I Cultissimi di Cineblog: Bubba Ho Tep – foto e recensione

Bubba Ho Tep ( id. Usa 2002) di Don Coscarelli. Con Bruce Campbell, Ossie Davis, Ella Joyce, Heidi Marnhout, Bob Ivy. “Ho tep. Nome: 1. Antenato o discendente dalle 17 dinastie egiziane, 3100-1550 a. C. 2. Nome famigliare di un faraone (Re) egiziano” “Bubba: 1. Uomo del sud degli Stati Uniti. 2. Bravo ragazzo 3.

I Cultissimi di Cineblog: Bubba Ho Tep

Bubba Ho Tep ( id. Usa 2002) di Don Coscarelli. Con Bruce Campbell, Ossie Davis, Ella Joyce, Heidi Marnhout, Bob Ivy.

“Ho tep. Nome:
1. Antenato o discendente dalle 17 dinastie egiziane, 3100-1550 a. C.
2. Nome famigliare di un faraone (Re) egiziano”

“Bubba:
1. Uomo del sud degli Stati Uniti.
2. Bravo ragazzo
3. Uomo bianco povero, redneck, abitante di un campo di roulotte”

Il Re è vivo, viva il Re. Si permetta la parafrasi della famosa esclamazione che ogni buon cittadino che risiedeva in uno stato monarchico di un’Europa che non c’è più aveva sempre sulla punta della lingua. Il Re è vivo, Elvis Presley vegeta in una casa di riposo (dal simpatico nome di Riposo Ombroso) a Mud Creek (altro simpatico nome, Ruscello di Fango), Texas.

Certo, è imbolsito, orbo come una talpa, l’anca non gli funziona tanto bene e lo costringe a deambulare col girello. Ma è pur sempre il Re! Peccato che difficilmente qualcuno gli dia retta dal momento che, anni fa, stufo del clamore e del successo, ha scambiato la sua identità con un sosia di professione, poi rivelatosi notoriamente troppo intimo con la droga e troppo debole di cuore.

I Cultissimi di Cineblog: Bubba Ho Tep
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Difficile crederci, ma Elvis divide la casa di riposo con un altro morto di lusso, un John Fitzgerald Kennedy ovviamente invecchiato e un po’ meno ovviamente diventato di colore (avendo le fattezze del compianto Ossie Davis, uno degli attori preferiti da Spike Lee).

I due condividono un’apatia e una noia di vivere che li sta inesorabilmente portando alla morte, più velocemente di quanto già non facciano gli acciacchi. Ma Riposo Ombroso, e specialmente i suoi abitanti, sono vittime dell’attacco di una mummia di tremila anni che
risucchia dall’entrata posteriore l’anima dei poco recalcitranti vecchietti per nutrirsi. Elvis e JFK sono gli unici consapevoli del pericolo.

E se lo staff della casa di riposo non crede alle loro vere identità, figuriamoci se si beve la storia di una mummia di tremila anni, prontamente ribattezzata dal Re Bubba Ho Tep, che vuole nutrirsi del contenuto degli anziani residenti. Tocca a Elvis e a Kennedy, quindi, rimboccarsi le maniche, oliare il girello e far revisionare la sedia a rotelle per affrontare la mummia assassina e salvare le proprie anime.

La rubrica dei Cultissimi torna dopo una colpevole, lunga assenza. Ma almeno torna col botto. Nei primi otto anni di questo nuovo millennio, probabilmente nessuno, tranne forse qualche orribilmente sublime e sconosciuta nippocacata, è riuscito a regalarci un livello di culto alto come questo film del 2002 dell’americano Don Coscarelli. Il quale, nonostante il nome e il cognome, di italiano non ha niente: è infatti un cristone d’uomo nato in Libia e cresciuto nel profondo sud degli States, in South Carolina. Come molti registi della nicchia
horror, Coscarelli è indissolubilmente legato a un brand di sua invenzione (il poker di film intitolato “Phantasm”, più numero romano d’ordinanza, più un quinto episodio in produzione. In Italia è arrivato solo il primo, “Fantasmi”, del 1979) che l’ha portato al
successo ma l’ha anche condannato a non potersi più ripetere. Se c’è cascata gente come Raimi e Romero, al buon Don non resta che rassegnarsi e aspettare.

Il 2002 sembra l’anno buono per togliersi di dosso la maledizione di Phantasm. Don ha a disposizione 500.000 dollari per girare un film. Sceglie di sviluppare un racconto breve del talentuoso scrittore texano Joe R. Lansdale, uno splendido miscuglio di horror, comicità demenziale, surrealismo, thriller e western. Coscarelli impasta abbastanza bene il tutto dando vita a un piccolo, irresistibile film di culto, sboccatissimo e irriverente, esilarante e non certo privo di spunti cinematografici. Aggiungete pure al cocktail la fantastica prova di Bruce Campbell, The Chin (il mento), nei panni di Elvis, nonché amico di infanzia di Sam Raimi e storico protagonista dei primi episodi de “La Casa”.

Il coraggio solo di pensare a un film del genere viene premiato dal talent scout Mick Garris, che arruola il Nostro per la prima stagione di Masters of Horror. Coscarelli risponde presente, e firma “Incident on and Off a Mountain Road”, un episodio certamente ben girato ma che non brilla all’interno della grande prima stagione dei Masters (davvero arduo brillare accanto agli episodi di Dante, Landis e Carpenter).

Oggi come oggi Don campa ancora del riflusso di successo cult e underground di questo film, avendo in produzione appunto il quinto episodio di Phantasm e, udite udite, il prequel “Bubba Ho Tep”, “Bubba Nosferatu and the Curse of She-Vampires“. Dei del cinema, grazie.

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