Tenebre e il braccino della Lario

Tenebre è uno dei film più belli di Dario Argento. E’ geniale nella trama (sfido chiunque a capire chi è l’assassino!), nella regia (inquadrature bellissime, un uso della macchina da presa da manuale, soprattutto nella scena in cui la m.d.p. “viaggia” attorno alla casa delle due lesbiche), nella colonna sonora (Simonetti & co. firmano davvero

tenTenebre è uno dei film più belli di Dario Argento. E’ geniale nella trama (sfido chiunque a capire chi è l’assassino!), nella regia (inquadrature bellissime, un uso della macchina da presa da manuale, soprattutto nella scena in cui la m.d.p. “viaggia” attorno alla casa delle due lesbiche), nella colonna sonora (Simonetti & co. firmano davvero una delle colonne sonore più memorabili della filmografia del regista romano). Ma soprattutto geniale, e succulento, nell’uso della violenza, che ha contribuito a fare di Tenebre quel cult che è oggi. Ma questo cult non l’ha sempre passata liscia. Abbiamo infatti detto che è una pellicola piuttosto violentuccia, e per questo ha avuto più di un problema di censura. Quello più “celebre”, che tutti gli amanti conoscono, è quello riguardo la scena-cult della morte di Veronica Lario. Non racconterò nulla della trama, ma questa è comunque una chicchetta, famosissima tra l’altro, la scena sicuramente più amata del film (e ce ne sarebbero tante da citare!). Vi starete chiedendo come mai io la riproponga: non solo perchè, mi ripeto, è bellissima e shockante, ma anche perchè all’epoca (e oggi tutt’ora in tv) è sparita da molte vhs del film. Non solo per la sua violenza, ma proprio perchè a subire cotanta sofferenza è proprio la moglie di Berlusconi! Oggi però i dvd (ma anche qualche vhs in versione integrale) ci hanno ridato questa parte fondamentale di Tenebre. E come molti fan in giro per la rete ribadiscono: cosa sarebbe Tenebre senza il sangue? Non sarebbe Tenebre!!

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