Angeli e Demoni – la recensione

Scopri “Angeli e Demoni”, sequel/prequel, la trama, le recensioni e le curiosità del film ambientato in realtà prima degli eventi de “Il Codice DaVinci”.

di simona

Angeli e Demoni (Angels & Demons – Thriller, USA 2008) Regia di Ron Howard, con Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino, Nikolaj Lie Kaas, Armin Mueller-Stahl, Norbert Weisser, Masasa Moyo, Arlo Hemphill, Marco Fiorini, Gino Conforti, Curt Lowens, Bob Yerkes, Franklin Amobi, Victor Alfieri, Ursula Brooks, Thure Lindhardt, Elya Baskin, David Pasquesi, Cosimo Fusco, Allen Dula.

Da 14 giorni la Chiesa Cattolica è rimasta senza una guida, il Papa è improvvisamente morto. Al Cern di Ginevra uno scienziato viene brutalmente assassinato e una particella di antimateria, potenzialmente la bomba più potente che esista, viene trafugata. Il professor Robert Langdon viene convocato in Vaticano dove, a poche ore dall’inizio del Conclave che eleggerà il nuovo pontefice, i quattro successori più probabili al papato sono stati rapiti. Omicidio, rapimento e furto vengono rivendicati dall’antica setta degli Illuminati, che annunciano di voler uccidere un cardinale allo scadere di ogni ora, in una chiesa del cosiddetto Cammino dell’Illuminazione, il percorso iniziatico nascosto tra i monumenti di Roma che permetteva di entrare a far parte della setta.

A mezzanotte terminerà l’autonomia della batteria che mantiene in sospensione la particella di antimateria all’interno del suo contenitore: il Vaticano e la città di Roma verranno spazzati via dall’esplosione. Robert Langdon e la scienziata Vittoria Vetra hanno dunque a disposizione solo poche ore per risolvere il mistero, seguendo una scia di indizi e simboli antichi risalenti a quattrocento anni prima, in una caccia senza soste e piena d’azione attraverso cripte sigillate, catacombe pericolose e cattedrali abbandonate.


Ewan McGregor - Angeli e Demoni
Angeli e Demoni, sequel/prequel (è in realtà ambientato prima degli eventi de Il Codice DaVinci) è una pellicola da guardare dopo aver spento il cervello, o se non altro con lo stesso spirito con cui ci si appresterebbe ad assistere ad un ennesimo Die Hard, con Bruce Willis in canottiera. Il film di Ron Howard è decisamente ben girato, incalzante e ritmato, con una buona dose di suspance, ottimi effetti speciali e momenti spettacolari di puro intrattenimento. Assolutamente godibile, insomma. Peccato che il regista sia riuscito nell’ardua impresa di epurare da qualsiasi credibilità storica il già pasticciato intreccio del romanzo di Dan Brown.

I fan del romanzo non saranno contenti, i cambiamenti, i tagli e le modifiche apportate a trama e personaggi dagli sceneggiatori David Koepp e Akiva Goldsman davvero numerosi e massicci (del resto comprimere un libro tanto complesso in soli 138 minuti non è certo cosa facile). Il personaggio di Maximilian Kohler, direttore del Cern, è stato depennato dall’elenco dei protagonisti (sarà il comandante Richter della Guardia Svizzera a sostituirlo nel compiere le azioni più significative) e lo scienziato ucciso nella sede dell’istituto di Ginevra non è Leonardo Vetra, padre adottivo di Vittoria Vetra, bensì un anonimo Silvano a cui viene risparmiata la tortura del marchio degli illuminati tatuato a fuoco sul petto. Il primo ambigramma viene trasmesso dall’assassino via fax (!!). Langdon non viene convocato dal Cern, bensì direttamente dal Vaticano, su proposta dell’ispettore della Gendarmeria Ernesto Olivetti, che lo conosce di fama.

Seguono numerose concitate sequenze durante le quali è impossibile per lo spettatore seguire i ragionamenti dei protagonisti per arrivare alla soluzione degli enigmi, sulla base degli indizi di volta in volta scovati sul cammino…semplicemente Langdon inciampa sugli indizi e viene folgorato da intuizioni geniali al ritmo di una al minuto, il tutto senza smettere di correre e senza che gli altri personaggi battano ciglio o chiedano delucidazioni. L’assassino, come nella miglior tradizione degli action-movie hollywoodiani, fa fuori da solo un numero imprecisato di poliziotti e carabinieri che non riescono nemmeno a scalfirlo, ma l’azzimato professore di Harvard è più atletico di Indiana Jones e riesce a farla franca (e con lui Vittoria, che nel film non viene rapita).

Nella seconda metà lo svolgersi degli eventi sullo schermo si fa un po’ meno frenetico e anche chi non ha letto il libro comincia a capirci qualcosa; ma è meglio non continuare a sottolineare le differenze fra lo scritto di Brown e la trasposizione cinematografica dello stesso, per non sciupare le sorprese ed i colpi di scena a chi ancora non ha avuto modo di vedere il film. Il sodalizio artistico fra Ron Howard e Tom Hanks continua a funzionare a meraviglia. Ottimo Pierfrancesco Favino, che conferma di essere uno dei migliori attori italiani attualmente su piazza. Bene Stellan Skarsgård e Ewan McGregor, azzeccatissimo nei panni dell’ispirato Camerlengo (qui Patrick McKenna e non Carlo Ventresca). Ayelet Zurer risulta essere la più penalizzata dal copione, alle prese con il personaggio quasi incolore di Vittoria Vetra di cui non ci viene raccontato nulla (chi è, da dove viene, come la pensa?).

Voto Simona 6,5
Voto Federico: 6,5

Voto Carla: 5
Voto Gabriele: 5

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