Il castello errante di Howl

IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL di Hayao MiyazakiQuando vidi quella perla, quel piccolo capolavoro “La città incantata“, non potevo non amare i paesaggi, i disegni, il tocco di Hayao Miyazachi. Mai un cartone mi commosse in tale misura. Il castello errante di Howl, alla sua uscita, fu una benedizione, una riscoperta di quei paesaggi ormai


Il castello errante di howlIL CASTELLO ERRANTE DI HOWL
di Hayao Miyazaki

Quando vidi quella perla, quel piccolo capolavoro “La città incantata“, non potevo non amare i paesaggi, i disegni, il tocco di Hayao Miyazachi. Mai un cartone mi commosse in tale misura. Il castello errante di Howl, alla sua uscita, fu una benedizione, una riscoperta di quei paesaggi ormai cosi cari. Il paesaggio è inconfondibile anche per questo splendido film, un mondo strano particolare che ha la peculiarità di ” somigliare solo a se stesso”.

Un mondo si fiabesco ma profondamente letterario, forse nato dalla passione per la letteratura del suo creatore. Miyazaki ama la contraddizione come in questo suo ultimo film, il cui protagonista è un castello che cammina, che si regge su quattro zampe da ragno meccanico e si sposta per paesaggi sublimi con lo scopo di proteggere il suo regno dalla guerra. Ma non solo di guerra si parla. Si parla d’amore, quello tra Sophie e il mago di Howl, avvolto in una alone di mistero; di lui si dice infatti che mangi il cuore delle belle ragazze.
Tratto dall’omonimo romanzo di Diana Wynne Jones, Il castello errante è un Miyazaki anomalo rispetto agli standard, si basa su una intreccio più complesso, più cupo, ermetico e dà più spazio ad una intricata psicologia del suoi personaggi. Ma nonostante tali variazioni il film è di una poesia incredibile. Bellissimo!

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