Audrey Hepburn: una sosia in CG per uno spot pubblicitario
Dopo le celebrazioni per i cinquant’anni del classico Colazione da Tiffany e il recente omaggio di Cineblog a vent’anni dalla scomparsa della protagonista Audrey Hepburn, un’azienda che commercializza cioccolata ha commissionato ad una società di effetti visivi uno spot ambientato negli anni ’60 sulla costiera amalfitana, che ha visto protagonista proprio una sosia in CG
Dopo le celebrazioni per i cinquant’anni del classico Colazione da Tiffany e il recente omaggio di Cineblog a vent’anni dalla scomparsa della protagonista Audrey Hepburn, un’azienda che commercializza cioccolata ha commissionato ad una società di effetti visivi uno spot ambientato negli anni ’60 sulla costiera amalfitana, che ha visto protagonista proprio una sosia in CG della Hepburn, una vera icona per quanto riguarda bellezza, femminilità ed eleganza.
La Framestore, questo il nome della società che si è occupata dello spot, ha messo in campo avanzatissime tecniche per quanto riguarda gli effetti visivi e la CG di ultima generazione dimostrando una meticolosa attenzione per i dettagli, comunque non è la prima volta che che si riportano alla vita virtualmente star del cinema a scopo pubblicitario, basta ricordare Marilyn Monroe e Grace Kelly nel recente spot Dior.
L’operazione è iniziata con la ricerca di una sosia che avrebbe potuto condividere il maggior numero di lineamenti e caratteristiche con l’attrice, una volta trovata sul viso della sosia è stata eseguita una lettura del volto utilizzando un sistema di codifica in stile motion-capture che ha permesso di catturare i movimenti muscolari e le strutture necessarie per costruire una Hepburn in CG il più fedele possibile, in ultimo c’è stata una rifinitura finale che ha ulteriormente affinato l’animazione.
Un tecnico della Framestore ha spiegato di come le scansioni del volto della sosia fossero particolarmente imprecise il che ha richiesto un massiccio intervento sul volto in CG:
La scansione del viso di solito fornisce forme esatte della persona che ha bisogno di essere ricreata, ma in questo caso le scansioni hanno fornito solo un modello basato sulla sosia, che anche se sembrava simile a Audrey Hepburn, era comunque una persona diversa con sfumature diverse, il che ha richiesto la realizzazione di un modello 3D dell’attrice utilizzando riprese dal suo catalogo di film, da vecchie immagini e documentari.
Le parti più complesse si sono rivelate il taglio degli occhi e il sorriso perchè rappresentano le caratteristiche immediatamente riconoscibili dell’attrice, ma nonostante gli elementi forniti dal viso della sosia alla Framestore si sono presto resi conto che l’unico modo per replicare al meglio l’attrice fosse di realizzarla interamente in CG.
Sarà anche l’abitudine alle massicce dosi di effetti visivi contenute nei film, il livello raggiunto dalla motion-capture o forse perchè si sta parlando di un’icona cinematografica senza tempo, ma il risultato non ci è sembrato particolarmente riuscito, non brutto nel suo insieme, senza dubbio audace, ma palesemente posticcio e voi che ne pensate?
Fonte | Theverge