La crisi colpisce anche il cinema: incassi mai così bassi dal 2009

E' ufficiale la crisi approda anche nei cinema e mette in evidenza un trend negativo che sembra non avere a che fare tanto con la qualità dei film in sala, bensì con il costo dei biglietti (il sovrapprezzo del 3D in questo senso di certo non ha aiutato i bilanci in rosso delle famiglie). Senza dubbio la sua buona parte l'ha fatta la pirateria digitale, ma è palese che ci sia stato anche un taglio alle spese messo in atto dagli italiani che pare abbiano inserito il cinema tra le "uscite" da cassare o perlomeno da ridimensionare.

Le cifre sono davvero sconfortanti e segnano gennaio 2013 come il peggior dato degli ultimi cinque anni (campione Cinetel rappresentativo del 90% del mercato):

10 milioni e 56mila i biglietti venduti con una flessione del -23% rispetto a gennaio 2012. L'incasso è stato di 64 milioni e 885mila euro (-24% rispetto al gennaio 2012). Se infine paragonato al 2011 chè è stato l'anno con maggior introiti la flessione si accentua e tocca il -47%.

In percentuale chi prevedibilmente risente più di questa flessione è il cinema italiano la cui presenza in quota film scende al 34% (-14%), flessione non certo affrontata con gli ulteriori tagli previsti al Fondo unico per lo spettacolo (annunciati tagli per 20 milioni di euro).

Per quanto riguarda invece le produzioni internazionali, aumenta invece la quota di cinema americano (+26%) che inutile a dirlo è senza dubbio più varia nell'offerta di titoli, nelle produzioni Italiane c'è ancora un'inspiegabile mancanza per quanto riguarda il cinema di genere, tanto che ci è voluto Quentin Tarantino per riportare in auge il western (genere piuttosto rischioso al botteghino) e in particolare lo spaghetti-western con il suo Django Unchained candidato all'Oscar, filone che ricordiamo tutto italiano e che insieme al poliziesco e all'horror a livello internazionale è stato vanto del cinema nostrano in tempi purtroppo ormai remoti.

E' proprio il western di Tarantino con un introito di 8.299.016€ che si piazza in testa agli incassi di gennaio 2013, mentre il resto della top 5 vede in classifica ben 3 film "italiani": La migliore offerta (5.355.883$) il nuovo film di Giuseppe Tornatore che fruisce di un cast internazionale, Mai Stati Uniti (5.355.883$) la commedia corale dei fratelli Vanzina che neanche a farlo apposta è ambientata negli States e quarto posto per Quello che so sull'amore (4.358.525$), il nuovo film "americano" di Gabriele Muccino.

A conclusione vi riportiamo un paio di battute del regista e attore Carlo Verdone che in un'intervista a Il Giornale parla si di crisi economica, ma anche creativa:

A rischio di essere banali, al primo posto dei motivi di questa penosa situazione c'è la crisi economica...La crisi è molto ma molto seria. L'ha capito bene chi è rimasto senza lavoro e chi deve tirare avanti con 900 euro al mese, persone che conosco bene. Così gli spettatori sono obbligati a farsi i conti in tasca e concedersi un tot di film l'anno....Il clima di depressione non aiuta né gli spettatori né gli autori. Non ci si sforza più nel cercare nuove strade. Non riusciamo più a essere curiosi come quando realizzavamo Ladri di biciclette o Umberto D.. Ora tutto sembra un remake che rappresenta una vera resa alla fertilità creativa. E poi basta con i film di “vacanze”, non è più periodo di vacanze.

(Fonti La Stampa - Il Giornale - Corriere della sera)

 

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