Il viaggio di Jeanne – La recensione in anteprima

Il viaggio di Jeanne ( Les grandes persones) Regia di Anna Novion, con Jean-Pierre Darroussin, Anais Demoustier, Judith Henry, Lia Boysen. In occasione del compleanno della figlia Jeanne (Anais Demoustier), Albert (Jean-Pierre Darroussin) organizza una breve vacanza estiva. La meta cambia ogni anno in giro per l’Europa, in occasione del diciassettesimo compleanno la ragazza scegli

Il viaggio di Jeanne ( Les grandes persones) Regia di Anna Novion, con Jean-Pierre Darroussin, Anais Demoustier, Judith Henry, Lia Boysen.

In occasione del compleanno della figlia Jeanne (Anais Demoustier), Albert (Jean-Pierre Darroussin) organizza una breve vacanza estiva. La meta cambia ogni anno in giro per l’Europa, in occasione del diciassettesimo compleanno la ragazza scegli di visitare l’isola di Styrso della costa svedese. Albert è convinto che in quel luogo sia ancora nascosto un antico tesoro di un remoto passato vichingo. Arrivati sul luogo scoprono che la casa che hanno preso in affitto è abitata da Annika, la proprietaria, e da Christine una sua amica amica francese. Il programma meticolosamente studiato per il weekend da Albert viene totalmente sconvolto sarà per lui l’inizio di un incubo.

Esordio alla regia della sceneggiatrice francese Anna Novion e presentato alla Settimana della Critica al Festival di Cannes 2008, Il viaggio di Jeanne è un curioso on the road (per così dir) transalpino girato interamente negli splendidi scenari offerti dalla selvaggia costa della Svezia, trasformato quasi in un personaggi dal racconto cinematografico. Il legame profondo con questa terra tanto bella quanto dura e inospitale sottolinea come i comportamenti umani possano essere solitari, silenziosi e freddi, sebbene siano vissuti in mezzo ad altre persone.

Accade così che solo un imprevisto, una scocciatura che sembra mandare all’aria i programmi per come erano stati preventivati, si trasforma in un’occasione per dare una svolta alle monotone vite di Albert e di sua figlia Jeanne. Sara quindi una convivenz forzata, indesiderata, con Annika e Christine a offrire un appiglio capace di offrire un punto fermo su quale compiere la svolta, generando una presa di consapevolezza degli altri, prima che di se stessi, che nessuno si era ancora reso conto di necessitare.

La solitudine è l’ombra, lo spettro che aleggia attorno agli individui, soprattuttotra nel legame tra padre e figlia deve tutto scorre secondo la consuetudine. Albert si sente solo e attribuisce la causa di questo suo malessere alla lontanzana della moglie, per non aver aputo costruire un rapporto solido al quale non è stato in grado di offrire che delle basi minime. Prima di arrivare in Svezia, Jeanne e Albert hanno solo creduto di vivere le loro vite, scopriranno che la freschezza dei rapporti è capace di creare una nuova armonia, creando sintonia tra i quattro protagonisti.

Anna Novion, grazie al cast francese ben affiatato e le splendide location svedesi, riesce a costruire una commedia garbata laddove altri avrebbero costruito un dramma familiare ed esistenziale. Si tratta di un incontro di quattro persone che a priori non avrebbero mai dovuto incontrarsi, come lo ha definito la stessa regista, e la storia funziona attraverso un meccanismo di spiazzamento rodata e tipico delle commedie in cui errori e imprevisti si susseguono continuamente, unendo i protagonisti piuttosto che allontanandoli.

Il viaggio di Jeanne esce nei cinema il 6 novembre

Voto Carlo 6

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