Kung Fu Panda 2: Recensione in Anteprima

3 anni dopo il boom del primo capitolo, torna il Panda Po con Kung Fu Panda 2! Ecco la nostra recensione…

Kung Fu Panda 2 (Usa, 2011) di Jennifer Yuh; con Angelina Jolie, Seth Rogen, Jack Black, Dustin Hoffman, Lucy Liu, David Cross, James Hong, Gary Oldman, Michelle Yeoh, Jean Claude Van Demme, Victor Garber

3 anni dopo il boom dell’originale diretto da Mark Osborne e John Stevenson, 633 milioni incassati in tutto il mondo, in casa Dreamworks hanno rispolverato uno dei personaggi più riusciti della propria ‘scuderia’, con Kung Fu Panda 2. Promossa in cabina di regia Jennifer Yuh, capo della storia nel 2008, il sequel conferma i passi da giganti compiuti dalla casa animata, sempre più ‘pixarizzata’.

Perché se l’animazione è sempre più dettagliata, anche la storia finisce per abbandonare quei canoni tipicamente gigioneschi che fino all’exploit di Dragon Trainer avevano caratterizzato i cartoon Dreamworks, senza quindi dimenticare quel lato puramente ‘sentimentale’ che finisce per convincere e conquistare.

Il sogno impensabile di Po prosegue. E’ lui il Guerriero Dragone, il sacro protettore della Valle della Pace. Affiancato dai suoi immancabili amici e colleghi maestri di kung fu, I Furious Five (Tigre, Gru, Mantide, Vipera e Scimmia) Po si ritrova improvvisamente a dover affrontare il passato che prepotentemente ritorna a bussare alla porta dei ricordi. Perché un nuovo temibile cattivo, il perfido pavone Lord Shen, ha inventato un arma potentissima per conquistare la Cina e distruggere per sempre il kung fu. Spetta quindi a Po e ai Furious Five abbattere il nemico, con una temibile variante, ovvero quel passato tornato incredibilmente alla ribalta, mettendo Po dianzi alle sue misteriosi origini, che grondano sangue.

Un dolce, buffo, simpatico e tenero Panda capace di diventare un eroe del Kung Fu, divertendo e conquistando, grandi e piccini. Il successo internazionale di Kung Fu Panda tre anni fa sorprese praticamente tutti. Botteghini sbancati, 10 Oscar dell’animazione vinti, e un passo decisivo, per la Dreamworks Animation, verso l’eccellenza, ovvero la Pixar. Titolo dopo titolo i passi di avvicinamento agli eterni rivali si fanno infatti sempre più prepotenti, perché dopo lo splendido Dragon Trainer anche Kung Fu Panda dimostra come la vecchia Dreamworks, quella un po’ becera e dalla battuta facile, sia stata superata, dimenticata. Questa nuova Dreaworks è obiettivamente più matura, particolareggiata e minuziosa, tanto nell’animazione quanto nella costruzione della storia.

All’esordiente Jennifer Yuh va dato il merito di aver spinto sull’accelleratore dell’action, giocando splendidamente con ben 3 tipi di animazione, differenziando il Po ‘sognatore’ da quello immerso nei ‘ricordi’ e da quello eroico del ‘presente’. Una sfida non da poco, tra omaggi al mondo dell’anime giapponese e felice ritorno alla seconda dimensione, vinta grazie ad un’animazione a tratti sorprendente, e finalmente aiutata dalla profondità della terza dimensione, mai plateale ma esistente, per non dire inglobata all’interno del film stesso. Ai tanti esilaranti protagonisti dell’originale è stato poi aggiunto un magnifico villain, realmente cattivo e ben disegnato attraverso i lineamenti di un sinuoso e terrificante pavone, ottimamente doppiato da Gary Oldman.

Particolarmente scontata l’evoluzione della trama, con Po chiamato a dover affrontare il proprio passato. D’altronde dinanzi ad Panda cresciuto da un’oca, non è difficile prevedere le sostanziali novità di questo capitolo 2, inizialmente forzato ma con il passare dei minuti sempre più affascinante, colorato, suggestivo e dal finale addirittura emozionante. Perché la pixarizzazione ha ormai coinvolto anche la Dreamworks, con l’emotività dello spettatore messa a dura prova da uno script che trasuda sentimentalismo, senza però mai scivolare nel patetico.

E se il finale lascia spalancato un portone all’arrivo dell’ovvio terzo capitolo, il film finisce per superare lo scoglio dei sequel made in Dreamworks, dopo il non esaltante Madagascar 2, e l’assai deludente Shrek 4. Nulla di epico o particolamente straordinario, intendiamoci, ma la consapevolezza che Dreamworks e soprattutto Pixar sembrano ormai sbagliare poco o nulla, partorendo gioielli a non finire, per la gioia dei tanti che continuano ad amare i lungometraggi animati, anche se maledettamente cresciuti.

Uscita in Sala: 24 agosto
Qui il teaser trailer italiano
Voto di Federico: 7+
Voto di Carla: 7
Voto di Simona: 7

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