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Un perfetto gentiluomo – di Shari Springer Berman e Robert Pulcini: recensione in anteprima

Un perfetto gentiluomo (The Extra Man, USA, 2010) di Shari Springer Berman e Robert Pulcini; con Paul Dano, John C. Reilly, Kevin Kline, Katie Holmes, Alicia Goranson, Cathy Moriarty, Justis Bolding, Patti D’Arbanville, Celia Weston, Jason Butler Harner.Henry Harrison, un commediografo fallito, per racimolare un po’ di soldi si “inventa” escort per accompagnare le vedove

Un perfetto gentiluomo (The Extra Man, USA, 2010) di Shari Springer Berman e Robert Pulcini; con Paul Dano, John C. Reilly, Kevin Kline, Katie Holmes, Alicia Goranson, Cathy Moriarty, Justis Bolding, Patti D’Arbanville, Celia Weston, Jason Butler Harner.

Henry Harrison, un commediografo fallito, per racimolare un po’ di soldi si “inventa” escort per accompagnare le vedove benestanti di New York. Un giorno affitta una stanza del suo appartamento ad un giovane aspirante scrittore, Louis Ives. Il fascino dell’uomo è tale che, seppur non privo di stranezze, diventa il maestro di vita del ragazzo…

Curiosa coppia, quella formata da Shari Springer Berman e Robert Pulcini. Insieme sin dal 1994, si sono fatti conoscere all’inizio grazie al loro lavoro nel mondo del documentario (ancora oggi il “genere” più abbondante nella loro filmografia), ma è nel 2003 che arriva la consacrazione. Grazie ad un film bellissimo, uno dei buchi più clamorosi della distribuzione italiana degli ultimi anni (è ancora inedito da noi): American Splendor.

Biopic straordinario, malinconico e a tratti geniale sulla vita del fumettista Harvey Pekar, interpretato da un grande Paul Giamatti, poneva le basi per una grande carriera nel mondo del cinema indipendente americano. Le promesse però non sono state mantenute col secondo film, Il diario di una tata, commedia all’acqua di rose con Scarlett Johansson in cui il talento dei due registi si vedeva soprattutto nella sequenza iniziale. E che succede oggi con Un perfetto gentiluomo (in originale The Extra Man)?

Le cose sembrano essersi un po’ riassestate, anche se i livelli dell’esordio sono ancora un po’ lontani. E, tra l’altro, Un perfetto gentiluomo sembra essere piaciuto davvero poco in patria. Forse perché il film sembra effettivamente costruito quasi ad episodi, creando un’aria un po’ sfilacciata e che alla lunga sembra un po’ girare a vuoto. Tutto vero, certo, ma bisogna riconoscere alla coppia di registi di aver abbandonato la strada della commedia americana più semplice come il precedente film per addentrarsi di nuovo nel mood malinconico e con un’ironia a volte graffiante, complice sicuramente la penna di Jonathan Ames, autore del romanzo da cui il film è tratto e sceneggiatore della serie tv cult Bored to Death.

Aiutati da due attori in stato di grazia, ossia un Kevin Kline gigione ma anche irresistibile, e un Paul Dano di cui non si può più dir nulla se non sottolinearne ogni volta la bravura, Berman e Pulcini ci buttano direttamente dentro al Sogno Americano che si sgretola sin da subito. Louis Ives è un giovane aspirante scrittore che tenta di “trovare sé stesso” e l’ispirazione andando a vivere a New York. Trova una camera nell’Upper East Side, il quartiere ricco per eccellenza di Manhattan, da condividere però con un commediografo dal carattere un po’ particolare.

L’unica cosa che Louis sembra condividere con Henry Harrison è la passione per la letteratura, perché per il resto li divide un mondo: l’uomo è infatti cattolicissimo e maschilista, e non potrebbe di certo andare d’accordo con il giovane se scoprisse il suo vizietto di travestirsi da donna. Ma anche Henry ha il suo “segreto”, ben presto rivelato: è un escort per ricche vedove. Eccolo, il legame fra i due: perché per sopravvivere nella ricchissima New York anche Louis inizia a praticare il lavoro.

Da queste premesse i due registi riescono a descrivere con una certa efficacia, e con stile (si vedano i pensieri di Louis e l’uso della voce off), una città straordinaria come New York, che tuttavia nasconde tutti quei lati oscuri che solo le grandi metropoli possono coltivare. Che l’appartmento dei protagonisti si trovi nell’Upper East Side, dove si svolge anche tutta il film, non è certo un caso. Simulacro di una ricchezza elegantissima e benestante, il quartiere nasconde un insieme di solitudini pronte ad urlare il proprio dolore o a proseguire con dignità la loro vita.

Fa impressione vedere le ricche signore accompagnate da Louis ed Henry mangiare nella loro elegante casetta del pollo fritto acquistato in un fast food, così come escono in modo prepotente la tristezza e lo squallore della vita dei due protagonisti (si veda anche il loro legame con le loro macchine…). Sotto la superficie dell’apparenza e della cultura c’è qualcos’altro: ed è proprio questo che lega Louis ed Henry e fa iniziare la loro amicizia particolare. Così come la scoperta che anche il vicino di casa Gershon, sotto l’apparenza burbera, è in fondo un’altra anima solitaria trasforma il duo in un trio.

In Un perfetto gentiluomo non manca anche l’infatuazione del giovane protagonista per una ragazza. La relazione che si instaura tra Louis e la collega di lavoro Mary, che ha iniziato una relazione con un uomo e che rifiuta quindi spesso le proposte di Louis, non procede però per il verso che lui vorrebbe. Anzi: ad un certo punto Mary non ha neanche voglia di contraccambiare un suo favore, scambiando una sua richiesta per un’avance. Forse Mary nota qualcosa nel ragazzo, un tocco di weirdness che la tiene lontana da lui, restando nel suo mondo sicuro e già perfetto.

Berman e Pulcini ci raccontano quindi anche di quanto il focolare domestico sia rassicurante per il borghese di oggi, ed è forse questo il punto centrale di Un perfetto gentiluomo, che si rivela un atipico romanzo di formazione: i suoi personaggi devono trovare il proprio “focolare domestico”. Perché, alla fine, è giusto così. Trovare la propria pace e il proprio posto nel mondo. In questo sta la sfida del percorso dei nostri protagonisti: trovare la propria dimensione dentro alla Grande Mela. Difficilissimo. E scusate se è poco.

Voto Gabriele: 7
Voto Simona: 6,5

Qui il trailer italiano.
In sala dal 13 maggio.