Il piccolo Nicolas e i suoi genitori – La recensione in anteprima

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori (Le petit Nicolas) Regia di Laurent Tirard, con Francois-Xavier Demaison, Kad Merad, Maxime Godart, Michel Duchaussoy, Sandrine Kiberlain, Valerie Lemercier Nicolas ha otto anni. Vive in Francia con i suoi genitori e ha una banda di amici fortissimi: Alceste, Rufus, Clotaire, Eudes, Agnan, Geoffroy e Joachim. La sua

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori (Le petit Nicolas) Regia di Laurent Tirard, con Francois-Xavier Demaison, Kad Merad, Maxime Godart, Michel Duchaussoy, Sandrine Kiberlain, Valerie Lemercier

Nicolas ha otto anni. Vive in Francia con i suoi genitori e ha una banda di amici fortissimi: Alceste, Rufus, Clotaire, Eudes, Agnan, Geoffroy e Joachim. La sua mamma è la più bella del mondo (Valérie Lemercier) e suo papà (Kad Merard) gli dice sempre di non sposarsi mai. La sua vita è perfetta e il suo sogno è che nulla cambi nulla. Il limpido cielo del piccolo mondo di Nicolas si riempie di nubi quando gli viene comunicata la notizia del prossimo arrivo di un nuovo fratellino. Nicolas, nell’ingenuità dei suoi otto anni teme di finire come Pollicino, abbandonato nel bosco dai genitori troppo attenti al nascituro. Urge quindi un piano di battaglia per ritrovare il centro dell’attenzione.

La firma che si nasconde dietro alle avventure del piccolo Nicolas è quella di Renè Goscinny, umorista d’oltralpe e celebre per aver creato il personaggio di Asterix. I racconti (ottantasei) dedicati a Nicolas, Le petit Nicolas in francese (in Italia esiste una raccolta edita da Donzelli) , sono da quasi mezzo secolo un fenomeno editoriale in gran parte dell’Europa e negli Stati Uniti. Il personaggio è nato da alcune strisce umoristiche pubblicate da una rivista in Belgio e disegnate dalla penna di Jean-Jacques Sempè. Presto Nicolas ha intrapreso la strada della letteratura raccontando il mondo dal punto di vista di un bambino che non ha ancora capito come funzionano le cose della vita e che ne fornisce una sua particolarissima interpretazione. Questa premessa è fondamentale per capire il background che sta alle spalle di un film che all’apparenza potrebbe apparire banale, ma che invece rappresenta una vera e propria sorpresa.

I motivi per cui il film di Laurent Tirard riesce a funzionare perfettamente partono dalle fondamenta. Lo scheletro narrativo infatti poggia su una sceneggiatura ben costruita, capace di intrecciare alcune delle avventure del piccolo Nicolas e di costruire una trama solida che nonostante prenda spunto da racconti diversi riesce a non dare l’impressione di un patchworks narrativo, come spesso accade in questi casi, dove la giustapposizione di gag e scenette rende estremamente frammentata l’unità del film.

L’umorismo di cui è pervaso il lavoro di Goscinny viene conservato grazie all’ottimo lavoro registico che viene fatto sui protagonisti under 10, adottando uno stile narrativo che utilizza il punto di vista di Nicolas e aderendo alla sua interpretazione del mondo, proposta dagli occhi dei bambini. Non è un caso che i momenti meno brillanti del film siano proprio quelli dedicati al mondo degli adulti (si veda la cena con il capo), dopotutto i protagonisti sono proprio loro: i bambini. La psicologia infantile, seppur vista dall’interno, è analizzata con precisione e arguzia. Le ingenuità dei ragazzini sono fonte di momenti esilaranti e paradossali, ma il loro comportamento non è meno serio di quello dei grandi.

Ambientato in una Parigi senza tempo, quando i bambini non passavano i pomeriggi davanti alla televisione e giocavano per strada, la storia di Nicolas è costellata di personaggi secondari degni di un cartone animato ma di grande umanità. Il regista gioca sugli stereotipi, c’è quello grassoccio, quello somaro e quello secchione ma il collante dell’amicizia riesce a rendere tutti i protagonisti estremamente umani e vicini alla memoria dell’infanzia di ciascuno.

L’atmosfera che si respira è pervasa da una magica irrealtà che ricorda alla lontana quella dell’Amelie di Jean-Pierre Jeunet quasi a sottolineare la dimensione fumettistica da cui Nicolas trae le sue origini. Lo stesso regista infatti ha sottolineato la sua intenzione di dare una dimensione fantastica all’ambientazione. L’idea era quella di raccontare una fiaba. Le scene, le inquadrature, i costumi, il suono raccontano una storia molto costruita, per questo motivo molte riprese sono state girate in studio, con un sapore antico.

Non sbagliate a considerare Il piccolo Nicolas come un semplice film per bambini. Il mondo ricreato da mondo Tirard profuma del passato, il passato dell’infanzia di ciascuno.

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori uscirà nei cinema venerdì 2 aprile

Voto Carlo8
Voto Gabriele: 7
Voto Carla: 7

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