Se sei così ti dico sì: intervista con Fabrizio Buompastore

Il 15 aprile è uscito nelle sale il film Se sei così ti dico sì, di cui sono protagonisti Emilio Solfrizzi e Belen Rodriguez (avete letto le critiche dei giornali?). Oggi la nostra collega Alice di Blogapuntate intervista l’attore Fabrizio Buompastore, presente nel cast della commedia di Eugenio Cappuccio.Ciao Fabrizio, barese doc, da sempre consapevole

di carla


Il 15 aprile è uscito nelle sale il film Se sei così ti dico sì, di cui sono protagonisti Emilio Solfrizzi e Belen Rodriguez (avete letto le critiche dei giornali?). Oggi la nostra collega Alice di Blogapuntate intervista l’attore Fabrizio Buompastore, presente nel cast della commedia di Eugenio Cappuccio.

Ciao Fabrizio, barese doc, da sempre consapevole che il tuo desiderio maggiore era quello di recitare. Ci racconti quali sono stati i tuoi esordi e, ancora prima di questi, quando e come hai capito quale sarebbe dovuto essere il tuo futuro lavorativo?
Ho avuto la fortuna di vivere, fin da piccolo, dietro le quinte di un teatro in Puglia, a Bari. Per anni ho assistito alle prove e alla costruzione degli spettacoli ma soprattutto dei personaggi; credo sia stato quel lavoro artigianale ad avermi avvicinato al mondo della recitazione e subito dopo ho avuto una sorta di folgorazione vedendo un film di Pupi Avati, Regalo di Natale. Ecco queste sono state sicuramente le due molle.

Prima di approdare sul grande schermo in “Se sei così ti dico sì”, hai lavorato molto sia al cinema che in televisione e finalmente adesso ti vediamo in un ruolo più corposo. Cosa hai provato quando hai saputo di aver passato il provino e di aver finalmente ottenuto ciò che attendevi da tempo?
Mah, in realtà l’emozione più grande è stata quella di lavorare, se pur marginalmente, con i fratelli Avati che hanno prodotto questo film. E’ stato come un cerchio che si è chiuso, da Regalo di natale ad oggi; gli Avati sono persone straordinarie, tutti fratelli e figlia compresi… è davvero una famiglia che ti accoglie. In secondo luogo non posso che essere felice e emozionato perché ho lavorato con un regista chirurgico come Cappuccio che stimo molto.

Nel film di Cappuccio hai lavorato con Emilio Solfrizzi, attualmente uno degli attori più amati in televisione dopo essere diventato Paolo Giorgi: ci racconti com’è il vostro rapporto e cosa significa lavorare insieme a lui?
Adesso siamo amici e devo dire grazie ai nostri due personaggi che sono cresciuti nel film di pari passo con il nostro rapporto. Fuori dal set tenterò di non sperticarmi troppo perchè Emilio si arrabbia ma Solfrizzi prima di essere un attore superprofessionale e bravissimo è una persona eccezionale. Nel mio percorso ho incontrato tantissime primedonne, lui prima di essere un attore è una persona e questo fa la differenza.

Se sei così ti dico sì: intervista con Fabrizio Buompastore
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Di conseguenza viene anche la domanda successiva: Belen Rodriguez. Assodato che è bellissima e tutto il resto che ben conosciamo, cosa pensi di lei come attrice e, soprattutto, sul set si comporta da diva come nel film o è una persona facile con la quale rapportarsi?
Belen è prigioniera di Belen. Lei è tutt’altra persona, è una ragazza che in questo film ha lasciato fuori Belen e si è affidata a Cappuccio. Non è cosa da tutti.

Qualche aneddoto particolare su di lei, o hai già capito che nel vostro lavoro è bene imparare come prima cosa ad essere diplomatici?
Sicuramente è bene essere diplomatici ma soprattutto aneddoti non ce ne sono, credimi. E’ tutt’altra persona, una bella persona e te lo dice uno che pensava esattamente l’opposto. C’è una sola cosa che non mi spiego di quella ragazza ma non te la dico….

Come abbiamo anticipato nella premessa, hai preso parte a diverse serie televisive e nella prossima stagione ti vedremo in Tutti Pazzi per Amore 3: conoscere Emilio Solfrizzi è stata una svolta professionale o solo un incontro che ti ha portato fortuna?
Conoscere Emilio Solfrizzi è stata un’iniezione di fiducia. Nel nostro mondo esistono le brave persone, non è scontato e io non ci credevo più.

Hai scelto un lavoro che è tutt’altro che semplice e che nella maggior parte dei casi può non portare ai risultati desiderati: cosa ti ha spinto ad andare avanti e a non mollare anche quando ti sarà capitato di vedere tutto nero davanti a te?
Sono per formazione familiare e caratteriale un caterpilar. Ringrazio ogni giorno tutte le persone che mi hanno sbattuto porte in faccia, me le scrivo su un piccolo libro nero con tanto di nome e cognome, mi servono per andare avanti e far capire a loro che hanno sbagliato, quindi ben vengano. L’unica cosa che mi ferma è la morte!

Oramai la Puglia sta diventando sempre più terra di cinema: come spieghi questo fenomeno e, soprattutto, pensi che questo sia un bene o un male per gli attori pugliesi?
Chiaramente da attore pugliese che vive a Roma ne sono felice, sono meno felice per gli attori pugliesi che vivono in Puglia e che moltissime volte non vengono provinati se non per delle comparse. Questo lo trovo scandaloso! In Puglia ci sono dei talenti che non hanno possibilità di spostarsi e allora forse la Puglia Film Commission dovrebbe fare scouting e segnalarli: questo non accade.

In”Se sei così ti dico sì” hai un bel ruolo: ti rivedi in qualche tratto del tuo personaggio o ti sei dovuto sforzare per entrare in una parte che nulla ha a che fare con te?
Tutti i personaggi hanno una parte di te, è la cosa che li fa vivere e sembrare credibili. La costruzione e il mestiere artigianale che ti dicevo fa il resto!

Il personaggio del film, Piero Cicala, ha conosciuto il successo e poi l’oblio del dimenticatoio pur rimanendo con i piedi per terra: secondo te esiste una maniera per non lasciarsi annientare da un lavoro cosi’ bello e che riesce a dare molte soddisfazioni ma anche profonde delusioni?
Questo lavoro lo si fa perché lo si ha dentro, serve per trasmettere emozioni a persone che hanno bisogno di essere stimolate. Se si tiene presente sempre questo e non si pensa a Uomini e Donne, i Tronisti, il Grande Fratello, Amici eccc eccc… Questo mestiere non ti distruggerà mai perché lo riuscirai a fare anche davanti ad una sola persona, se hai qualcosa da dire. Io la vedo così.

Tu, ad esempio, come riesci a conciliare la tua vita lavorativa che ti deve sempre vedere brillante e presente con quella normale, dove delusioni, stanchezza, cedimenti o voglia di solitudine a volte si presenteranno?
Leggo e scrivo, sperimento entro in un mondo tutto mio, un po’ come si faceva da piccoli con l’amico immaginario ti ricordi? Ecco, le cose che scrivo sono i miei amici immaginari. Chissà, magari un giorno prenderanno forma, credo che quello sia il segreto: sapere sempre sognare un po’. I bambini lo insegnano e noi dobbiamo impararlo di nuovo.

“Se sei così ti dico sì” è un film interessante, ben fatto e che ha una morale di fondo assolutamente attuale e che può riguardare non solo il mondo dello spettacolo ma ogni campo lavorativo: ti è dispiaciuto sapere che la maggior parte delle discussioni a tale riguardo si siano ridotte nella maggior parte dei casi ai soliti gossip su Belen, a discapito di una pellicola che merita a prescindere da tutto il resto?
Lo sai che il The Rocky Horror Picture Show è diventato un cult dopo 10 anni di cantina? Tutto può succedere, quando un film è fatto vive e vive perché il dio cinema ci mette lo zampino. Ai posteri l’ardua sentenza.

Parlaci dei tuoi progetti lavorativi futuri: a parte in Tutti Pazzi per Amore 3, dove e quando ti rivedremo sia al cinema che in televisione?
Non ne ho idea, mi dirigo verso gli Oscar quantomeno con i miei amici immaginari…

Ultima domanda, un classico delle nostre interviste, qual è il tuo film preferito, e ci riferiamo a tutta la storia del cinema, e per quale motivo? Cosa ti ha ispirato maggiormente negli anni passati e fatto decidere quale potesse essere la tua strada?
Regalo di natale e ti ho detto il perché, è stato il motore e la benzina di tutto. Poi Scarface, la Leggenda del pianista sull’oceano e Faccio un salto all’avana scherzo l’ultimo è falso hahahahahah

Ringrazio Fabrizio per la disponibilità e Alice per la professionalità e la collaborazione. Vi rimando al trailer del film.

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