Addio a Ray Harryhausen, Re degli effetti speciali

Scomparso a 92 anni il pioniere degli effetti speciali.

Ray Harryhausen è un nome che a molti potrebbe non dire un granché: ma il novantaduenne scomparso quest’oggi a Londra è stato il riconosciuto maestro degli effetti speciali. Un precursore, il maestro dell’animazione e, come si dice nel linguaggio tecnico, del “passo uno”, ossia dell’inserimento di figure inanimate all’interno di un film: l’irreale nella realtà.

Nato nel 1920 a Los Angeles, rimase folgorato dal primo King Kong (1933): iniziò la sua carriera alla Paramount e durante la Seconda Guerra Mondiale lavorò nella Army Motion Picture Unit, dove ebbe la possibilità di impratichirsi con la pellicola e il montaggio, realizzando una serie di cortometraggi con protagonista Mamma Oca, celebre personaggio della letteratura infantile della cultura anglosassone. Al termine del conflitto venne assunto dalla Warner, per la quale realizzò il suo primo film di rilevanza internazionale, Il re dell’Africa, del ’49, nel quale inaugurò la tecnica dello split screen, ovvero dando l’impressione che due attori o figure non presenti nella stessa inquadratura stessero interagendo contemporaneamente.

Negli anni ’50 iniziò a lavorare a una lunga serie di film di fantascienza, tra cui il famoso Il 7º viaggio di Sinbad, seguito da I viaggi di Gulliver, L’isola misteriosa e Gli Argonauti 2, divenuto celebre per una famosa sequenza in cui gli attori combattono contro una schiera di scheletri animati. Quest’ultimo viene considerato dai cinefili come il capolavoro di Harryhausen e, nonostante il film all’epoca non ottenne un grande successo nelle sale, la scena di lotta richiese ben quattro mesi di lavori divenendo ben presto un cult ripreso in numerose pellicole posteriori e citato più volte da registi del calibro di Tim Burton.

Lavorò nel cinema per tutti gli anni ’70 ma il suo genio non venne riconosciuto se non in tarda età, quando gli fu concessa una stella nella Walk of Fame di Los Angeles oppure come ne La Sposa Cadavere e nel film di animazione Monster & Co. il suo nome venne omaggiato in citazioni “nascoste” dai suoi ben più famosi discepoli. Tutti coloro che hanno amato L’armata delle tenebre di Sam Raimi, capiranno di cosa stiamo parlando…

Ma per coloro alla cui porta la fama di Ray Harryhausen non avesse ancora bussato, ecco la scena di cui sopra. Quella tratta da Gli Argonauti 2, per intenderci. Era il 1963, non si scherza.