Niko – Una renna per amico – La recensione in anteprima

Niko – Una renna per amico (Niko – Lentäjän poika) Regia di Michael Hegner e Kari Juusonen Niko è un cucciolo di renna che sogna di emulare le gesta di suo padre e fare parte delle leggendarie Forze Volanti che ogni anno trasportano Babbo Natale, accompagnandolo in giro per il mondo a consegnare i regali.

Niko – Una renna per amico (Niko – Lentäjän poika) Regia di Michael Hegner e Kari Juusonen

Niko è un cucciolo di renna che sogna di emulare le gesta di suo padre e fare parte delle leggendarie Forze Volanti che ogni anno trasportano Babbo Natale, accompagnandolo in giro per il mondo a consegnare i regali. Purtroppo Niko, non ha mai conosciuto il vero padre, e gli altri membri del branco non credono che lui possa imparare a volare. Dopo aver attirato i lupi e messo in pericoli le altre renne, il piccolo Niko decide di partire alla volta della Monte di Babbo Natale per scoprire una volta per tutte chi è suo padre. Al suo fianco ci sarà Julius, un simpatico scoiattolo volante.

Le (st)renne natalizie quest’anno al cinema iniziano a fine ottobre e arrivano direttamente dalla Scandinavia, ma una non si tratta di saldi prenatalizi in cui si butta fuori tutti gli avanzi dell’anno. Vincitore di numerosi premi a festival dedicati al cinema per l’infanzia, Niko è una coproduzione tra Finlandia, Danimarca e Germania che dimostra come anche le produzioni europee possono ottenere degli standard più che dignitosi.

Dimenticate la Pixar, siamo in un territorio molto più definito. Il film di Michael Hegner e Kari Juusonen è esplicitamente rivolto a un pubblico infantile, ma una volta tanto si tratta di un film che non risente delle banalità più classiche che affliggono il cinema d’animazione per bambini.

Il piccolo Niko, dopo aver causato l’attacco dei lupi e messo in pericolo suo branco, sente il peso della responsabilità e decide di autoesiliarsi dal gruppo, partendo alla ricerca del padre. I lupi però sono sempre in agguato e lui li sta conducendo proprio dove abita Babbo Natale.

Gli elementi della classica favola natalizia ci sono tutti, ma alcuni elementi sono decisamente interessanti. Sebbene i ruoli siano ben definiti, ci sono i buoni e ci sono i cattivi, appare evidente che il tema fondamentale della storia ruota attorno al concetto di famiglia, nello specifico per quanto riguarda la figura paterna e quello che può significare per un piccolo in crescita. Niko infatti è consapevole di essere il frutto dell’amore fugace di sua madre con una renna del Corpo Volante, non conosce però suo padre. Al suo fianco però c’è lo scoiattolo volante Julius che, dopo aver perso per colpa dei lupi tutti i suoi cari, ha scelto come sua famiglia proprio il piccolo Niko. Anche il cucciolo, quando il suo percorso di crescita lo avrà condotto davanti al suo genitore biologico saprà riconoscere di avere sempre avuto al suo fianco un padre vero. Non a caso il film proviene dai paesi scandinavi, dove evidentemente il concetto di famiglia tradizionale non è così (vanamente) ostentato.

Non siamo di fronte a un prodigio della tecnica dell’animazione digitale, ma la caratterizzazione dei personaggi è fatta con cura e i gelidi scenari lapponi sono disegnati con grandissima attenzione per le luci e la fotografia sono decisamente superiori al livello medio per le produzioni europee.

Niko conferma però la nuova tendenza distributiva del cinema per bambini. L’uscita nelle sale cinematografiche è solo un brevissimo preambolo prima del lancio del film in formato Home Video, che sarà disponibile da dicembre giusto per finire impacchettato sotto l’albero di Natale. Evidentemente anche su questo la Disney insegna.

Niko – Una renna per amico uscirà nei cinema venerdì 30 ottobre.

Voto Carlo 6

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