Addio ad Anna Proclemer, la grande signora del teatro italiano
È morta Anna Proclemer, nella notte, nella sua casa di Roma, a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno del 30 maggio: a dare la notizia è stata la figlia Antonia Brancati, mentre la camera ardente sarà allestita oggi in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, dalle 14 alle 17, per l’ultimo saluto a una delle voci
È morta Anna Proclemer, nella notte, nella sua casa di Roma, a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno del 30 maggio: a dare la notizia è stata la figlia Antonia Brancati, mentre la camera ardente sarà allestita oggi in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, dalle 14 alle 17, per l’ultimo saluto a una delle voci più riconoscibili del teatro italiano.
Anna Proclemer, una vita tra teatro e cinema
Nata a Trento, Anna Proclemer debuttò nel 1942 al Teatro dell’Università di Roma con Nostra Dea di Massimo Bontempelli. Da lì cominciò un percorso lungo, fitto, attraversato da palcoscenici, set cinematografici e sale di doppiaggio. In quegli anni, per richiesta di una casa di produzione, adottò anche il nome di Anna Vivaldi: un cognome italiano, scelto in omaggio al compositore che aveva scoperto proprio allora.
Nel 1946 sposò lo scrittore Vitaliano Brancati, dal quale ebbe la figlia Antonia. La separazione arrivò poco prima della morte di lui, nel 1954. Due anni dopo iniziò il lungo legame artistico e sentimentale con Giorgio Albertazzi, una relazione che avrebbe segnato una parte rilevante della scena teatrale italiana del secondo Novecento. Una coppia di lavoro, e non solo. Con tutto ciò che comporta.
Dai classici al doppiaggio, il segno di una voce
Nel suo repertorio teatrale entrarono testi di Pirandello, George Bernard Shaw, Lillian Hellman e Gabriele D’Annunzio. Recitò con Vittorio Gassman e Luigi Squarzina, poi approdò al Piccolo Teatro di Milano, diretto da Giorgio Strehler. La sua era una presenza netta, costruita senza scorciatoie, capace di riempire la scena anche nei silenzi.
Al cinema fu protagonista di 15 film, ma interpretò anche molte parti minori e prestò la voce, come doppiatrice, ad attrici come Greta Garbo e Anne Bancroft. Le ultime apparizioni sul grande schermo risalgono a No problem di Vincenzo Salemme, nel 2008, e a Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, nel 2012. Sul suo sito aveva scritto una frase che raccontava bene il rapporto con il mestiere: “Perché attrice? Perché sono un mostro”. Poi il ricordo di quando, a 12 anni, dopo una recita scolastica, era tornata a casa piangendo, con “l’animo in tumulto”. La chiamò una “illuminazione”. Forse, spiegava, il primo segnale di una vocazione.
Il cordoglio di Napolitano e il ricordo di Albertazzi
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio alla famiglia, ricordando in Anna Proclemer “un’artista di forte personalità e grande talento” che ha lasciato “un segno inconfondibile sulla scena teatrale italiana”. Parole istituzionali, misurate, arrivate nelle stesse ore in cui colleghi, registi e attori affidavano ai ricordi privati il senso della perdita.
Più intimo il saluto di Giorgio Albertazzi. “Il dolore è non vederla più”, ha commentato. Poi ha aggiunto, con una frase asciutta: “La morte, dopo averne tanto parlato, è alla fine un evento semplice, lineare”. Albertazzi ha raccontato che si vedevano spesso e che Proclemer, provata dal decadimento dei sensi, gli aveva chiesto aiuto per morire. “Io che pure credo all’eutanasia non ho mai avuto il coraggio di dirle di sì”, ha confidato. La portava fuori a cena, ha spiegato, “per rallegrarla”. Poco, forse. Ma era il loro modo.
Ozpetek, Rosi, Scaparro e Guerritore: gli omaggi
Tra i primi a ricordarla è stato Ferzan Ozpetek, che l’aveva diretta in Magnifica presenza. “Ciao Anna, sarai sempre con me. Ti amo”, ha scritto su Twitter. Prima di partire per Tokyo, dove avrebbe presentato il film, il regista ha parlato di “una vera storia d’amore professionale” e ha raccontato che aveva pensato a lei anche per Allacciate le cinture. Proclemer, però, gli aveva detto di non sentirsela di viaggiare e affrontare un nuovo ruolo. “Allora ho eliminato la parte e lei mi ha detto: ‘Per questo ti amo’”, ha rivelato.
Commosso anche Francesco Rosi, che l’aveva diretta in Cadaveri eccellenti. “Qualsiasi definizione o ricordo sarebbe riduttivo”, ha detto, ricordandone il temperamento e la forza espressiva anche in un ruolo non da protagonista. Maurizio Scaparro ha richiamato invece il suo impegno civile, soprattutto sul tema della censura e della libertà di espressione, ricordando il caso de La governante, testo che Brancati le dedicò e che fu colpito dalla censura. Da Monica Guerritore, infine, un saluto breve e affettuoso affidato ai social: “Buon viaggio ad Anna Proclemer… ha vissuto appieno e liberamente il suo talento”.