CineBlog consiglia: Full Metal Jacket

Full Metal Jacket Il più bel film di guerra di sempre? Bella battaglia contro Apocalypse Now e La sottile linea rossa, probabilmente. Certo, è strana la definizione di "film di guerra" per film del genere, soprattutto per il capolavoro di Kubrick: più che altro sarebbe corretto dire "film sulla guerra". Ma lasciando da parte il discorso sul genere (di film di guerra comunque si tratta), FULL METAL JACKET è la penultima, enorme riflessione del filosofo Kubrick su un argomento già ottimamente portato sul grande schermo sia da Coppola che da Stone. E alla fine ne esce una pellicola sì divisa a metà, ma assolutamente coerente con ciò che vuole dire. Gli uomini trasformati in robot/macchine da guerra, non più esseri umani, privati di tutto e lasciati soli col proprio fucile ("sarà l'unico buco che avrete a disposizione!"). Fino alla tragedia: un omicidio e un suicidio. E poi tutti in guerra, nello schifo.
Due pugni nello stomaco, per un film doppio, come lo (è)ra l'America. Il penultimo capolavoro di Kubrick infatti è soprattutto un'amara riflessione sul dualismo americano, quel dualismo che si permetteva di dividersi tra una spilla col simbolo della pace e la frase "Born to kill".
Inquietantissimi gli occhi di Vincent D'Onofrio prima di commettere quell'atto impressionante, shockante la scoperta dell'identità del cecchino, terribili le ultime parole di Joker mentre risuonano le note dell'Inno dei Marines.
Stanotte, 00.35, Rete4
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