Il Caimano non può andare in onda sulla Rai, lo vediamo su Cineblog

Si può amare, ma si può anche detestare, il cinema di Nanni Moretti. Certo è che il regista nato a Brunico è un artista sensibile al mondo della politica che attraverso le sue opere ha dimostrato una lungimiranza non da poco e una capacità fuori dal comune nel suo presentarsi come una voce controcorrente. Il

Si può amare, ma si può anche detestare, il cinema di Nanni Moretti. Certo è che il regista nato a Brunico è un artista sensibile al mondo della politica che attraverso le sue opere ha dimostrato una lungimiranza non da poco e una capacità fuori dal comune nel suo presentarsi come una voce controcorrente. Il suo semi-documentario Aprile è un film che rivisto oggi sembra non risentire dei suoi tredici anni, trattando tematiche che sono di estrema attualità. Ancora più vicino alla cronaca attuale è invece il film Il Caimano, incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi e della corte di cui si circonda. Trattandosi di un film di fiction (come del resto il teatrino della politica a cui siamo ahimé abituati) ognuno è libero di accettare o meno i suoi contenuti, resta il fatto che questo film sta tornando fortemente alla ribalta per un nuovo caso politico. Spesso i palinsesti dei canali televisivi inseriscono film che hanno a che fare con la cronaca, ecco quindi che Rai 3 vorrebbe inserire il film nella sua programmazione.

Immediato l’altolà del direttore generale Mauro Masi, che non ha mai nemmeno provato a non celare la sua appartenenza a una certa corte. Serena Dandini nel suo programma Parla con me vuole mettere in onda la scena finale per discutere su questo caso di “apparente” censura, ma un nuovo altolà arriva dai piani alti della televisione di stato. Solo 3 minuti del film vengono concessi, ma la scena da proporre (con l’approvazione di Nanni Moretti) ne dura più del doppio, mostrarne solo uno stralcio sarebbe inutile e un “danno al valore del film”, quindi non va più in onda.

Diciamolo fuori dai denti, a noi che di cinema ne mastichiamo tutti i giorni, dopo un primo moto di indignazione resta però una piacevole sensazione. Il cinema è ancora capace di far paura al potere, forse perché è in grado di far pensare la gente. Allora vi proponiamo noi la scena incriminata e aspettiamo i vostri commenti.

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