Cannes 2011: i primi commenti dei film del festival

Scopri che cosa dice la critica sui primi film visti a Cannes 2011 con la nostra “rassegna stampa”


Il 64. Festival di Cannes al giro di boa. Sono passati cinque giorni dall’inizio della rassegna, e si sono visti i primi dieci film del concorso. Ne restano esattamente altrettanti in corsa per la Palma d’Oro ancora da vedere. Quel che si può dire per ora di questa edizione è che siamo sicuramente sopra la media della precedente, da quel che possiamo leggere dai commenti della stampa.

Cineblog oggi vi offre la sua “rassegna stampa”, con un commento globale sui film della competizione ufficiale, ma anche dei principali film visti nel fuori concorso e nelle altre sezioni. Assieme al commento, che riassume un po’ quelli a caldo letti sui giornali e sulla rete, troverete anche altri giudizi, quando sono disponibili: le celebri “stelline” di Paolo Mereghetti, il criticWIRE average (ovvero la media dei voti della stampa americana raccolti dal sito indieWIRE), il TomatoMeter (il pomodorometro di Rotten Tomatoes che raccoglie le recensioni americane) e il giudizio della critica internazionale di Trovacinema. Nota bene: sono giudizi in fieri, le recensioni si aggiungono e le medie cambiano di continuo.

Ovviamente si tratta di giudizi globali, delle prime recensioni e dei primi commenti, e quindi bisognerà anche aspettare la fine di Cannes per avere un’idea più precisa dell’accoglienza di tutti i film: basti pensare al giudizio del pomodorometro sul film di Van Sant, che non rispecchia l’accoglienza avuta in sala. Ma queste sono le prime indicazioni che abbiamo raccolto per voi. Trovate tutto dopo il salto.

Concorso

Sleeping Beauty – Julia Leigh: primo film, prima donna e primo film d’esordio in concorso. Peso importante per Julia Leigh, che però non sembra aver passato la prova con sufficienza. Si parla per lo più di film freddo e meccanico. Per molti un’opera soporifera, ma c’è chi lo difende, soprattutto in America, come si può vedere dal “sorprendente” voto medio su IndieWire. Ad esempio, The Guardian dice che Emily Browning potrebbe portarsi a casa il premio come miglior attrice. Chi lo sa…
Stelle del Mereghetti: * ½
criticWIRE average: B-
Trovacinema: 2.2/5

We need to talk about Kevin – Lynne Ramsay: dal romanzo di Lionel Shriver, un adattamento riuscito. Qualche voce fuori dal coro c’è, vista la presunta “freddezza cerebrale” del film, che si presenta come una vera discesa nell’inferno. Resta il fatto che quasi tutti sono d’accordo su Tilda Swinton: potrebbe essere da premio.
Stelle del Mereghetti: * *
criticWIRE average: B
TomatoMeter: 92% (voto 8.4)
Trovacinema: 3.7/5

Polisse – Maïwenn: ci si divide tra entusiasti e detrattori. Ovvero: pilot ben fatto, ma pur sempre un telefilm, o film potente e rigoroso. La critica internazionale si mantiene su un giudizio medio (El Pais dice che sa di già visto), mentre in Italia c’è chi ha gradito molto. L’Unità dice che è un “film notevole” con gran senso del ritmo.
Stelle del Mereghetti: * ½
criticWIRE average: B-
Trovacinema: 3.1/5

Habemus Papam – Nanni Moretti: è ormai celebre la critica di Le Figaro (film cinico, caricaturale e senza respiro), così come quella di Variety (“artisticamente retrogrado”: bah), ma Moretti globalmente non delude, anche se i giudizi sono molto diversificati. Le Monde e El Mundo lo promuovono a pieni voti, The Telegraph e The Guardian si aspettavano di più. Detto ciò, si sa già della standing ovation e del pianto di Nanni.
Stelle del Mereghetti: * * ½
criticWIRE average: B-
Trovacinema: 3.5/5
TomatoMeter: 40% (voto 6)
Qui la nostra recensione.

Footnote – Joseph Cedar: una commedia divertente. Si potrebbe riassumere così i giudizi favorevoli verso il film di Cedar, lotta all’ultimo colpo tra padre e figlio intelettuali. Ben diretto, ben scritto, e ben recitato. Una boccata d’aria fresca nel panorama del concorso cannense.
Stelle del Mereghetti: * * ½
criticWIRE average: B+
Trovacinema: 3/5

Michael – Markus Schleinzer: l’opera prima dell’austriaco Schleinzer è stata accolta in modo parecchio eterogeneo. Qualcuno pare averlo definitivo il migliore del concorso, ma sono in tanti ad aver disprezzato il film. Ad iniziare da Paolo Mereghetti, come potete vedere nel giudizio in stelline. Abbastanza positivo Screen Daily, El Mundo sottolinea come sembri a tratti un film di Haneke, non a caso.
Stelle del Mereghetti: *
criticWIRE average: B-
Trovacinema: 2.2/5

The Artist – Michel Hazanavicius: per pochi un film “simpatico” e nulla più, per molti un film da premiare. Ha conquistato Cannes il film muto e in bianco e nero di Hazanavicius, divertente e nostalgico. “Piccolo tocco di genio” per La Repubblica, “sorprendente” per El Pais, “il film più gioioso e divertente passato in concorso” per Screen Daily.
Stelle del Mereghetti: * * *
criticWIRE average: B
Trovacinema: 4.2/5

Il ragazzo con la bicicletta – Jean-Pierre e Luc Dardenne: i Dardenne sono i Dardenne. Non cambiano, ma cambiano (non vi sveliamo in cosa: gli spoiler purtroppo però sono ovunque). Per El Mundo i fratelli fanno sempre film uguali, per l’Unità è uno dei loro film più azzeccati. Tuttavia, globalmente è piaciuto e non poco: difficile una terza Palma d’Oro, ovviamente, ma sarà anche difficile che se ne vada a casa senza premi. Nonostante la concorrenza sia molto agguerrita quest’anno.
Stelle del Mereghetti: * * * ½
criticWIRE average: B+
TomatoMeter: 88% (voto 8)
Trovacinema: 3.8/5

L’Apollonide – Bertrand Bonello: cineasta molto amato in patria, Bonello non riesce a far breccia nel cuore della critica internazionale. Anche questa volta: il suo ultimo film è stato tra i più discussi del concorso cannense. Quacuno ha apprezzato, comunque, anche in Italia (anche il nostro Antonio).
criticWIRE average: C
Qui la nostra recensione.

The Tree of Life – Terrence Malick: un film che mette paura. Mette paura esprimere un giudizio. Forse molti critici hanno paura di “incasellarsi” in un giudizio: capolavoro o bufala? E così, ad esempio, El Mundo dice che il film di Malick è entrambi. Un po’ facile. Più netto l’Hollywood Reporter: è un film eccezionale. Fischi, applausi e silenzio alla prima stampa, con una rissa quasi scoppiata all’entrata della sala per la mancanza di posti: un film raro e importante che scatena simili reazioni è il film che ogni festival vorrebbe avere. Sono poche occasioni del genere…
Stelle del Mereghetti: * * *
criticWIRE average: A-
TomatoMeter: 91% (voto 8.2)

Fuori concorso e altri

Midnight in Paris – Woody Allen (Fuori concorso): senza dubbio, uno dei migliori Allen degli ultimi anni. Pochi avrebbero scommesso su un risultato simile, invece il film d’apertura di questa edizione ha messo d’accordo tutti. L’Hollywood Reporter scrive che è degno dei suoi lavori migliori.
Le stelle del Mereghetti: * * *
criticWIRE average: B
Trovacinema: 4/5
TomatoMeter: 84% (7.4)

Restless – Gus Van Sant (Un Certain Regard): la critica statunitense ha (per ora) storto il naso. Clamoroso, visto che il resto del mondo ha applausito calorosamente il nuovo lavoro di Van Sant. Ma le recensioni del pomodorometro sono in risalita, pian piano, dopo un inizio da far tremare. Toccante, leggero e mai melenso, nonostante il tema duro. “Lo stile è tanto”, scrive Le Monde.
Le stelle del Mereghetti: * * *
criticWIRE average: B-
TomatoMeter: 33% (voto 4)
Trovacinema: 3.6/5

Arirang – Kim Ki-duk (Un Certain Regard): ha colpito favorevolmente il ritorno di Kim dopo anni di assenza dal grande schermo. Un mix di vero e falso, sincerità e costruito, per un diario personale che sa sia di autocelebrazione che di “mea culpa”. Nonostante la critica internazionale abbia qualche perplessità.
criticWIRE average: C-

Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare – Rob Marshall (Fuori concorso): qualcuno ha dichiarato che con il quarto capitolo si è riusciti a tornare alla freschezza del primo capitolo, ma l’impressione generale è tutt’altro. La saga dei Pirati in versione Marshall ha per lo più annoiato la critica italiana, anche se Mereghetti nella sua videorecensione ne parla come un film trascinante. Depp di routine e decorativa la Cruz per Il Messaggero. Un po’ meglio per quel che riguarda la critica americana, ma non entusiasmante…
Tomatometer: 45% (voto 5.1)
Trovacinema: 3/5

Take shelter – Jeff Nichols (Semain de la critique): un film sorpedente. Visto al Sundance e a Berlino, il secondo film di Jeff Nichols con un grande Michael Shannon conquista anche Cannes, ricevendo applausi a destra e a manca. Una delle opere più belle di tutto il programma, a detta dei critici. Che qualcuno lo distribuisca in Italia, ve ne prego!
criticWIRE average: B+
TomatoMeter: 100% (voto 8.2)

Walk Away Renée – Jonathan Caouette (SC): c’è chi ha sottolineato che rispetto a Tarnation, opera prima folgorante di Caouette, di cui questo è un quasi “sequel” con sfumature da sci-fi (!?), è molto più debole. Ma in molti sono stati toccati al cuore nuovamente da un regista che sa quel che fa. Ha commosso, nonostante tutto.
criticWIRE average: B+

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