Alex Cross – La memoria del killer: recensione in anteprima

Tyler Perry “sostituisce” Morgan Freeman nei panni di Alex Cross nel nuovo thriller tratto da James Patterson. Dirige Rob Cohen, ma è innanzitutto un evidente showcase per il suo attore, impegnato per la prima volta in un ruolo drammatico e action. Sciatto e improponibile.

Ma chi ha deciso che Tyler Perry dovesse fare il “salto di qualità” dai filmetti con target afro-americano al thriller mainstream? Non se ne capisce il motivo. E non si capisce il motivo di mettere lui al posto di Morgan Freeman nel ruolo di Alex Cross, creato dalla penna di James Patterson e già protagonista de Il collezionista e Nella morsa del ragno.

Certo, già il titolo con soltanto il nome del protagonista la dice lunga: è il personaggio che si vuole rilanciare e non la “saga” (se mai ce n’è stata una), attraverso uno pseudo-prequel che già giustifica il cambio d’attore almeno per età. E che si dica che c’è già un seguito in cantiere è una conferma. Però vien da chiedersi perché prendere uno come Tyler Perry e non un Idris Elba, che pure era la prima scelta per sostituire Freeman.

Vi diranno che Tyler Perry è vicinissimo per fisicità alla descrizione che ne fa Patterson nei suoi libri, molto più di quanto non lo fosse Freeman. Sarà anche vero, ma alla fine conta il risultato: e Alex Cross, quello che possiamo vedere oggi così com’è, è un progetto che è un puro showcase per il suo attore protagonista.

Tyler Perry, noto al pubblico europeo forse più per i suoi botta-e-risposta con Spike Lee, è a suo modo un “mito” in America, supportato ovviamente da Oprah Winfrey. Perry è attore, regista, produttore e quant’altro di filmetti indirizzati al target afro-americano: tra questi quelli con protagonista la grossa matriarca Madea interpretata da lui stesso en travesti.

Insomma, Alex Cross è il veicolo per dare la possibilità a Perry di interpretare un ruolo serio, drammatico ed action. Il detective, che vive a Detroit ma punta ad un lavoro all’FBI di Washington, ha una famiglia come si deve, composta da una moglie che ama, due bambini e la cara, vecchia e saggia madre. È molto intuitivo nel suo lavoro, talmente intuitivo che riesce a capire in due secondi cos’è avvenuto sulla scena del crimine (ma poi si dimentica delle cose più ovvie, tipo di sorvegliare la persona minacciata dal villain…).


Questa volta Alex deve fronteggiare il “Macellaio”, che viene chiamato Picasso perché lascia sempre un disegno a carboncino in stile cubista sul luogo del delitto. Onnipresente e preparatissimo come il Joker de Il cavaliere oscuro, Picasso è interpretato da un Matthew Fox magrissimo, tutto tic e interpretazione over-the-top, che combatte menando di brutto e che ogni tanto vive nel suo cervello momenti di pura follia.

Il problema principale è che Alex Cross è un thriller poliziesco che può andar bene al massimo in tv, e anche lì farebbe una brutta figura. Ad affossarlo ci pensano innanzitutto i dialoghi ridicoli, a tratti imbarazzanti e in stile “Ma se tu sei incinta… significa che avremo un figlio!” (davvero intuitivo e perspicace, il detective…). Le trovate idiote non si contano, tipo una porta blindata che in teoria dovrebbe aprirsi solo dall’esterno…

La verosimiglianza non è poi di casa, fino al punto che, sparito un personaggio principale – in modo anche piuttosto notevole -, non sembra che gliene freghi granché a nessuno. Nel marasma ci finisce pure un ingrassatissimo e imbolsito Jean Reno, spaesato e relegato quasi a comparsa, nonostante sia il proprietario della multinazionale sotto attacco del Macellaio.

Se un paio di efferatezze possono svegliare lo spettatore dal torpore (vedi la tortura delle dita con le mini-cesoie), sono comunque la direzione di Cohen e la sceneggiatura a fare acqua da tutte le parti. Infastidiscono molto le scene strappalacrime gratuite inserite dentro al contesto, anche perché non aggiungono nulla e confermano la sensazione che il film non sappia che direzione prendere. Resta pur sempre lo showcase di Perry, non a caso…

Infine, prima della lotta finale nella cornice inedita del Michigan Theater (meglio “celebrato” in Only Lovers Left Alive), in questa già vista e rivista caccia all’uomo giungono i drammi morali, tra etica del lavoro e vendetta personale. Si finisce proprio lì, al caro vecchio “occhio per occhio, dente per dente”: meglio se nascosto e se si esce comunque in qualche modo puliti agli occhi degli altri. Rivoltante.

Voto di Gabriele: 3

Alex Cross – La memoria del killer (Alex Cross, USA 2012, thriller 101′) di Rob Cohen; con Tyler Perry, Jean Reno, Rachel Nichols, Giancarlo Esposito, Matthew Fox, Edward Burns, John C. McGinley, Cicely Tyson, Chad Lindberg, Carmen Ejogo. Qui il trailer italiano. Uscita in sala il 18 luglio 2013.

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