Home Curiosità Francis Ford Coppola avrebbe voluto dirigere il western che ha reso Eastwood immortale come regista

Francis Ford Coppola avrebbe voluto dirigere il western che ha reso Eastwood immortale come regista

Francis Ford Coppola acquistò i diritti di Gli Spietati nel 1984 ma non trovò i finanziamenti: il film divenne il capolavoro di Eastwood.

1 Giugno 2026 13:00

In occasione del novantaquattresimo compleanno di Clint Eastwood, The Guardian ha pubblicato una classifica dei film migliori diretti dal regista californiano. Al primo posto c’è Gli Spietati, uscito nel 1992 con il titolo internazionale Unforgiven. Un risultato che non sorprende chi conosce la storia del cinema western: quel film consacrò definitivamente Eastwood come grande autore, portandogli i premi più importanti e riscrivendo le regole del genere dall’interno. Quello che in pochi sanno è che Gli Spietati avrebbe potuto non essere mai un film di Eastwood. Per anni, la sceneggiatura era in mano a qualcun altro, qualcuno con un curriculum probabilmente ancora più illustre, che non riuscì a trasformarla in un film. Il nome è quello di Francis Ford Coppola.

Francis Ford Coppola ritratto durante la regia de Il Padrino
Francis Ford Coppola ritratto durante la regia de Il Padrino. Paramount Picture (MovieStillDB)

Una sceneggiatura firmata dall’autore di Blade Runner

La storia comincia nel 1976, quando David Webb Peoples ultimò la sceneggiatura di quello che sarebbe diventato Gli Spietati. Peoples non era un nome qualsiasi: è lo stesso autore dello script di Blade Runner, uno dei testi più influenti della storia della fantascienza cinematografica. Il western che aveva scritto era qualcosa di diverso da quello che Hollywood produceva in quegli anni: cupo, privo di eroi netti, moralmente ambiguo fino all’ultima scena. Un racconto sulla violenza, il rimorso e la redenzione impossibile, che in un’epoca di blockbuster non trovava facilmente un posto nelle agende dei grandi studi. La sceneggiatura rimase in circolazione per anni, letta da molti, opzionata da pochi, prodotta da nessuno.

Coppola la vuole, ma i soldi non arrivano

Nel 1984, Francis Ford Coppola acquistò i diritti di opzione sulla sceneggiatura. Era un momento complicato della sua carriera: il periodo d’oro dei primi anni Settanta, quello del Padrino, de La Conversazione e di Apocalypse Now, si era ormai chiuso, e i film successivi avevano deluso tanto al botteghino quanto presso la critica. Bram Stoker’s Dracula non era ancora arrivato, e il nome di Coppola non era più la garanzia automatica di finanziamenti che era stato un decennio prima. Propose il progetto in giro, cercò investitori, ma non riuscì a trovare i fondi necessari per portarlo in produzione. L’opzione scadde. La sceneggiatura tornò disponibile.

Eastwood aspetta di avere l’età giusta

Nel 1985, Clint Eastwood rilevò i diritti. Ma non girò il film subito. Lo tenne nel cassetto per anni, consapevole che il protagonista William Munny, pistolero invecchiato che torna all’azione per una questione di soldi, richiedeva un’età e una fisicità precise. Il momento giusto arrivò grazie a un episodio raccontato dallo stesso Peoples: la moglie dello sceneggiatore si trovava al Telluride Film Festival quando Eastwood salì sul palco e disse al pubblico di essere rimasto folgorato dal paesaggio circostante. Era finalmente giunto il momento di girare il suo western. Peoples disse di essere stato felicissimo nell’apprendere la notizia.

Solo Eastwood poteva farlo così

Dopo l’uscita del film, Peoples rilasciò un’intervista al Los Angeles Times in cui ricostruì l’intera vicenda e valutò la differenza tra quello che avrebbe fatto Coppola e quello che aveva fatto Eastwood. Il suo giudizio fu netto: Coppola lo avrebbe girato in modo brillante, come fa con tutto il resto, ma era difficile immaginare chiunque altro capace di girarlo con la stessa immediatezza e senza compromessi. Nessuno studio cinematografico lo avrebbe mai prodotto nella forma in cui è arrivato nelle sale: scuro, crepuscolare, senza concessioni. Quando ci sono troppe voci in capitolo, osservò Peoples, i film tendono a diventare più accessibili e quindi più piatti. Gli Spietati fu invece il modo di Eastwood di imporre la propria visione senza mediazioni, riassumibile nella frase che Peoples attribuì al regista: “Questo è quello che ho intenzione di fare… levatevi di mezzo.”

Il terzo western della storia a vincere l’Oscar

Gli Spietati fu il terzo western nella storia del cinema ad aggiudicarsi l’Oscar per il miglior film, una categoria che il genere aveva raramente sfiorato nelle decadi precedenti. Gli altri due erano stati Balla coi lupi di Kevin Costner, curiosamente solo due anni prima, e I pionieri del west del 1931, considerato da molti il premio più immeritato nella storia dell’Academy. Il film vinse anche il premio per la miglior regia, consolidando la posizione di Eastwood come uno dei grandi autori del cinema americano. Con un cast che includeva Gene Hackman, Morgan Freeman e Richard Harris, trasformò un progetto rimasto incompiuto per quasi dieci anni in qualcosa che nessun altro avrebbe potuto realizzare nello stesso modo. Coppola, da parte sua, non ha mai negato il rimpianto.