8 1/2 – Federico Fellini da Oscar il 13 aprile 1964

Il 13 aprile del 1964 8 ½ di Federico Fellini ha vinto due Oscar, a 49 anni di distanza torniamo a guardare trailer, poster, foto, video, colonna sonora e curiosità di questo capolavoro del cinema più geniale e visionario.

di cuttv

Sono le 8.30 del 13 aprile 2013. È passato quasi messo secolo dal 13 aprile del 1964, da quando 8 ½ di Federico Fellini ha portato a casa due statuette, per il miglior film straniero e i migliori costumi in bianco e nero di Piero Gherard, alla 36ª edizione dei premi Oscar, presentata da Jack Lemmon al Santa Monica Civic Auditorium di Los Angeles.

Due delle cinque nomination iniziali (miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior film straniero, miglior scenografia e migliori costumi), ritirate dalle mani di Julie Andrews, da un Fellini sorpreso dall’inno dei ‘Fratelli d’Italia’ che accompagna la consegna.

Il terzo Oscar per Federico Fellini, che riceverà per una seconda volta anche in patria, dalle mani del presidente del consiglio Aldo Moro, dove il 22 aprile 1964 lo aspettano sette Nastri d’argento, a Federico Fellini regista del miglior film; Angelo Rizzoli miglior produttore; Federico Fellini ed Ennio Flaiano miglior soggetto originale; Federico Fellini, Tullio Pinelli, Brunello Rondi ed Ennio Flaiano migliore sceneggiatura; Sandra Milo miglior attrice non protagonista; Nino Rota migliore musica; Gianni Di Venanzo migliore fotografia in bianco e nero.

Da quasi mezzo secolo la passerella di 8 ½ va al galoppo con le fantasticherie di un uomo e di un regista visionario, quello che interpreta il film e quello che lo dirige, Marcello Mastroianni e Federico Fellini, al ritmo delle note di Nino Rota.

La storia di un film che non ho fatto” per il regista, un film del film, il cinema nel cinema, un capolavoro nato nella mente visionaria di Fellini, e svanito quando sembrava tutto pronto per iniziarlo, che un lampo di genio dello stesso, trasforma nel film di un regista che non ricorda più che film vuole fare, del regista Guido Anselmi, interpretato da uno strepitoso Marcello Mastroianni, alter ego di Federico Fellini, che confide all’amica…

“Mi sembrava di avere le idee così chiare. Volevo fare un film onesto, utile a tutti, per seppellire ciò che di morto abbiamo dentro. E invece ho le idee confuse. Non ho proprio niente da dire, ma voglio dirlo lo stesso”

Un viaggio nel labirinto di sensazioni e perplessità di un regista, dalla struttura surreale, e un titolo d’opera, che diventa 8½ perché arriva dopo sette film del regista, più Luci del varietà, ovvero il “mezzo” film girato con Alberto Lattuada.

Ma procediamo con ordine, per quanto è possibile farlo con un film complesso e bellissimo alla corte del Maestro Fellini.

Sinossi

Guido Anselmi è un famoso regista alla ricerca di riposo e di un po’ di evasione in una rinomata stazione termale. Realtà e immaginazione si mescolano nella sua mente, e il luogo che dovrebbe dargli cura e distensione si popola dei personaggi che fanno parte della sua vita. L’arrivo dell’amante Carla, poi di Luisa, la moglie, e dell’attrice Claudia, mitico simbolo di puri sentimenti, e contemporaneamente i colloqui con il produttore, i tecnici, con gli abituali frequentatori delle Terme, veri o irreali che siano, aumentano la confusione di Guido e fanno venire a galla i ricordi più lontani della sua vita: il collegio, i suoi genitori, che poi incontrerà, ormai morti da tempo, in un cimitero. Ma la crisi di Guido non accenna a risolversi. Quando ormai sta abbandonando definitivamente il progetto del nuovo film, sul set dimesso appaiono di nuovo i personaggi della sua vita: Guido in mezzo a loro con il megafono impartisce ordini, e tutti obbediscono in armonia e si danno la mano, formando una catena che sfila gioiosa sulle note della marcetta dei gladiatori.

Cast tecnico

8½ (Otto e mezzo)
Anno: 1963
Pellicola: bianco e nero
Durata: 114 min
Produzione: Cineriz (Roma) e Francinex (Paris)
Distribuzione: Francinex (Paris)

Regia: Federico Fellini
Soggetto: Federico Fellini, Ennio Flaiano (ideato da Federico Fellini)
Sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli, Ennio Flaiano, Brunello Rondi
Fotografia: Gianni Di Venanzo
Operatore: Pasquale De Santis
Musica: Nino Rota
Scenografia: Piero Gherardi
Costumi: Piero Gherardi
Aiuto scenografia: Luciano Riccieri, Vito Anzalone, Orietta Nasalli Rocca
Montaggio: Leo Catozzo
Aiuto regia: Guidarino Guidi, Giulio Paradisi, Francesco Aluigi
Collaborazione artistica: Brunello Rondi
Trucco: Otello Fava
Acconciature: Renata Magnanti
Fotografo di scena: Tazio Secchiaroli
Segretario di edizione: Mirella Comacchio
Produttore: Federico Fellini, Angelo Rizzoli
Direttore di produzione: Nello Meniconi
Organizzazione generale: Clemente Fracassi, Sandy von Norman
Ispettore di produzione: Mario Basili
Segretario di produzione: Albino Morandin

Cast artistico

La scelta degli attori per il film è impegnativa per Fellini quanto lo sarà per il regista Guido interpretato da Marcello Mastroianni, dopo aver fatto un pensierino su attori come Laurence Olivier e Charlie Chaplin. Claudia Cardinale nei panni di Claudia viene doppiata per la prima volta, mentre lavora contemporaneamente sul set de Il Gattopardo di Luchino Visconti. Dopo La dolce vita riconferma Anouk Aimée per il ruolo di Luisa, la moglie di Guido. Per avere Sandra Milo nel ruolo dell’amante del regista Guido (di entrambi in realtà), lottò contro il marito che si opponeva ad un suo ritorno al cinema dopo la delusione maturata con il film Vanina Vanini di Roberto Rossellini.

Con loro anche un volto dell’horror come Barbara Steele (Gloria Morin, amante di Mezzabotta), Mario Pisu (Mezzabotta), Madeleine LeBeau (attrice francese), Neil Robinson (agente dell’attrice francese), Mino Doro (agente di Claudia), Mario Tarchetti (ufficio stampa di Claudia), Eugene Walter (giornalista americano), Gilda Dahlberg (moglie del giornalista americano), Caterina Boratto (signora alle Terme), Annie Gorassini (amica di Pace), Ian Dallas (il telepata Maurice), Mary Indovino (partner del mago), Guido Alberti (il produttore Pace), Mario Conocchia (il direttore di produzione Conocchia), Cesarino Miceli Picardi (l’ispettore di produzione Cesarino), Bruno Agostini (segretario), John Stacy (cassiere), Rossella Falk (amica di Luisa, Rossella), Mark Herron (il corteggiatore timido), Elisabetta Catalano (sorella di Luisa), Rossella Como (amica di Luisa), Francesco Rigamonti (amico di Luisa), Matilde Calnam (amica di Luisa), Tito Masini (il cardinale), Alfredo De La Feld (segretario del cardinale), Sebastiano Di Leandro (secondo segretario del Cardinale), Frazier Rippy (segretario laico), Maria Tedeschi (preside del collegio), Eddra Gale (Edra Gale La Saraghina), Georgia Simmons (la nonna), Marisa Colomber (zia di Guido Maria Rimondi (zia di Guido), Yvonne Casadei (Jacqueline Bonbon La soubrette), Nadine Sanders (hostess), Hazel Rogers (la neretta), Edy Vessel (Hedy Vessel L’indossatrice), Annibale Ninchi (padre di Guido), Giuditta Rissone (madre di Guido), Riccardo Guglielmi (Guido bambino nella fattoria), Marco Gemini (Guido bambino in collegio), Jean Rougeul (il critico cinematografico Carini), Giulio Calì (uomo ai fanghi), Eva Gioia (ragazza nel letto di Cesarino), Dina De Santis (ragazza nel letto di Cesarino), John Karlsen (uomo in auto), Palma Mangini (vecchia alla fattoria), Roberta Valli (nipote della vecchia alla fattoria), Elisabetta Cini (Contessa Elisabetta Cini), il clown Polidor, Antonio Acqua, Giulio Paradisi, Sonia Gessner, Luciana Sanseverino, Roberto Nicolosi.

Curiosità

Il primo ciak di 8 ½ è mercoledì 9 maggio 1962, l’ultimo domenica 14 ottobre 1962.

Dopo le prime settimane di riprese, un lungo sciopero del laboratorio non consente di stampare e visionare i giornalieri per giorni, le riprese vanno avanti con il benestare del regista, che finito lo sciopero continua a non vederli, affidando il controllo della qualità tecnica al direttore della fotografia, Gianni Di Venanzo.

“Ho fatto tutto il film al buio, un lungo volo di notte, e da allora mi si è sviluppata una teoria: è meglio non vedere le scene girate giorno per giorno, bisogna restare ancorati all’illusione del film come l’hai immaginato. Quello che stai facendo non sarà mai quello che hai sognato. Vedere le cose fatte ti svia; e mi faccio forte del fatto che anche Hitchcock non vede i giornalieri”. Federico Fellini

Sul set del film, Fellini conosce e inizia una relazione con Sandra Milo, la “Sandrocchia”, un gioco che si spinge ben oltre 8 e mezzo.

Giovedì 14 febbraio 1963 8 ½ esce al cinema, in diverse copie distribuite in Italia anche con alcune scene virate in seppia e azzurro per distinguere le scene oniriche da quelle reali, altre scene erano invece volutamente sovraesposte, ma l’aspetto ‘abbacinato’ è andato perduto con il bianco e nero estremamente contrastato del restauro.

Domenica 7 luglio 1963 a Saint-Vincent Federico Fellini riceve anche la Grolla d’oro come miglior regista per 8 ½, battendo Il Gattopardo.

Nel 1964 il film riceve anche il Gran premio al Festival di Mosca, il Premio Bodil (Copenaghen) per il miglior film europeo, una Nomination Direcors Guild of America (Los Angeles) per gli straordinari risultati ottenuti da Federico Fellini nella regia cinematografica.

“Ma di profilo Marcello aveva la pappagorgia, allora gli piazzai un cerotto che gliela spostava tutta da una parte e lui stette così buono a recitare una scena piuttosto lunga e ripresa da vicino – è la scena col padre al cimitero. […] Al trucco gli avevo fatto preparare dei sacchetti con della sabbia dentro per fare le palpebre grinzose, gli ho fatto perdere dieci chili, fare tutte le mèches bianche ai capelli e poi tutti quei profili col cerotto e lui lasciava fare. Poi, le mani: gli avevo fatto fabbricare dei cappuccetti per allungare le dita, lui li aveva lasciati preparare, senonché dopo un paio di ciak andati bene, per una scena in cui doveva muovere le dita, i cappuccetti sono saltati via come matite”. Rita Cirio, Il mestiere di regista, Garzanti, Milano, 1994, p. 36

Nel video che segue ci concediamo anche otto minuti sul set di 8 1/2 con il Servizio Rai realizzato da Antonello Branca.

Il video che segue è un 3×1 con la slide di foto sul set e fuori, la locandina e il tema della colonna sonora di Nino Rota.

Colonna sonora

La dimensione onirica dell’universo del regista vibra al ritmo della colonna sonora di Nino Rota, con un mix di ritmi swing, jazz, lounge, stornelli e intermezzi operistici da “La cavalcata delle Valchirie” di Richard Wagner a l’ouverture da “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini.

Tracklist:

1 La Passerella Di Otto E Mezzo – 02:21
2 Cimitero – Cigolette – 05:30
3 E Poi – 02:01
4 L ‘Illusionista – 02:17
5 Concertino Alle Terme – 01:55
6 Nell’ufficio Di Produzione Di Otto E Mezzo – 02:56
7 Ricordo d’infanzia – 03:45
8 Guido e Luisa – 03:13
9 Galoppo di Carlotta – 02:29
10 L ‘Harem – 04:29
11 Rivolta Nell’harem – 05:18
12 La Passerella Di Addio – 05:11

Clip

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