Nemico pubblico – Recensione in anteprima

Nemico Pubblico (Public Enemies – drammatico, USA 2009) Regia di Michael Mann. Con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup, Giovanni Ribisi, Stephen Dorff, Channing Tatum, David Wenham, Rory Cochrane, Lili Taylor, Shawn Hatosy, Stephen Lang, Stephen Graham, Matt Craven, Branka Katic, Christian Stolte, Jason Clarke, Alan Wilder, Spencer Garrett, Bill CampAmerica, anni ’30.

di simona

Nemico Pubblico (Public Enemies – drammatico, USA 2009) Regia di Michael Mann. Con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup, Giovanni Ribisi, Stephen Dorff, Channing Tatum, David Wenham, Rory Cochrane, Lili Taylor, Shawn Hatosy, Stephen Lang, Stephen Graham, Matt Craven, Branka Katic, Christian Stolte, Jason Clarke, Alan Wilder, Spencer Garrett, Bill Camp

America, anni ’30. Sono gli anni della Grande Depressione, i fuorilegge la fanno da padroni per le vie di Chicago e John Dillinger, carismatico rapinatore di banche capace di mettere a segno un colpo in un minuto e 40 secondi, è l’obiettivo principale dell’ottimo segugio Melvin Purvis e della nascente agenzia federale voluta da Edgar J. Hoover. Niente e nessuno sembra essere in grado di fermare Dillinger e la sua banda. Gangster-gentiluomo dalle grandi contraddizioni – capace, nello stesso momento, di freddare un avversario e di offrire la propria giacca ad una sconosciuta – con l’abitudine di bruciare i registri contabili delle banche, leale con i propri compagni e protagonista di rocambolesche evasioni; fu capace di conquistare l’opinione pubblica statunitense. Suo unico punto debole: Billie Frechette, bellissima guardarobiera di cui si innamora a prima vista e che amerà perdutamente fino alla fine. Bye Bye Blackbird.

Debutterà finalmente sugli schermi italiani venerdì 6 novembre, dopo aver raccolto consensi e ottime critiche in tutto il mondo, uno dei titoli più attesi del 2009, ritorno dietro la macchina da presa di Michel Mann a tre anni di distanza da Miami Vice. Un film che probabilmente non è il capolavoro che prometteva di essere sulla carta, ma che rimane comunque un gran bel pezzo di cinema, firmato da uno dei migliori cineasti del nostro tempo ed interpretato da un Johnny Depp impeccabile, che con John Dillinger sembra condividere la pelle e l’anima, oltre al nome.

Nemico Pubblico

Nemico Pubblico è tratto dal libro libro Public Enemies: America’s Greatest Crime Wave and the Birth of the FBI, 1933-34 dell’ex giornalista Bryan Burrough, adattato per lo schermo dallo stesso Michael Mann affiancato nella scrittura da Ronan Bennett ed Ann Biderman. Da un libro nato grazie alla raccolta e ricostruzione di migliaia di documenti inediti degli archivi federali, nasce un film di 140 minuti (che forse avrebbero potuto essere ridotti a 120, tagliando qualche sparatoria) di ricostruzione minuziosa, quasi documentaristica, di un’epoca: Mann ha deciso non solo di girare in alcuni dei luoghi dove la storia si è svolta nella realtà – come il carcere di Lake County in Indiana, la pensione Little Bohemia nel Wisconsin ed il cinema Biograph in Lincoln Avenue a Chicago – ma sembra sia riuscito ad ottenere per Johnny Depp alcuni accessori personali realmente appartenuti a Dillinger. Quando si dice scrupolosità ed attenzione per i dettagli…

Due ore e venti ricche di primi piani strettissimi, di particolari, di immagini ora calde e patinate, ora fredde e crude (il direttore della fotografia è Dante Spinotti, l’ottimo montaggio di Jeffrey Ford e Paul Rubell) che ci raccontano uno spaccato della vita di uno dei gangster più celebri della storia. Michael Mann racconta Dillinger mettendo forse troppa carne al fuoco, frammentando la storia e portando in scena una eccessiva moltitudine di personaggi (che in molti casi rischiano di generare confusione nello spettatore); ma regalando un finale meraviglioso, di un romanticismo spiazzante, di quelli da ricordare.

Non mi dilungherò sull’interpretazione di Depp, anche questa volta capace di calarsi completamente nel personaggio, fino a scomparire dentro a John Dillinger. Marion Cotillard è splendida, una Billie dolce e decisa, forte e indifesa. Poco incisivi, invece, Christian Bale e Billy Crudup a cui forse sarebbe stato giusto dare più spazio. Tutti gli altri sono poco più che comparse, un po’ sprecati (Giovanni Ribisi e Staphen Dorff soprattutto) in ruoli da due battute a testa.

Voto Simona: 7
Voto Federico: 6,5
Voto Gabriele: 9

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