Golden Globes 2011: pioggia di polemiche e nomination

Un fiume di polemiche nelle ultime ore si sta abbattendo sui novanta giornalisti della stampa estera iscritti all’HFPA su cui ricade la ‘responsabilità’ delle candidature ai Golden Globes 2011. Tralasciando l’ormai millenaria diatriba tra chi ritiene assurda la distinzione tra film drammatici, commedie o musical, con relative categorie ad hoc rivolte agli attori, hanno lasciato



Un fiume di polemiche nelle ultime ore si sta abbattendo sui novanta giornalisti della stampa estera iscritti all’HFPA su cui ricade la ‘responsabilità’ delle candidature ai Golden Globes 2011. Tralasciando l’ormai millenaria diatriba tra chi ritiene assurda la distinzione tra film drammatici, commedie o musical, con relative categorie ad hoc rivolte agli attori, hanno lasciato di sasso alcune nomination. Tra tutte le 3 candidature per The Tourist, stroncato dalla critica americana (da noi recensito in anteprima domani) e deludente al botteghino. Depp e la Jolie, criticatissimi per le loro prove, si sono ritrovati a sorpresa tra gli attori dell’anno. Johnny, e qui la sorpresa si raddoppia, ha addirittura bissato il tutto con il Cappellaio Matto di Burton. E Leonardo DiCaprio? Possibile che un Di Caprio, protagonista di Inception e Shutter Island, non meritasse nemmeno uno straccio di candidatura? Possibile che un film come The Tourist strappi 3 nomination e True Grit dei Fratelli Coen neanche una? Possibile che Another Year di Mike Leigh, osannato dalla stampa di mezzo mondo, venga completamente snobbato?

Domande lecite dinanzi ad una lista di candidature che fanno storcere più di qualche bocca. Burlesque, spernacchiato negli States, è riuscito ad entrare nella cinquina delle Miglior Commedie o Musical dell’anno, lasciando fuori titoli molto più apprezzati come Scott Pilgrim Vs. The World o Due Date, con Biutiful di Inarritu quasi dimenticato, se non fosse per una nomination come Miglior film in Lingua Straniera. Qui poi entriamo in gioco noi, con Io sono l’Amore di Luca Guadagnino clamorosamente preferito al nostro ‘candidato ufficiale’, ovvero La Prima cosa Bella di Virzì. Una scelta che farà discutere, per un titolo criticato a Venezia ma amatissimo negli States. Che Guadagnino riesca a strappare anche una nomination agli Oscar, sbeffeggiando gli ‘esperti’ italici che bocciarono la sua corsa alla statuetta?

Che dire poi di 127 ore di Danny Boyle, rimasto fuori dai premi più importanti, vedi Film Drammatico e Regia, e dei Daft Punk, dimenticati per la splendida colonna sonora di Tron Legacy? Come giustificare candidature a pioggia come quelle piovute su titoli discussi e discutibili come Burlesque, Alice in Wonderland e The Tourist? Hanno ancora davvero senso i Golden Globes, soprattutto rimanendo a quelli visti negli ultimi anni, sempre più figli del ‘mercato’ e faciloni nell’imbarcare volutamente praticamente chiunque, con la ‘scusa’ delle sotto-categorie? Un quesito che negli ultimi anni ci siamo posti troppo spesso per non far suonare un qualche campanello d’allarme in casa HFPA… a meno che i 90 giurati non siano davvero tutti sordi.

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