Land of the Lost - La recensione

Land of the lostLand of the Lost (Land of the Lost) Regia di Brad Silberling. Con Will Ferrell, Anna Friel, Jorma Taccone, Danny R. McBride, Raymond Ochoa, Pollyanna McIntosh, Mousa Kraish, Logan Manus, Michael Papajohn, Eve Mauro, Shane Baumel, Douglas Tait, Landon Ashworth, Dre Bowie, John Boylan, Seth Bauer, Todd Christian Hunter, Jon Kent Ethridge, Taylor Lyn, Kristina Krofft, Darren Kendrick, Patrick Manuel, Tim Soergel, Kyle Weishaar, Kyle Derek, T.S. Clark, Marti Matulis, Amyrh Harris, Sean Michael Guess, Terence Leclere, Frederick Keeve, Tommy Ruddell, Nathan Udall, Danny McBride, Bobb'e J. Thompson, Sierra McCormick, Kiernan Shipka

Il dottor Rick Marshall è un genio della scienza, per qualcuno, o un tipo stralunato dalle idee un po' folli per parecchi altri. Trascorsi lunghi anni nello studio dei tachioni, Rick riesce finalmente a trasformare in realtà una sua intuizione che gli permette di entrare in un buco dello spazio-tempo per entrare in un universo parallelo, ma che stranamente non è il passato ne' il futuro, ma una sorta di limbo delle cose perdute. Al suo fianco c'è la bella Holly (fra le poche che capiscono la genialità di Rick) e il rozzo Will Stanton. Sopravvivere in un luogo così diverso e lontano non sarà certo un'impresa facile.

Stritolato tra le uscite natalizie dei cinepanettoni che hanno costretto al posticipo anche la corazzata di Avatar, Land of the Lost è un film curioso che forse avrebbe meritato una collocazione differente per non soccombere alle logiche della distribuzione natalizia. Invece forse il suo destino è proprio quello di finire nella terre dei (film) perduti, per essere una piacevole scoperta per chi vi si imbattesse per caso.

Ispirato ad una serie televisiva omonima, scritta da Sid Krofft e Marty Krofft negli anni settanta (oggi produttori del film), Land of the lost è un curioso ibrido tra film e cartone animato, non tanto per la tecnica registica utilizzata da Brad Silberling, quando dai meccanismi narrativi, dalle suggestioni visive e dalla costruzione generale del film.

Brad Silberling, regista non a caso di Casper e Lemony Snicket, ha infatti creato un universo parallelo che pare uscito da un'animazione di Hanna & Barbera, con dinosauri, aragoste giganti, scimmie parlanti e strani uomini lucertola che ambiscono a conquistare tutti i livelli dello spazio e del tempo. Nei panni dello scienziato viaggiatore del tempo c'è uno spaesato Will Ferrell, che pecca parzialmente nella sua incapacità di buttare tutto nella farsa cercando di passare per quello che si prende sul serio. Silberling avrebbe potuto premere maggiormente sul pedale del comico demenziale, forse il film avrebbe avuto una marcia in più, ma forse il pregio di questo film è proprio nella sua dose di "stramberia".

I tre protagonisti, accompagnati da un uomo scimmia, ovvia citazione di kubrickiana memoria (con tanto di Also sprach zarathustra per chi non l'avesse colta), vengono proiettati in un vortice di situazioni deliranti che potrebbero ricordare i fantasiosi romanzi di Joe Lansdale, virati in chiave comica. Il materiale narrativo è plasmabile a piacimento del regista, visto che in un universo parallelo di questo genere è l'unico demiurgo che può dettare legge. Appare piacevole lasciarsi trascinare in una serie di collegamenti apparentemente sconclusionati e deliranti, proprio come in un cartone animato. Gli effetti speciali sono realizzati con cura, certo dopo Jurassic Park forse si può dare vita a un T-rex anche con un Vic20 e alcuni momenti sono esilaranti (anche se a singhiozzo).

Non aspettatevi certo un capolavoro, ma un film che potrebbe seguire la scia di La Mummia, Una notte al Museo e altri divertenti action movie adatti anche a un pubblico più giovane, ma che non disdegnano di strizzare l'occhio ai loro accompagnatori più grandicelli. Insomma, ci si diverte in modo alternativo ai soliti Boldi & De Sica, ma non cercate molto di più.

Voto Carlo 6

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