Rio – La recensione in anteprima

Rio (Rio) Regia di Carlos Saldanha. Con le voci di Jesse Eisenberg, Anne Hathaway, Leslie Mann, Rodrigo Santoro, Carlos Ponce, Jake T. Austin, George Lopez, Kate del Castillo, Bernardo de Paula Nella rigogliosa giungla equatoriale alcuni bracconieri senza scrupoli fanno razzia di uccelli tropicali destinati a rallegrare coi loro canti e i loro colori le

Rio (Rio) Regia di Carlos Saldanha. Con le voci di Jesse Eisenberg, Anne Hathaway, Leslie Mann, Rodrigo Santoro, Carlos Ponce, Jake T. Austin, George Lopez, Kate del Castillo, Bernardo de Paula

Nella rigogliosa giungla equatoriale alcuni bracconieri senza scrupoli fanno razzia di uccelli tropicali destinati a rallegrare coi loro canti e i loro colori le case di ricchi appassionati americani. Tra gli uccelli sottratti al loro habitat naturale c’è un piccolo pulcino di macao blu, una rarissima specie di pappagallo dalla livrea celeste. Il caso vuole che la piccola gabbia dove viene imprigionato Blu cade dal camion dei bracconieri in una strada innevata del Minnesota e sia qui raccolto da una bambina con l’aria un po’ secchiona che oltre a salvargli la vita lo elegge a migliore amico per tutta la sua infanzia. Blu vive coccolato dalla sua padrona ma senza sapere cosa significa essere un uccello, senza saper volare e senza conoscere la libertà. Quando si scopre che Blu è l’ultimo maschio della sua specie e che nella città di Rio lo aspetta l’ultima Jewel, femmina dei macao blu, la sua padrona Linda si lascia convincere dall’ornitologo Tullio a partire per il Brasile con la missione di salvare la specie dall’estinzione. A Rio però degli improvvisati trafficanti di animali esotici rapiscono la coppia di uccelli dando inizio a un’avventura inaspettata ma che rivelerà molti segreti a Blu.

Dopo tre episodi della saga di L’era glaciale, e in attesa del quarto, torna lo staff della Blue Sky un film dal sapore latino americano che riporta alla mente le (dis)avventure dei pennuti di I Tre Caballeros, classico della memoria Disney, ricco di musica, colori e allegria da carnevale. Rio conferma la sensazione che la Blue Sky non è più solo un fenomeno momentaneo, ma una realtà consolidata del mondo dell’animazione internazionale che ha saputo interpretare la lezione che da anni arriva dalla Pixar, ovvero che dietro alla tecnologia è necessaria una sceneggiatura di ferro. Rio infatti riesce a integrare momento di grande ilarità con un messaggio morale abbastanza evidente.

La diversità di blu emerge quando si trova costretto a confrontarsi con la natura, nei confronti della quale è inadeguato, ma a differenza degli animali dello zoo di Madagascar non viene sopraffatto da una facile retorica buonista. Lo schema narrativo dell’Era Glaciale appare diametralmente ribaltato, qui è un essere umano che adotta un animale, salvandogli la vita e insegnandogli un codice di comportamento differente rispetto a quello naturale. La linea di confine che demarca ciò che è corretto o meno, quando si parla di comportamenti “secondo natura” appare quanto mai labile, ma in questo caso la forza dell’istinto animale per la riproduzione una forza inestinguibile, anche nei confronti della protagonista che da rigida libraia trova un equilibrio anche sui tacchi alti di un abito da samba del carnevale di Rio.

L’evoluzione dei personaggi segue un percorso parallelo, Linda e Blu crescono insieme ma capiscono anche quando è l’ora di stendere le ali e iniziare a volare via dal nido, senza però che questo distacco sia un trauma o un elemento negativo, anzi rispetto al mondo disneyano anche la famiglia non è più un punto di partenza segnato da una rottura (spesso la perdita della madre) ma piuttosto un punto di arrivo. I messaggi veicolati da un film come Rio però sono variegati come i colori dei pennuti tropicali, dalla lotta a traffico di animali alle difficoltà di un bambino che vive nelle favelas brasiliane, ma senza fare crollare (come spesso accade) il divertimento in lacrimevole moralismo.

Ritmo elevato, comicità vivace in stile slapstick, poche facili cadute in citazioni e parodie (classica arma a doppio taglio in produzioni di questo genere) e un utilizzo del 3D che (come in Dragons Trainer) riesce a rendere estremamente coinvolgente l’esperienza del volo, contribuendo ad accrescere la sensazione di stupore e meraviglia, anche nel pubblico più maturo.

Curiosità: i due pappagalli blu di Rio hanno segnato la “morte” di Newt, film programmato dalla Pixar che aveva come protagonista una lucertola (guardacaso blu) da laboratorio che scopriva di avere una possibilità di salvare la sua specie con l’ultima femmina come lui rimasta.

Rio uscirà nei cinema venerdì 15 aprile 2011. Qui potete vedere il trailer italiano.
Voto Carlo 8
Voto Simona 8

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