Courmayeur Noir in Festival – Il respiro del diavolo, Ca

Whisper – Il respiro del diavolo, di Stewart Hendler – Concorso Max è da poco uscito di prigione e sta cercando di ricostruirsi una vita. Vorrebbe comprare un piccolo ristorante, da gestire insieme alla fidanzata Roxanne, ma nessuna banca è disposta a concedere un prestito ad un ex malvivente. Disperato, quando il suo ex compagno

di simona



Whisper – Il respiro del diavolo, di Stewart Hendler – Concorso
Max è da poco uscito di prigione e sta cercando di ricostruirsi una vita. Vorrebbe comprare un piccolo ristorante, da gestire insieme alla fidanzata Roxanne, ma nessuna banca è disposta a concedere un prestito ad un ex malvivente. Disperato, quando il suo ex compagno di carcere Sidney gli propone un ultimo facile colpo, Max accetta nella speranza di ottenere i soldi necessari per aprire il ristorante e lasciarsi definitivamente il passato alle spalle. Insieme a Sidney, Roxanne e Vince, Max dovrà rapire il piccolo David Sandborn, rampollo dell’alta società, durante la festa per l’ottavo compleanno del bambino, e tenerlo nascosto in attesa di istruzioni del misteriose Jones, che ha commissionato il colpo. Le cose però, si riveleranno essere molto più complicate del previsto, perchè David è bel lungi dall’essere il bimbo remissivo e pacato che sembra. Col passare del tempo, l’ostaggio diventa carceriere e carnefice, mentre i sequestratori si troveranno ad affrontare ciascuno il proprio terribile fato, fino alla resa dei conti.

Può sembrare l’ennesimo horror incentrato sulla figura del bambino demoniaco, ma Whisper (che da noi uscirà il 23 gennaio con il titolo Il respiro del Diavolo) gode di una certa originalità e devia leggermente dai soliti standard della cinematografia del terrore. Debutto registico del 26enne Stewart Hendler, interpretato da Josh Holloway (famoso per il suo ruolo televisivo in Lost), Sarah Wayne Callies e il giovane quanto inquietante Blake Woodruff; il film parla principalmente di quello che accade quando le persone rimangono vittime delle conseguenze delle loro stesse azioni.E’ fondalmentalmente un thriller psicologico imperniato su delle persone che prendono delle pessime decisioni per le giuste ragioni. Con in più l’elemento soprannaturale à la The Omen. Bella la fotografia, con una scelta cromatica tutta virata verso i toni del verde e del blu.

Cash

Ca, di Eric Besnard – Concorso
Cash è un truffatore affascinante, elegante e audace. Il tenente Julia Molina lo sta braccando, spera di usarlo per arrivare a Maxime, inafferrabile genio del crimine il cui arresto le garantirebbe una promozione. Cash accetta di allearsi con la poliziotta e di architettare una truffa colossale per incastrare Maxime. Ma, come nel gioco delle scatole cinesi, i colpi di scena si susseguono a ritmo serrato e, in un continuo ribaltamento di ruoli, niente è come sembra. Qualcuno mente, bluffa e finge di essere un altro, i complici si rivelano a volte traditori e i traditori complici. Le alleanze durano un istante e il truffatore potrebbe scoprire di essere il pollo da spennare. E se i cattivi fossero i buoni e gli amici fossero i nemici?

La sceneggiatura della pellicola diretta da Eric Besnard è come una matrioska, contiene forse fin troppe sorprese e la tendenza ad esagerare nel cambiare continuamente le carte in tavola. Non bisogna abbassare nemmeno per un istante il livello dell’attenzione, o si rischia di perdere completamente il filo. Parliamo comunque di una divertente commedia noir, ben orchestrata e godibilissima, interpretata con charme e simpatia da Jean Dujardin che proprio qui al Courmayeur Noir in Festival avevamo avuto modo di apprezzare nel 2006, protagonista di OSS 117: Le Caire nid d’espions, rilettura in chiave parodistica del personaggio di James Bond (di cui è in lavorazione il seguito), vincitrice del premio del pubblico. Fra i protagonisti ci sono anche il sempre ottimo Jean Reno e Valeria Golino. Il trailer e la locandina sono qui.

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