Berlino 2013 – Lovelace: la recensione del film con Amanda Seyfried

Rob Epstein e Jeffrey Friedman tornano insieme dopo il successo di Harvey Milk per raccontare la vita di Linda Boreman, piú nota come Linda Lovelace, la protagonista femminile di Deep Throat il film che negli anni Settanta sfondò la barriera tra porno e grande pubblico, con la divertente storia di una ragazza della porta accanto che non riesce a trarre piacere dai rapporti sessuali e scopre di avere il clitoride in gola. Ciò significa che l’unico modo per raggiungere l’orgasmo e praticando profonde fellatio.

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L’enorme successo del film venne oscurato negli anni Ottanta dalla pubblicazione di “Ordeal” il libro in cui Lovelace svela la sua versione della meteorica carriera come attrice porno. Nel libro mette a nudo anni di violenze domestiche subite dal marito Chuck (interpretato da Peter Sarsgaard), un uomo in contatto con il crimine organizzatto che apparentemente esercitava un controllo sproporzionato sulla moglie molto più giovane, tale da obbligarla a prostituirsi e addirittura ad entrare nell’industria del porno per pagare i propri debiti.

Lovelace racconta l’intera vicenda di questa donna, interpretata qui da Amanda Seyfried, dalla adolescenza in una famiglia molto conservatrice (la madre è un’irriconoscibile da Sharon Stone) all’incontro con quello che si presenta come un ragazzo modello, fino all’ascesa, caduta e risalita di Lovelace che arrivò a trasformarsi in un’icona del femminismo statunitense con il suo invito rivolto a tutte le donne a denunciare gli abusi subiti tra le mura domestiche.

La narrazione scorre in modo molto lineare. I registi utilizzano un espediente efficace e cioè quello di mostrare, a partire dalla metà del film, le stesse scene già anticipate, includendo però il loro risvolto drammatico, il “lato b” di quella che sembrava una coppia felice e di successo ma in realtà era una storia di oppressione e brutalità.

Tutto funziona perfettamente e gli attori sono convincenti. Anche il complesso rapporto con i genitori: conservatori a tal punto da ignorare le disperate richieste di aiuto della figlia, non vengono però banalizzati come “cattivi” e la loro psicologia è piuttosto scavata.

Quello che non convince fino in fondo è la versione di Linda. Ti aspetti che il film ti dica qualcosa di più: poteva veramente la giovane ignorare che una specie di cricca mafiosa controllava la produzione del film? Perchè per così tanto tempo è rimasta attaccata alla versione ufficiale di sè stessa?

Purtroppo la morte della vera protagonista di Deep Troat nel 2002 non permette di indagare in questi territori, e al film non resta altro che attenersi alla versione di Linda, quella che già si conosce, senza riuscire veramente a raccontare nulla di nuovo.

Voto e recensione di Laura Lucchini: 7,5
Profilo Twitter: @NenaDarling

Voto di Gabriele: 4

Lovelace (Usa 2013 – Biografico – 92 minuti) di Rob Epstein e Jeffrey Friedman con Amanda Seyfried, James Franco, Bobby Cannavale, Eric Roberts, Wes Bentley, Hank Azaria, Chris Noth, Juno Temple, Peter Sarsgaard, Chloë Sevigny, Adam Brody, Robert Patrick, Sharon Stone.

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