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Elisa True Crime arriva in TV: come ha iniziato e perché è stata scelta per Belve

Nel panorama sempre più affollato del racconto della cronaca nera, c’è un nome che negli ultimi anni ha smesso di essere solo “social”: Elisa De Marco.Dietro il progetto Elisa True Crime non c’è una redazione strutturata o un passato da giornalista tradizionale, ma una traiettoria personale che parte da tutt’altro e arriva a conquistare milioni

11 Maggio 2026 08:30

Nel panorama sempre più affollato del racconto della cronaca nera, c’è un nome che negli ultimi anni ha smesso di essere solo “social”: Elisa De Marco.

Dietro il progetto Elisa True Crime non c’è una redazione strutturata o un passato da giornalista tradizionale, ma una traiettoria personale che parte da tutt’altro e arriva a conquistare milioni di ascolti.

Nata a Torino nel 1989, Elisa De Marco cresce lontano dai riflettori. Prima di diventare una delle narratrici più seguite del true crime italiano, lavora nel settore della moda, tra negozi e visual merchandising.
La svolta arriva nel 2020, durante il lockdown. Bloccata all’estero, decide di aprire un canale YouTube per raccontare casi di cronaca nera. Non è una scelta strategica, almeno all’inizio: è un modo per riempire il tempo e dare forma a una passione coltivata fin da bambina.
Il primo video diventa virale. Da lì, la crescita è rapida: centinaia di migliaia di iscritti, poi milioni di visualizzazioni. Il suo stile colpisce perché non è sensazionalistico, ma costruito su una narrazione dettagliata e coinvolgente.

Il fenomeno Elisa True Crime

Il progetto Elisa True Crime non resta confinato a YouTube. Nel 2022 si trasforma in podcast, arrivando a diventare tra i più ascoltati in Italia, fino a conquistare il primo posto su Spotify nel 2023.
Parallelamente arrivano anche i libri, tutti legati al racconto del crimine e delle sue dinamiche psicologiche. Non è solo intrattenimento: il suo obiettivo dichiarato è diffondere consapevolezza, raccontando storie reali senza perdere di vista le vittime.
Il pubblico la segue perché riesce a trasformare casi complessi in storie comprensibili, mantenendo tensione narrativa ma senza spettacolarizzare il dolore.

Il passaggio più evidente arriva con la televisione. Elisa De Marco entra nel progetto “Belve Crime”, spin-off del programma di Francesca Fagnani su Rai 2.
L’arrivo in TV: da creator a volto Rai (www.cineblog.it)

Il passaggio più evidente arriva con la televisione. Elisa De Marco entra nel progetto “Belve Crime”, spin-off del programma di Francesca Fagnani su Rai 2.
È un salto significativo: dalla dimensione digitale a quella televisiva, con un pubblico più ampio e meno verticale. E non è un passaggio casuale. Il suo modo di raccontare il crimine – diretto, documentato, senza enfasi eccessiva – si adatta bene a un format che punta sulle storie e sulle persone.
Perché il suo successo dice qualcosa di più
Il caso Elisa True Crime non è isolato, ma rappresenta un cambiamento preciso. Il pubblico oggi cerca contenuti che siano allo stesso tempo informativi e narrativi, ma anche autentici.
Non serve più un curriculum televisivo per diventare un riferimento: basta costruire una voce riconoscibile. Nel suo caso, questa voce nasce da una passione personale e si struttura nel tempo, fino a diventare un vero brand editoriale.
E forse è proprio qui il punto. Non è solo una creator che racconta delitti, ma una figura che ha intercettato un modo diverso di consumare informazione: più diretto, più personale, meno filtrato.
E mentre il true crime continua a crescere come genere, la domanda resta aperta: quanti altri percorsi simili stanno già nascendo lontano dai riflettori, pronti a fare lo stesso salto?