CineBlog consiglia: Tutto su mia madre e Il sesto senso

Finora, il miglior film di Shyamalan, leggermente più riuscito dell’anche molto bello The Village. La formula vincente de Il sesto senso sta nella commistione di lenta angoscia e di uno stile personale da parte del regista. Shyamalan ha nel suo stile per l’appunto una lentezza mai noiosa, ma che sa ben trasportare lo spettatore tra


Finora, il miglior film di Shyamalan, leggermente più riuscito dell’anche molto bello The Village. La formula vincente de Il sesto senso sta nella commistione di lenta angoscia e di uno stile personale da parte del regista. Shyamalan ha nel suo stile per l’appunto una lentezza mai noiosa, ma che sa ben trasportare lo spettatore tra segni inquietanti per tutta la durata della pellicola, e di solito arriva ad un finale bellissimo, come quello famosissimo di questa pellicola, sfruttato benissimo e capace di lasciare tutti di stucco, ed è per questo che una seconda visione del film non sarebbe affatto sbagliata, anzi! La trama non è certo delle più originali, ma è sviluppata magnificamente: tra fantasmi, piccoli e grandi colpi di scena, malinconia e tensione si resta davvero soddisfatti. C’è chi l’ha trovato furbetto, c’è chi l’ha considerato un capolavoro. Forse è meglio non esagerare da entrambe le “fazioni”. Bruce Willis è bravo, ma ovviamente la figurona la fa il perfetto Haley Joel Osment, che è cento volte più convincente di certi attoruncoli che tentano di recitare e invece fanno la figura dei perfetti fessi. Alcune sequenze sono molto affascinanti, e i brividi lungo la schiena sono assicurati.
Il sesto senso: stasera, 20.40, Canale 5.

Voto Carla: 10

Voto Gabriele: 8

Voto Natalie: 8La m.d.p., bagnata dalla pioggia, si ribalta, cade per terra, sofferente: vediamo una donna che urla, corre verso di noi, piange, grida un nome, “Esteban”, “Esteban”… E’ questo il momento più doloroso di Tutto su mia madre, la sequenza della morte di Esteban, il figlio di Manuela, la nostra protagonista: da qui in poi inizia la pellicola. Inizia, secondo chi scrive, il miglior film in assoluto di Pedro Almodovar, il suo più bel film e il suo capolavoro. Un film fatto di donne, un film coloratissimo, acceso, pieno di dolore, di passione, di ironia, di commozione unica e pura. E’ la vera summa del cinema almodovoriano (anche se La mala educaciòn ne è un’altra, forse la summa definitiva): la galleria di ritratti femminili è vastissima, bellissima, interessante, fantasiosa e reale, un’insieme pazzesco di personaggi che fa della pellicola un film unico nel suo genere (che poi è un genere a sè stante, quello di Pedro…). E forse il punto più forte, potente e solido di Tutto su mia madre è la sceneggiatura, scritta in modo perfetto, ricca di frasi bellissime, di monologhi (interiori e non) che risvegliano nello spettatore le emozioni più vere e naturali. La storia di Manuela, che vuole ritrovare il padre di suo figlio, che intanto è diventato transessuale e si chiama Lola, è davvero toccante, ma per Almodovar i momenti commoventi sono sempre conditi da un alto tasso di ironia: importante e funzionale il personaggio di Agrado, bellissima “macchietta” capace di momenti intensi, interpretato perfettamente da Antonia San Juan. E tutti gli attori, coi loro personaggi, sono assolutamente perfetti e magnifici, da Cecilia Roth a Marisa Paredes (una delle attrici di culto per Pedro, vedi Tacchi a spillo), e Penelope Cruz post-Carne Tremula aspetta di “tornare”. Il tutto sottolineato da una colonna sonora stupenda, come tutti i lavori di Almodovar, un regista capace di far prima ridere ed emozionare, poi di far scendere una pura lacrima.
Tutto su mia madre: stasera, 22.45, RaiDue.

Voto Carla: 8

Voto Gabriele: 10

Voto Natalie: 9

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