Home Curiosità Obsession avrebbe dovuto avere un finale ben diverso (e per fortuna è stato cambiato)

Obsession avrebbe dovuto avere un finale ben diverso (e per fortuna è stato cambiato)

Il regista Curry Barker ha girato due finali di Obsession: nel primo, ispirato a Romeo e Giulietta, moriva anche Nikki in un’esplosione di sangue. Suo padre Jeff lo ha convinto che sopravvivere fosse molto più inquietante — e aveva ragione.

20 Maggio 2026 08:30

Obsession è il film horror dell’anno. Uscito nelle sale italiane il 14 maggio 2026 distribuito da Universal Pictures, il secondo lungometraggio del regista Curry Barker — americano di 27 anni, già noto su YouTube per i suoi cortometraggi prima di approdare al cinema — è uno di quei casi in cui un budget minuscolo, 750.000 dollari, produce qualcosa che le produzioni da cento milioni non riescono a fare: un’esperienza che rimane. Il film è attualmente terzo nelle classifiche al box office italiano, con critiche entusiastiche che parlano di “horror rivelazione dell’anno” e di una sceneggiatura capace di trasformare una premessa quasi fiabesca in un incubo psicologico sul lato più tossico dell’amore. Ma quello che Barker ha appena rivelato in un’intervista a Entertainment Weekly è che il film poteva essere qualcosa di completamente diverso — e che a convincerlo a cambiare finale è stato suo padre.

Curry Barker, regista 27enne di Obsession prodotto da Blumhouse Productions con un budget di 750.000 dollari, durante le riprese del film horror che ha girato con due finali alternativi scegliendo quello più inquietante
Curry Barker, regista 27enne di Obsession prodotto da Blumhouse Productions

La trama: un desiderio esaudito nel modo sbagliato

Prima di parlare del finale alternativo, vale la pena ricordare cos’è Obsession per chi non l’ha ancora visto. Bear (Michael Johnston) è un ragazzo timido, insicuro, innamorato da anni della sua migliore amica Nikki (Inde Navarrette) senza mai riuscire a dirglielo. Convinto di non avere possibilità, usa un oggetto magico chiamato One Wish Willow e formula un desiderio preciso: vuole che Nikki lo ami più di chiunque altro al mondo. Il desiderio si avvera, ma nel modo più distorto possibile.

Nikki sviluppa un’attrazione assoluta, totalizzante e incontrollabile per Bear: un’ossessione che cancella progressivamente la sua autonomia, la sua personalità, la sua capacità di vedere la realtà. Quella che sembrava una fantasia romantica si rivela una maledizione. E Bear, guardando cosa ha fatto, capisce di aver trasformato la persona che amava in qualcosa che non è più lei. Il film è costruito attorno a questa domanda morale: il desiderio di essere amati può diventare una forma di violenza. La risposta di Barker è inequivocabile.

Il finale del film: Bear si sacrifica, Nikki sopravvive

Nel finale che è arrivato nelle sale, Bear sceglie il sacrificio. Per spezzare la maledizione che ha scatenato sull’One Wish Willow, si immola — muore tra le braccia di Nikki nel momento in cui la maledizione si spezza. Nikki si risveglia. Guarda intorno alla stanza, vede i corpi, vede cosa è successo. La sua espressione è quella di qualcuno che non riesce ancora a capire dove sia stata, quanto tempo sia passato e cosa abbia fatto mentre non era se stessa.

Quella scena — Nikki viva ma devastata, costretta a convivere con il trauma di quello che ha attraversato — è la vera conclusione emotiva del film. Non un lieto fine, non una tragedia romantica: qualcosa di più disturbante di entrambi, che lascia lo spettatore a fare i conti con le implicazioni di tutto quello che ha visto.

Il finale alternativo: la “versione Romeo e Giulietta” che Barker aveva girato

Ma Barker aveva girato anche altro. In una versione alternativa del finale, ispirata apertamente a Romeo e Giulietta, Nikki si suicidava nei minuti finali. Michael Johnston, interprete di Bear, ha descritto la scena con una precisione che lascia poco spazio all’immaginazione: “C’era una grande esplosione di sangue con effetti pratici. Era assolutamente devastante e sembrava tutto incredibilmente reale.” La produzione aveva realizzato entrambe le versioni e Barker stava valutando quale usare.

La svolta arriva durante le riprese. Sul set era presente il padre del regista, Jeff Barker, drammaturgo di professione, che stava guardando una scena in cui Nikki si risveglia e realizza di essere viva. L’espressione che Inde Navarrette aveva in quel momento era qualcosa che non si programma: “La vedi rendersi conto di essere di nuovo viva, guarda intorno alla stanza con un’espressione così disturbata”, ha raccontato Barker. Fu in quel momento che suo padre, insieme ad altre persone sul set, disse la frase che ha cambiato il film: “Amico, è molto più inquietante se semplicemente sopravvive a questa cosa.”

Perché il consiglio del padre era quello giusto

Il padre di Barker aveva capito qualcosa che la sceneggiatura originale non aveva ancora messo a fuoco fino in fondo. Il finale “Romeo e Giulietta” — la morte di entrambi i protagonisti — avrebbe trasformato Obsession in una tragedia gotica e romantica, un oggetto narrativo con una forma riconoscibile e in qualche modo consolante. La morte di Bear e Nikki insieme avrebbe chiuso il cerchio con una certa coerenza sentimentale: due persone distrutte dalla stessa forza soprannaturale, che scompaiono insieme.

Ma quella forma è anche una via d’uscita morale. La sopravvivenza di Nikki non lascia scampo. Lei deve tornare alla vita, deve ricordare, deve fare i conti con quello che le è successo. Il trauma non si risolve con una bella morte romantica: resta, pesa, va portato avanti. È questo il messaggio più difficile e più onesto del film, e il finale che Barker ha scelto di mantenere è quello che lo dice con la massima forza.

Il finale alternativo potrebbe non essere perso per sempre

Barker ha lasciato intendere che la versione con la morte di Nikki potrebbe ancora vedere la luce. “Sarebbe bello fare un director’s cut o qualcosa del genere con il finale alternativo”, ha dichiarato il regista. “E potrei renderlo 20 minuti più lungo.” Per chi ha visto il film e vuole capire quanto sarebbe stata diversa l’esperienza emotiva con quell’altra conclusione, la prospettiva di una versione estesa con il finale originale è già un motivo per tenere d’occhio i prossimi sviluppi del progetto. Intanto, Obsession è nelle sale italiane — e se non lo avete ancora visto, vale il biglietto.