CineBlog consiglia: Il Miglio Verde

Cinque anni dopo Le ali della libertà, Franck Darabont gira ancora un film ambientato in un carcere, ancora tratto da un romanzo di Stephen King. La storia è narrata da Paul Edgecomb (un sempre bravo Tom Hanks), ormai anziano: ricorda Coal Mountain Louisiana State Penitentiary, dell’angosciante “miglio verde”, e del giorno in cui arrivò il

Locandina Cinque anni dopo Le ali della libertà, Franck Darabont gira ancora un film ambientato in un carcere, ancora tratto da un romanzo di Stephen King. La storia è narrata da Paul Edgecomb (un sempre bravo Tom Hanks), ormai anziano: ricorda Coal Mountain Louisiana State Penitentiary, dell’angosciante “miglio verde”, e del giorno in cui arrivò il gigante John Coffey, condannato alla pena di morte con l’accusa di aver ucciso due bambine. Il suo arrivo porterà grazia e speranza nel carcere e anche nella vita di Paul, anche perchè John è in grado di assorbire, letteralmente, i mali…
C’è da dire subito che IL MIGLIO VERDE è lungo, lunghissimo (uomo avvisato, mezzo salvato!). 188 minuti si fanno sentire, sinceramente, in più di un’occasione: ma il racconto ha un certo fascino, e la regia di Darabont tiene bene l’insieme. Si guarda comunque senza problemi, e ci si emoziona: anche se qualcuno ci vede un po’ di buonismo di troppo… Ma il fascino del “sovrannaturale”, di questi miracoli così sorprendenti e la tristezza che spesso la pellicola trasmette sono punti a favore.
Ottimo Michael Clarke Duncan, nominato all’Oscar e al Golden Globe senza ottenere nessun premio.
Stasera, 21.00, RaiDue

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