Home Dramma 20.000 Specie di Api: trailer italiano del dramma spagnolo premiato a Berlino 2023 (Al cinema dal 14 dicembre)

20.000 Specie di Api: trailer italiano del dramma spagnolo premiato a Berlino 2023 (Al cinema dal 14 dicembre)

Dal 14 dicembre nei cinema con Arthouse, I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, l’opera prima spagnola premiata a Berlino.

pubblicato 11 Dicembre 2023 aggiornato 15 Dicembre 2023 07:46

Arriverà nei cinema italiani il 14 dicembre con Arthouse, la label di I Wonder Pictures dedicata al cinema d’autore più innovativo, in collaborazione con Unipol Biografilm Collection, il film 20.000 Specie di Api. Trattasi del primo lungometraggio della regista Estibaliz Urresola Solaguren, con protagoniste Sofía Otero e Patricia López Arnaiz (Ane Is Missing, One For All).

“20.000 Specie di Api” è il delicato racconto di un’estate trascorsa in un paesino dei Paesi Baschi che, inaspettatamente, porterà grandi cambiamenti nella vita di tutte le protagoniste. Cocó ha otto anni e sente di essere nata nel corpo sbagliato, quello di un bambino di nome Aitor, mentre sua madre Ane sta affrontando la separazione dal marito e deve fare i conti con la sua carriera artistica e professionale. Aiutata dalla prozia Lourdes, un’apicoltrice con cui stabilisce un fortissimo legame, Cocó dovrà trovare il coraggio di rivelare alla sua famiglia chi è davvero e di ritrovare il sorriso.

20.000 Specie di Api – Trama e cast

La trama ufficiale: Cocó, otto anni (Sofía Otero, Orso d’Argento a Berlino 2023), si sente fuori posto e non capisce perché. Non si riconosce nel suo nome di battesimo, Aitor, né nello sguardo e nelle aspettative di chi ha intorno. Nel corso di un’estate nella campagna basca a casa della nonna – tra le gite al fiume, l’apicoltura e i saggi consigli di sua zia Lourdes – Cocó riuscirà forse finalmente ad affrontare i propri dubbi e le proprie paure, trovare la sua vera identità e decidere così qual è il suo nome.

Il cast: Sofía Otero, Patricia López Arnaiz, Ane Gabarain, Itziar Lazkano, Martxelo Rubio, Sara Cozar, Miguel Garcés, Unax Hayden, Andere Garabieta, Julene Puente Nafarrate, Mariñe Ibarretxe Frade, Aintziñe Rey Zurimendi, Julián Urkiola, Manex Fuchs, Rafael Martín, Fernando Ustarroz, Goize Blanco, Teresa Ibáñez, Begoña Suárez Ereño.

20.000 Specie di Api – Il trailer italiano

Curiosità sul film

  • Dopo la presentazione al Biografilm Festival a giugno e il passaggio al 73° Festival Internazionale del Cinema di Berlino dove ha vinto l’Orso d’Argento per la Miglior Interpretazione da Protagonista assegnato alla giovanissima attrice Sofía Otero, 20.000 Specie di Api continua a raccogliere gli elogi della critica e recentemente ha ottenuto anche la candidatura come Rivelazione Europea agli European Film Awards 2023.
  • Sofía Otero è la persona più giovane (all’epoca aveva 8 anni) a vincere l’Orso d’argento per la migliore interpretazione da protagonista al Festival internazionale del cinema di Berlino.
  • La colonna sonora del film include il brano “Gaua Words” interpretato da Lourdes Iriondo.

Estibaliz Urresola Solaguren – Note biografiche

Estibaliz Urresola (Photo by Gerald Matzka/Getty Images)

Laureata in Comunicazione Audiovisiva (UPV-Bilbao) e Teoria del montaggio (EICTV Cuba), Master in Regia cinematografica e Master in Film Business (ESCAC). Ha diretto i cortometraggi Adri e Ashes and Dust e il documentario Paper Voices presentato in anteprima a San Sebastián. Il suo ultimo cortometraggio Chords è stato presentato in anteprima a La Semaine de la Critique di Cannes e ha vinto diversi premi nazionali e internazionali, tra cui quello per il miglior cortometraggio ai Premi Forqué. Nel 2023 il suo primo lungometraggio 20.000 specie di api sarà presentato in anteprima nella Selezione Ufficiale della Berlinale.

Intervista con la regista

Da dove nasce questa storia di una ragazza trans? È una storia che aveva in mente da tempo?

Ho sempre riflettuto sull’identità, sul corpo e sul genere, come anche sulle relazioni familiari, esprimendo questo argomento attraverso il mio lavoro. Nei miei lavori precedente ho posto domande ricorrenti come: Da quando sappiamo chi siamo? Qual è la relazione tra la nostra idea di identità e il nostro corpo? L’auto-identità è soltanto un’esperienza in+ma e personale o è influenzata dallo sguardo esterno?

Perché ha voluto parlare di identità trans? È legata in qualche modo a questo argomento o fino a oggi è stata una questione esterna a lei?

L’identità di genere mi ha sempre interessato. Sono la quinta di sei figli e la maggior parte sono femmine. Ho sempre sentito una frattura tra i ruoli che mi venivano assegnati a casa e il comportamento che avrei dovuto tenere fuori. Ho praticato nuoto dai 6 ai 13 anni. Mi allenavo quotidianamente, gareggiavo nella categoria femminile e mi cambiavo in spogliatoi separati per genere. La differenza sessuale e simbolica del mio corpo ha segnato il mio passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Siccome mi piaceva lo sport, ho trascorso la maggior parte della mia infanzia circondata da ragazzi. Ero più adatta all’azione, alla competizione, al gioco… Ma allo stesso tempo, non mi sono mai sentita veramente inclusa in quel gruppo. Questa differenza è diventata ancora più grande quando sono entrata nell’adolescenza e quando il mio corpo è cambiato. Questa storia nasce dalla necessità di mettere in discussione i limti del rigido sistema sesso-genere. È un sistema che rifiuta e punisce socialmente le zone intermedie che esistono tra due estremi. Questo rifiuto ha generato e continua a generare molta sofferenza. È un retaggio spiacevole, rappresentato nel film dalla figura del padre e dal suo lavoro, dal modo in cui egli percepisce gli ideali maschili e femminili. Si può anche vedere nell’eredità del suo laboratorio, un’eredità di cui Ane, nonostante sia il personaggio più progressista del film, non vuole liberarsi.

20.000 Specie di Api – Il poster italiano

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