Uomini di Dio: la recensione in anteprima

Uomini di dioUomini di Dio (Des hommes et des dieux) Regia di Xavier Beauvois. Con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach, Jacques Herlin, Loïc Pichon, Xavier Maly, Jean-Marie Frin, Sabrina Ouazani, Adel Bencherif, Abdelhafid Metalsi, Abdellah Moundy, Farid Larbi, Benhaïssa Ahouari, Idriss Karimi, Abdellah Chakiri, Farid Bouslam, Maria Bouslam, Soukaïna Bouslam

Sulle montagne dell'Atlante, tra Marocco e Algeria, un piccolo convento ospita un pugno di monaci benedettini che seguendo scrupolosamente la regola dell'Ora et Labora, cercano di portare aiuto alla povera gente che vive nei dintorni. Siamo a metà degli anni 90 e l'Algeria è funestata dalla violenza di gruppi terroristi che si rifanno alla Jamal Islamia. Nonostante le differenze culturali e religiose, i monaci sono rispettati anche grazie al servizio di assistenza medica che prestano alla popolazione locale, senza insistere sull'indottrinamento e sulla fede, vissuta dai monaci in modo profondo e personale.

La minaccia del terrorismo però diventa sempre più vicina, anche al piccolo monastero e ai suoi religiosi. La difesa dell'esercito viene rifiutata da padre Christian, l'abate eletto dalla comunità, scelta presa all'unanimità dai confratelli. Una notte alcuni terroristi fanno irruzione nel convento pretendendo soccorso per due feriti. Da quel momento i monaci realizzano che la missione potrebbe costare loro la vita.

Xavier Beauvois porta al cinema con estremo rigore la storia vera dei sette monaci francesi che scelsero il martirio, nel marzo 1996, quando furono sequestrati da un gruppo terroristico armato. La storia ci racconta che solo le loro teste furono ritrovate sul ciglio di una strada di monti dell'Atlante, dopo circa un mese di prigionia. Nessuno ha mai saputo chi fossero esattamente i responsabili di questo massacro e i corpi dei monaci non furono mai ritrovati.

Uomini di Dio è un film capace di trovare un giusto equilibrio tra narrazione e oggetto narrato, raccontando la storia di una tragedia della follia umana, ma è anche capace di mostrare senza troppi moralismi quanto profonda possa essere la fede di uomini votati alla religione, senza nascondere che anche il loro cammino è irto di fatica, errori e dubbio. Il film di Beauvois è certamente un film che piacerà nei cineclub delle parrocchie, anche grazie ai lunghi dialoghi dove i monaci esprimo la loro fede genuina (di recente al cinema la Chiesa non è facilmente un "personaggio" positivo), ma come è accaduto con lo splendido Lourdes, anche un film come Uomini di Dio è in grado di mettere d'accordo punti di vista estremamente lontani.

La regia di Beauvois sceglie uno stile minimalista, che qualcuno potrebbe accusare di una certa piattezza, ma che ben si adatta al rigore della vita monacale. La sceneggiatura procede gradualmente ad avvicinare lo spettatore alla vita del monastero raccontando lo scorrere del tempo attraverso al ripetizione dei momenti di culto e di lavoro che scandiscono i giorni dei religiosi, in un'alternanza continua tra preghiera e lavoro, tra sacro e profano, tra interno ed esterno del convento.

Perfetti i volti e gli occhi degli attori scelti per impersonare gli anziani monaci, in molti casi è sufficiente uno sguardo per comprendere quanto il loro animo è dilaniato tra la certezza della fede e la paura della morte.

Uomini di Dio
non è certamente un film per tutti, ma sarà gradito a chi è in grado di apprezzare la spiritualità che una pellicola cinematografica può comunicare, non certo un'impresa semplice.

Uomini di Dio uscirà nelle sale venerdì 22 ottobre. Qui potete vedere il trailer in italiano.

Voto Carlo: 7
Voto Gabriele: 8

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