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20 film horror che hanno fatto la storia del genere

da Psycho a La notte dei morti viventi – Blogo vi propone una speciale classifica video con 20 film horror che hanno fatto la storia del genere.

Il genere horror in questi ultimi anni ci ha regalato diversi titoli che si sono contraddistinti per originalità vedi It Follows piuttosto che Babadook, The Witch o il più recente e acclamato Hereditary, ma tutti questi film hanno un retaggio alle spalle, un background di film che hanno aperto e segnato la strada e che sono diventati non solo punti di riferimento, ma tappe imprescindibili per il genere.

A seguire abbiamo scelto 20 film horror che secondo noi sono andati oltre e sono diventati rappresentanti del cosiddetto cinema seminale, un cinema in grado di arricchire / ibridare l’horror con titoli unici che hanno fatto la storia del cinema di genere, che sono diventati imprescindibili punti di riferimento e che sono andati oltre le categorie e i generi di riferimento dando un input a tutto ciò che è venuto dopo, e senza molti dei quali quel “dopo” sarebbe stato qualcosa di immensamente meno originale e artisticamente rilevante.

1. Non aprite quella porta (1974)

Dopo remake, sequel, reboot e pessime imitazioni il cult di Tobe Hooper resta inarrivabile con la sua famiglia cannibale specchio dell’anima oscura dell’America anni settanta. Non aprite quella porta ha anche lanciato l’icona horror Leatherface aka Faccia di cuoio, un precursore di Jason e colleghi. Hooper reduce dal lungometraggio Eggshells, si ispira alle gesta del famigerato macellaio del Wisconsin Ed Gein, serial killer con l’hobby di tappezzare la propria abitazione con i resti delle sue vittime, e le cui gesta hanno ispirato anche Psycho e Il silenzio degli innocenti.

2. La notte dei morti viventi (1968)

L’apocalisse romeriana calata nel suo livido bianco e nera diventa metafora degli anni ’60 con tutte le paure e l’evoluzione tecnologica del caso. George A. Romero con La notte dei morti viventi inventa il moderno zombie e veicola elementi come la sensazione di insicurezza latente dell’uomo medio americano insieme a razzismo, paura della morte e della guerra.

3. Psycho (1960)

Norman Bates in parte ispirato dal famigerato serial killer Ed Gein, il macellaio del Wisconsin, regala ad Anthony Perkins un ruolo iconico e al regista Alfred Hitchcock il titolo di indiscusso “Maestro del brivido”. La doppia personalità del protagonista, la casa in cima alla collina, il cadavere della madre imbalsamata e la scena della doccia di Psycho hanno segnato una svolta nel cinema mainstream americano che da quel momento non sarà più lo stesso.

4. Halloween – La notte delle streghe (1978)

John Carpenter crea l’icona horror Michael Myers e realizza il film indipendente con il più alto incasso di sempre. Halloween con la sua atmosfera sospesa, una colonna sonora da antologia e le interpretazioni di Donald Pleasence e Jamie Lee Curtis resta un cult inarrivabile nonostante la saga abbia generato ben 12 film, inclusa la recente trilogia di David Gordon Green che si concluderà nel 2022 con Halloween Ends.

5. Shining (1980)

A Stephen King l’adattamento di Stanley Kubrick del suo Shining non piacque per nulla, ma ai fan del genere horror invece piace tanto tornare ogni tanto nell’isolato e infestato Overlook Hotel per ritrovare un grandioso Jack Nicholson e la sua lenta e inesorabile discesa nella follia…capolavoro assoluto.

6. L’esorcista (1973)

L’esorcista è stato un vero e proprio fenomeno che sconvolse gli Stati uniti, terrorizzò milioni di spettatori e rilanciò il genere horror riportandolo all’attenzione degli Oscar con ben 10 candidature, un record per il genere, tra cui miglior film e regia, e due statuette vinte (Migliore sceneggiatura e Miglior sonoro). Il regista William Friedkin prende il romanzo di William Peter Blatty e ne trae un sovraccarico bailamme di suggestioni demoniache e scioccanti effetti speciali pratici entrati nella storia del cinema.

7. Frankenstein (1931)

Insiema al Dracula di Tod Browning, il Frankenstein di James Whale è uno dei più grandi classici horror di sempre. Whale regala al grande schermo l’iconico mostro di Boris Karloff trasformando la creatura del capolavoro letterario Mary Shelley in una star del cinema di genere. Senza il Frankenstein di Whale non esisterebbero altri due classici immarcescibili come La sposa di Frankenstein e il Frankenstein Junior di Mel Brooks.

8. La casa – Evil Dead (1981)

Sam Raimi è noto ai più per aver diretto la trilogia di Spider-Man, ma coloro che lo seguono dai suoi esordi negli anni ottanta ricorderanno quel piccolo capolavoro low-budget dal titolo Evil Dead uscito in Italia come La casa. Il film segnò l’avvento del formato home-video nonché quello del cosiddetto genere “splatter” che dominerà la scena horror degli anni ottanta. Demoni lovecraftiani, grottesche possessioni e splatter a profusione renderanno “Evil Dead” uno dei cult horror a basso costo più popolari di sempre. L’originale lancerà Raimi che ne farà una trilogia con il sequel/remake La casa 2 e il fantasy horror L’armata delle tenebre, due titoli mainstream ben lontani da quell’originale grottesco incubo indie che ha generato tanti odierni fan del genere horror.

9. La cosa (1982)

John Carpenter è un regista che ha regalato molto al genere horror, ma c’è un film che gli è costato più di tutti, ci riferiamo al remake La cosa che all’epoca creò una frattura con la critica e il cinema mainstream. La critica dell’epoca stroncò senza pietà il remake di Carpenter dimostrando una certa inadeguatezza rispetto ad un immaginario e un’estetica che gli anni ottanta riproporranno a più riprese. Gli strepitosi effetti speciali animatronici di Rob Bottin e la riproposizione di un vero e proprio assedio, vedi Distretto 13 – Le brigate della morte, fanno del remake “La cosa” uno dei migliori fanta-horror di sempre insieme all’Alien di Ridley Scott e al remake La mosca di David Cronenberg.

10. Alien (1979)

Ridley Scott ibrida fantascienza e horror portando nello spazio e rivisitando il genere “case infestate”. L’equipaggio di un’astronave commerciale porta a bordo un parassita alieno che si rivelerà essere un letale predatore che eliminerà tutti uno ad uno, tranne la “Final Girl” Sigourney Weaver. Il design dello xenomorfo creato da H.R. Giger e Carlo Rambaldi e la claustrofobica location fanno di Alien il capostipite del moderno fanta-horror e un cult indimenticabile.

11. Lo squalo (1975)

Steven Spielberg con Lo squalo inventa il moderno blockbuster e dimostra il suo talento registico ambientando un thriller in mare e trasformando un gigantesco squalo bianco in un serial-killer. Come in uno slasher, l’assassino non viene mai mostrato sullo schermo fino al finale e per quasi l’intero film viene rappresentato su schermo da soggettive e in questo caso da una musica incalzante composta da John Williams, memorabile colonna sonora entrata nell’immaginario collettivo e premiata con un Oscar.

12. Poltergeist – Demoniache presenza (1982)

Steven Spielberg e Tobe Hooper confezionano il primo e forse unico esempio di “horror per famiglie”. Il regista di E.T. e Lo squalo recluta il regista di Non aprite quella porta e da questa bizzarra collaborazione nasce uno degli horror sovrannaturali più amati e popolari, ma anche uno dei franchise tra i più sfortunati dietro le quinte; numerosi avvenimenti luttuosi legati al franchise hanno dato vita alla leggenda della cosiddetta “maledizione di Poltergeist” con diverse morti avvenute tra i membri della produzione. Maledizione a prescindere, Poltergeist presenta effetti speciali memorabili candidati all’oscar e alcune scioccanti trovate da brividi pronte a ricordare a tutti che quello che stanno guardando è un horror, ma soprattutto che dietro la macchina da presa c’è il regista di uno dei più disturbanti cult horror di sempre. Nota a margine: sul recente remake prodotto da Sam Raimi preferiamo stendere un velo pietoso.

13. Nightmare – Dal profondo della notte (1984)

Wes Craven crea con Nightmare il serial-killer di bambini e demone dei sogni Freddy Krueger, una delle icone horror più amate e popolari di sempre insieme al Jason Voorhees di Venerdì 13. Krueger non ha una maschera che lo contraddistingue, ma indossa un guanto artigliato di fattura artigianale che usa per uccidere le sue vittime mentre dormono. La storia dietro le quinte dell’originale “Nightmare” è piuttosto travagliata, ma alla fine il Freddy Krueger di Robert Englund è arrivato sul grande schermo segnando una tappa indelebile per i “mostri” del cinema horror.

14. Hellraiser (1987)

L’originale Hellraiser diretto dallo stesso Clive Barker, al suo esordio alla regia, trasuda dannazione e perversione da ogni poro. Barker porta al cinema i suoi Cenobiti, metà angeli e metà demoni che portano dolore e tortura come suprema forma di piacere, con il “chiodato” Pinhead che entra di diritto nella galleria delle icone horror. La pellicola di Barker risulta parecchio disturbante grazie alla sua atmosfera malsana ed effetti speciali di gran pregio. Barker firmerà solo questo primo film e produrrà gli altri due della trilogia originale che rappresenta il meglio della saga, con le altre sei pellicole quasi tutte da dimenticare.

15. Un lupo mannaro americano a Londra (1981)

John Landis regala ai fan del genere horror uno dei due migliori film con licantropi di sempre, l’altro è il classico L’ululato di Joe Dante uscito lo stesso anno. Su schermo assistiamo ad un capolavoro che mixa arte e tecnologia, la trasformazione in licantropo di David Naughton accompagnata dalla hit “Blue Moon”. Si tratta della prima trasformazione allestita davanti alla macchina da presa creata da Rick Baker che spinse l’Academy ad istituire un categoria apposita per gli effetti speciali, che l’Oscar di Baker inaugurò.

16. La mosca (1986)

Disturbante solo come un film di David Cronenberg riesce ad essere, il maestro del body-horror rivisita un classico della fantascienza anni cinquanta con protagonista Vincent Price e ne fa una terrificante riflessione sulla malattia e l’invecchiamento. Su schermo seguiamo lo scienziato di Jeff Goldblum che a causa di un esperimento di teletrasporto andato storto contamina il suo DNA con quello di una mosca, dando il via ad una traumatizzante trasformazione da incubo messa in scena con l’ausilio degli effetti speciali premiati con un Oscar di Chris Walas. Una rutilante montagna russa a base di vomito di mosca e orride mutazioni vivamente sconsigliata ai deboli di stomaco.

17. Re-Animator (1985)

Stuart Gordon porta al cinema il racconto “Herbert West rianimatore” del 1922 e ne trae il miglior adattamento di sempre di un racconto di Howard Phillips Lovecraft. Re-Animator è un film che incorpora in sé tutto il meglio del cinema horror anni ottanta, grotteschi effetti speciali ad opera di Screaming Mad George, un protagonista Jeffrey Combs in procinto di diventare un icona horror e humour nero a profusione che permea l’intera pellicola e la rende qualcosa di unico e particolare. Il film fruirà di un sequel, Re-animator 2 aka Bride of Re-animator, che come rivela il titolo originale trae ispirazione anche dal classico La sposa di Frankenstein. Nel 2003 è stato realizzato un terzo film, Beyond Re-Animator, ambientato in un carcere e con effetti speciali di livello, ma lontano anni luce dai due film originali.

18. Rosemary’s Baby – Nasto rosso a New York (1968)

Il filone degli horror a sfondo satanista ha qui il suo apice e miglior rappresentante in assoluto. Con Rosemary’s Baby, Roman Polanski tratteggia un insinuante horror psicologico interpretato da una bravissima Mia Farrow nei panni di una giovane moglie incinta che arriva a sospettare che i suoi vicini siano membri di un culto satanico. Il film è basato su un romanzo di Ira Levin anche autore de “La fabbrica delle mogli” e “I ragazzi venuti dal Brasile” entrambi racconti adattati per il grande schermo. Da antologia il brano di apertura “Sleep Safe and Warm” che accompagna i titoli di testa, una ninna nanna composta da Krzysztof Komeda e cantato da Mia Farrow.

19. Suspiria (1977)

Suspiria è la prima vera incursione nel sovrannaturale a tutto tondo di Dario Argento. Dopo una serie di magistrali thriller, tra cui il cult Profondo rosso, il regista ci accompagna per mano in una suggestiva fiaba nera che ci narra di magia, stregoneria e omicidi, ambientata in un antica scuola di danza. “Suspiria” è un bailamme di suoni e suggestioni cromatiche complesse e ricercate; i Goblin in collaborazione con lo stesso Argento accompagnano le scene con un mix di cantilene da incubo e sonorità sperimentali taglienti, suggestive e dall’effetto straniante. “Suspiria” è una vera e propria esperienza viscerale ed esteticamente potente che mostra il Dario Argento più sperimentale e audace di sempre.

20. [REC] (2007)

Il found footage horror in una delle sue migliori rappresentazioni su grande schermo. I registi spagnoli Jaume Balagueró e Paco Plaza con [REC] segnano un punto di arrivo per il genere “mockumentary” lanciato nel 1980 dal Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato, proseguito con il fenomeno The Blair Witch Project degli anni ’90 e culminato nella serie Paranormal Activity, il cui primo film è uscito lo stesso anno di “[REC]” diventando un fenomeno pur non essendo minimamente all’altezza del film di Balagueró & Plaza. “[REC]” ha fruito di tre sequel e un remake americano dal titolo Quarantena.