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Gino Paoli verso la presidenza Siae: il governo avvia la nomina

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio Mario Monti, ha avviato a Roma la procedura per la nomina del cantautore genovese Gino Paoli a presidente della Siae, dopo la designazione arrivata dall’Assemblea della Società italiana degli autori ed editori, al termine di una fase segnata da tensioni interne e contestazioni sul nuovo

15 Agosto 2026 20:04

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio Mario Monti, ha avviato a Roma la procedura per la nomina del cantautore genovese Gino Paoli a presidente della Siae, dopo la designazione arrivata dall’Assemblea della Società italiana degli autori ed editori, al termine di una fase segnata da tensioni interne e contestazioni sul nuovo sistema di rappresentanza.

Gino Paoli verso la presidenza Siae dopo la designazione dell’Assemblea

La scelta di Gino Paoli per la guida della Società italiana degli autori ed editori arriva come esito di un passaggio complesso, maturato dopo le elezioni interne del primo marzo e la successiva formazione degli organi societari. Il nome del cantautore, autore della sezione musica, era emerso dal nuovo assetto della Siae e ora passa attraverso la procedura formale avviata dal governo.

Paoli, volto centrale della canzone italiana e autore legato alla scuola genovese, viene indicato come il primo eletto nel Consiglio di Gestione, l’organo chiamato a governare la società. Proprio quella posizione, secondo il meccanismo previsto, lo porta a essere destinato alla carica di presidente Siae. Una nomina attesa, ma non priva di strascichi.

Il nuovo Statuto e il voto legato agli incassi

A pesare sul clima interno è stato soprattutto il nuovo Statuto Siae, che assegna agli associati un voto per ogni euro incassato. Un criterio che, secondo i critici, ha spostato l’equilibrio verso gli autori e gli editori con maggiori proventi, ridisegnando di fatto i rapporti di forza dentro la società.

Ne è uscita un’assemblea — il Consiglio di Sorveglianza — definita da alcuni osservatori interni come controllata “per censo”, perché orientata dai titolari dei maggiori incassi. Nella prima riunione, il 18 marzo, il Consiglio ha eletto il proprio presidente, il vicepresidente e i cinque componenti del Consiglio di Gestione. Solo allora il percorso di Paoli ha preso forma piena.

Le decisioni, in ogni caso, non sono state vissute come un passaggio ordinario. Dentro la Siae, da settimane, si discuteva del peso reale delle diverse componenti: autori, editori, sezioni musicali e non musicali, grandi cataloghi e realtà più piccole. Un equilibrio difficile, spesso fragile.

Le contestazioni della minoranza e il nodo della rappresentanza

Le proteste sono nate dalla richiesta della coalizione di minoranza — composta da Crea, Lista Editori Italiani, Acep-AudioCoop — di concordare con la maggioranza almeno il nome del vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza. Una richiesta presentata, secondo quanto riferito negli ambienti della società, come garanzia minima di equilibrio tra le rappresentanze.

La proposta non è stata accolta. Il Consiglio ha quindi eletto presidente il maestro Franco Micalizzi, espressione della Federazione Autori, mentre la vicepresidenza è andata a Paolo Franchini di Fem. Una scelta che ha irrigidito il confronto, già segnato dalle polemiche sul peso attribuito ai grandi incassi nel nuovo sistema di voto.

La minoranza, a quel punto, ha denunciato uno sbilanciamento nella composizione degli organi. Non una rottura formale, ma una frattura politica interna sì. “Serviva un segnale di condivisione”, è il ragionamento circolato tra i gruppi esclusi dalla scelta del vicepresidente. Quel segnale, però, non è arrivato.

Il Consiglio di Gestione e le altre nomine contestate

La coalizione di maggioranza, sostenuta da Fem, Federazione Autori e altri gruppi, ha determinato l’elezione nel Consiglio di Gestione di Gino Paoli, di Filippo Sugar, editore della sezione musica, e dell’avvocato Luca Scordino. Proprio quest’ultimo nome ha alimentato nuove contestazioni, perché Scordino era uno dei due sub-commissari uscenti della Siae.

La sua elezione, secondo i rilievi mossi da una parte degli associati, avrebbe comportato l’esclusione dell’unico rappresentante autore della sezione cinema. Un punto sensibile, perché la Siae non rappresenta soltanto la musica, ma anche autori e editori di settori diversi, dal teatro all’audiovisivo, fino alle opere drammatiche e radiotelevisive.

Gli altri due componenti del Consiglio di Gestione sono invece espressione della minoranza: Biagio Proietti, autore della sezione Dor, e Federico Monti Arduini, editore della sezione musica. Una presenza che non ha però attenuato del tutto le tensioni.

Con l’avvio della procedura da parte del Consiglio dei ministri, la nomina di Gino Paoli entra ora nella fase istituzionale. Resta sullo sfondo il tema più delicato: come tenere insieme, dentro la Siae, grandi incassi e rappresentanza diffusa degli associati. Una questione aperta, anche dopo l’indicazione del nuovo presidente.