Comic-Con 2013: il panel del sequel Dawn of the Planet of the Apes

Approda al Comic-Con 2013 il panel di Dawn of the Planet of the Apes, il sequel sci-fi in arrivo nei cinema per l’estate 2014.

Davvero notevole e fortunato il reboot L’alba del pianeta delle scimmie con il regista Rupert Wyatt che aveva immortalato la performance in motion-capture da Oscar di Andy Serkis nei panni di Caesar, leader dei primati magnificamente portato alla vita dalla Weta.

Durante il panel dedicato al sequel Dawn of the Planet of the Apes il regista Matt Reeves (Blood Story), che ricordiamo ha sostituito Wyatt, supportato dai membri del cast Jason Clarke, Keri Russell e Andy Serkis ha parlato di questo atteso sequel incentrato sulla storia di Caesar.

Reeves ha confessato che da bambino era ossessionato da Star Wars, ma molto prima aveva la medesima ossessione per Il pianeta delle scimmie. Quando ha visto L’alba del pianeta delle scimmie, ha percepito che la visione di Rupert Wyatt aveva fatto si che il pubblico si connettesse completamente con le scimmie attraverso la performance di Andy Serkis e gli effetti della Weta.

Per questo sequel si è voluta fare una storia Caesar-centrica che si svolge nel mondo delle scimmie, lavorando su una scala più grande. Questa è una storia che fa da ponte tra “L’alba del pianeta delle scimmie” e “Il pianeta delle scimmie” originale. Reeves era eccitato perché già sapeva in che direzione andava la storia, ma ora è tutto sul come ci arriviamo. Il regista ha aggiunto che il film punta molto sulla psicologia dei personaggi.

Serkis ha detto che una delle sfide è stata raffigurare Caesar come un leader che si è evoluto con tutte le conseguenti responsabilità. Lui vuole inserire nella società delle scimmie alcune delle peculiarità umane con le quali è cresciuto. Tutte le scimmie si sono unite e sono diventate più forti e non solo, ora Caesar è di 10 anni più vecchio, ha una moglie, un neonato e un figlio già adolescente. Egli sovrintende anche un Consiglio di scimmie in cui si trattano diversi argomenti inerenti alla comunità tra cui le scelte su come rapportarsi con gli umani. Vediamo Caesar e le altre scimmie imparare a comunicare non solo con le parole, ma anche con il linguaggio dei segni e dei gesti. Il film è una terra ricca e fertile per esplorare la scimmia interiore e riflettere molto sull’umanità.

L’attrice Keri Russell, che ricordiamo è stata la protagonista della serie tv Felicity di cui Matt Reeves era sceneggiatore, a proposito del lavoro del regista ha detto: “Ha veramente creato un mondo con queste due comunità che cercano di sopravvivere e ogni comunità che sta cercando di proteggere le proprie famiglie“.

Per quanto riguarda le scene di azione Clarke ha detto che lui è sempre felice di vederne su schermo e ha svelato che il Cirque du Solei e alcuni esperti di parkour sono stati assunti per interpretare le scimmie sullo schermo e per realizzare acrobazie dal vivo.

E’ arrivato il momento del filmato, Reeves ha premesso che ci vogliono 10-12 settimane per creare una singola ripresa di una scimmia, così ha avvertito che per questo motivo nel filmato non ci sarebbero state molte riprese con scimmie. Infatti le sequenze mostrate erano incentrate principalmente sugli umani, come vengono trattati in questa nuova società post-apocalittica, mentre si può vedere il personaggio di Gary Oldman impegnato in una sorta di discorso alla folla in cui racconta che gli umani hanno trascorso quattro anni a lottare contro un virus e altri quattro anni a combattersi l’un l’altro trascinando la società umana nel caos. La sequenza finale del filmato inizia con un’inquadratura stretta sugli occhi di un Caesar che porta sul viso colori di guerra bianchi, poi la macchina da presa indietreggia e rivela che Caesar è affiancato da una serie di altre scimmie e che impugna un bastone con cui sta per segnalare una “carica”, il filmato sfuma a nero e rivela il logo del film.

A seguire trovate un video realizzato per il film con un link di riferimento ad un sito virale (Simianflu.com)

Fonte | Collider

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