Cha Cha Cha: recensione in anteprima del film con Luca Argentero

Noir metropolitano dalle venature blues, Cha Cha Cha segna il ritorno sul grande schermo di Marco Risi a 4 anni di distanza da Fortapàsc. Luca Argentero è un detective privato che prova a far luce sull’incidente che ha coinvolto il figlio di una ex amante, in una Roma notturna e corrotta. Ecco la recensione.

C’è un cadavere per terra in mezzo ad un prato desolato. Seguiamo un cane che pian piano gli si avvicina, e quando il corpo viene inquadrato vediamo altri cani che gli stanno addosso. Lo stanno mangiando. Intanto, in cielo, passano costantemente degli aerei a bassa quota. Stacco: stiamo ora volando sui cieli di una Roma notturna, inseguendo un’auto che viaggia per la capitale, con in sottofondo una malinconica musica jazz.

Gran bell’inizio, quello di Cha Cha Cha, il ritorno sul grande schermo di Marco Risi a 4 anni di distanza dal suo applaudito Fortapàsc. Il regista di Mery per sempre e Il branco sposa il noir metropolitano dalle atmosfere blues, e senza ricercare un’autorialità impegnata a tutti i costi prova comunque a dire qualcosa sullo “stato delle cose”.

Protagonista del film è un detective privato di nome Corso, “tipico” personaggio solitario e abbattuto della tradizione thriller e noir. Vive da solo con un carlino senza una zampa, ha lo sguardo di chi ha ricevuto troppe bastonate nella vita, e la moralità di chi non è disposto a farsi pagare per fare cose che non vuole. “Non ho prezzo”, dice ad un certo punto: ma non avere prezza significa essere costantemente tra due fuochi, tra malavita e polizia corrotta.

Le indagini di Corso partono da un incidente stradale che coinvolge Tommy, figlio sedicenne di Michelle (Eva Herzigova), ex attrice con il quale l’uomo ha avuto una relazione anni prima. Tutto lascia pensare che si tratti di un incidente, ma Corso non ne è convinto. Lo stesso giorno viene ritrovato il cadavere di un ingegnere che avrebbe dovuto dare il via all’appalto per un mega centro commerciale nei pressi dell’aeroporto. I due fatti sembrano lontanissimi uno dall’altro, ma evidentemente non è così.

Oggi Michelle è legata ad un uomo molto potente, l’avvocato Argento (Pippo Delbono), uno di quelli che lavorano nell’ombra e che decidono le sorti del Paese. Michelle, Corso, l’Avvocato. Attorno a questi personaggi ne ruotano altri: l’intercettatore, il fotografo degli scandali e soprattutto l’Ispettore Torre (Claudio Amendola), ex collega di Corso che indaga ufficialmente sugli stessi casi…

A pochissimo tempo di distanza dalla Roma dipinta sul grande schermo da Paolo Sorrentino, ecco che Marco Risi dice la sua sulla Roma e sull’Italia di oggi con il suo noir pieno di intrighi e colpi di scena. Cha Cha Cha si rifà al filone più classico del giallo, piuttosto che allo spaghetti thriller di Bava e Argento: e per questo non può fare a meno di essere “velatamente” politico.

Nulla di male, eccetto che il discorso a volte è talmente chiaro e in superficie che non si sa come prenderlo. Si veda la clownesca festa in terrazza che richiama proprio La Grande Bellezza (una coincidenza, anche se l’essere arrivato dopo potrebbe pesare su Cha Cha Cha), o la “suora” che si spoglia nuda ed entra in un’elegantissima piscina sotto gli occhi inquietanti e viscidi di due uomini.

Cha Cha Cha è pieno di camere di sorveglianza, cimici e videocamere spia; si è sempre intercettati, spiati e ascoltati. La corruzione sta ovunque, nelle case ricche e borghesi e nei vari reparti della polizia. Così, ad un certo punto del film, è chiaro che Tommy prima di rimetterci le penne stesse cercando una liberazione (personale) da questo mondo vizioso e terribile: “Tra un po’ cambia tutto”, è l’ultimo messaggio che il ragazzino ha lasciato su Facebook…

“Lei non è nessuno”, “Io sono lo Stato!”, dicono costantemente a Corso, mentre tenta di fare luce sulla serie di intrighi che spuntano fuori sempre più ad ogni tassello del puzzle che si va pian piano componendo. Corso è un “eroe” perché non vuole mai cadere nella trappola di arrendersi facilmente, e invece va avanti per la sua strada morale. Più “politico” di così Cha Cha Cha non potrebbe essere: e il confronto tra Corso e Argento verso il finale non lascia più dubbi.

Alla fine, quindi, il film sembra più esile di quel che può sembrare, complice anche una soluzione ed una chiusa che semplificano ancora di più tutto il racconto. Colpa anche della figura del barista, che ingaggia Corso per far seguire la compagna, che se la fa con alcuni cinesi (o giapponesi?)… Alla fine si danza pure sulle note di un bel cha cha cha, ballo tipico dell’Italia più bonacciona e de core: pare esserci uno spiraglio di salvezza, probabilmente. O forse no?

Però, ammettiamolo, alcune intuizioni sono belle, il ritmo tiene sufficientemente bene e alcuni passaggi sono messi in scena con cura e giusto amore per il genere. Come la scena di lotta in casa, che vede un Luca Argentero in stile Mortensen de La promessa dell’assassino, che si concede quindi anche in full frontal. Argentero è in crescita, e quella di Corso è la sua migliore interpretazione.

Voto di Gabriele: 6

Cha cha cha (Italia 2013, noir 90′) di Marco Risi; con Luca Argentero, Eva Herzigova, Claudio Amendola, Pippo Delbono, Pietro Ragusa, Bebo Storti, Marco Leonardi, Shel Shapiro, Jan Tarnovskiy, Nino Frassica. Qui il trailer. Uscita in sala il 20 giugno 2013.

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