando con membri del reparto effetti speciali, Williams scoprì che si trattava di resti umani autentici.

In interviste successive, l’attrice ha confermato di aver sempre creduto che gli scheletri fossero realizzati in plastica o gomma, come avveniva normalmente sul set.

La conferma dal reparto effetti speciali

A confermare l’utilizzo di scheletri reali fu anche Craig Reardon, truccatore e supervisore degli effetti. Durante una deposizione ufficiale, Reardon dichiarò di aver acquistato scheletri anatomici autentici, utilizzati abitualmente per scopi didattici.

Secondo la sua testimonianza, furono impiegati diversi esemplari, successivamente modificati con materiali scenografici per renderli più coerenti con l’estetica del film. L’obiettivo era trasformare scheletri clinici in elementi visivi più adatti a una scena horror, evitando un aspetto eccessivamente “pulito”.

La sequenza della piscina, girata in una residenza a Simi Valley, in California, è rimasta una delle più riconoscibili dell’intero film. La combinazione tra ambientazione, effetti pratici e messa in scena ha contribuito a costruire l’identità visiva dell’opera.

Con il tempo, il dettaglio relativo agli scheletri reali ha trasformato questa scena in un caso spesso citato quando si parla di retroscena del cinema horror e pratiche produttive degli anni ’80.

Il legame con la cosiddetta “maledizione di Poltergeist”

L’episodio ha inoltre alimentato una narrativa più ampia legata alla cosiddetta “maledizione di Poltergeist”, espressione utilizzata per descrivere una serie di eventi negativi che hanno coinvolto membri del cast e della troupe negli anni successivi all’uscita del film.

Sebbene non esistano evidenze oggettive che colleghino direttamente questi eventi alla produzione, il racconto dell’uso di resti umani ha contribuito a rafforzare l’immaginario attorno al film, rendendolo un caso ricorrente nelle analisi sul dietro le quinte del genere horror.

La scelta effettuata nel 1982 riflette un contesto produttivo molto diverso da quello attuale. Oggi, normative più stringenti e standard etici più definiti renderebbero impraticabile una decisione simile.

Nel caso di Poltergeist, resta il dato concreto: una scena costruita anche attraverso materiali reali, utilizzati per ragioni economiche, e diventata nel tempo uno degli esempi più discussi di scelte produttive controverse nel cinema.