Cineblog consiglia: Psycho

Psycho, (Psycho, USA , 1960). Regia di Alfred Hitchcock. Con Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam, John McIntire, Simon Oakland, Patricia Hitchcock. Thriller/horror, b/n 109’ Stanotte, Sabato 19 Luglio, Italia 1 ore 01:55 Marion Crane (Janet Leigh), giovane segretaria che vive a Phoenix, ha una relazione clandestina con Sam Loomis (John

Psycho Psycho, (Psycho, USA , 1960). Regia di Alfred Hitchcock. Con Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam, John McIntire, Simon Oakland, Patricia Hitchcock. Thriller/horror, b/n 109’

Stanotte, Sabato 19 Luglio, Italia 1 ore 01:55

Marion Crane (Janet Leigh), giovane segretaria che vive a Phoenix, ha una relazione clandestina con Sam Loomis (John Gavin): non hanno abbastanza soldi per permettere a lui di divorziare dalla moglie e di conseguenza vivere insieme. Un giorno Marion riceve l’incarico di depositare in banca una grossa somma di denaro da parte di un cliente; la tentazione è troppo forte e la donna decide di appropriarsene e di fuggire per raggiungere Sam.

Il lungo viaggio in auto la spinge fermarsi, per riposare, in un motel sulla strada, gestito da un giovane educato ed alquanto strano, Norman Bates (Anthony Perkins), che accoglie Marion nel migliore dei modi, invitandola a mangiare con lui nella villa in cui vive con la madre, la quale però sembra non gradire la presenza della ragazza…

Tratto da un romanzo (1959) di Robert Bloch, Psycho fu il più grande successo di pubblico di Hitchcock, divenendo col tempo un film di culto ed uno dei lungometraggi più citati della storia, anche grazie alla celeberrima sequenza della doccia. Anthony Perkins realizzò un’interpretazione di tale efficacia da divenire il più famoso schizofrenico della cinematografia, rimanendo così un’icona tra le più importanti del genere, senza pero una possibilità reale di affrancarsi in seguito da quel ruolo. Tema principale del film è lo sdoppiamento, che diventa arte e si offre al pubblico in un gioco di simmetrie inquietanti e di immagini che costantemente, in un continuo scambio, compenetrano l’una nell’altra.

Psycho cambiò l’idea di horror, fino ad allora popolato da mostri e vampiri, riportando l’incubo su un piano puramente umano seppur pesantemente patologico, consacrando le settima arte a strumento capace di generare emozioni forti, senza per forza ricorrere a una storia complessa o a un messaggio specifico. Ancora una volta il genio di Alfred Hitchcock coinvolge e affascina, in una pellicola densa di misteri e significati e di senso estetico impregnato di arte, grazie ad immagini e scene, come precedentemente detto, entrate nella storia.

Quella della doccia, che dura 45 secondi, richiese ben sette giorni di riprese e per simulare il sangue fu utilizzato un comune sciroppo di cioccolato. Nel cast è presente anche Patricia Hitchcock, figlia del regista, con un piccolo ruolo: è Caroline, collega di lavoro di Marion Crane; il padre invece, si ritagliò il solito cammeo all’inizio del film, quando, indossando un cappello da cowboy, aspetta qualcuno in strada proprio fuori l’ufficio di Marion. La pellicola ricevette 4 nomination agli Oscar: regia, fotografia (John L. Russell), Janet Leigh, scenografie.

Voto Davide: 10

Di seguito ho inserito la celebre scena della doccia.

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