Da Venezia la recensione di The Queen

The Queen – La regina Regia di Stephen Frears con Helen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell, Sylvia Syms, Paul Barrett, Forbes KB, Alex Jennings, Helen McCrory. 31 agosto 1997. Una data che portò tristezza e confusione, ma soprattutto panico. Panico nell’ambiente regale d’Inghilterra, e quel panico stava per portare ad una rottura storica: quella della


The Queen – La regina
Regia di Stephen Frears con Helen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell, Sylvia Syms, Paul Barrett, Forbes KB, Alex Jennings, Helen McCrory.

31 agosto 1997. Una data che portò tristezza e confusione, ma soprattutto panico. Panico nell’ambiente regale d’Inghilterra, e quel panico stava per portare ad una rottura storica: quella della fine della monarchia. Elisabetta II non volle ricordare Diana, non volle ascoltare nessuno e fare di testa sua. Il popolo era in rivolta, il 70% della gente voleva la repubblica. Ma Tony Blair, neo-eletto “modernizzatore”, influenzò alla fine, e non di poco, le scelte della Regina… Indaga su questo il bellissimo film di Frears, che scava (soprattutto grazie all’ottima sceneggiatura di Peter Morgan) in quella settimana dopo la morte di Diana e osserva le contraddizioni, le paure e le ansie di chi sta al potere. E il ritratto di Elisabetta II è pieno di sfumature, scritto benissimo, e interpretato magnificamente da Helen Mirren (c’è già chi ha detto che protesterà, se non s’incatenerà persino!, se l’attrice non riceverà l’ambito premio), incredibilmente simile alla vera “the queen”.

Certo, qualcosina qua e là non funziona alla perfezione (ad esempio il principe Carlo ne esce alla fine un po’ troppo bene…), e il ritratto di Blair potrebbe far storcere il naso a qualcuno: ma anche per lui ci sono sfumature contraddittorie nella sua descrizione. Incipit e finale da piegarsi dalle risate (perchè “The Queen” è, alla fine, una commedia, ben documentata e che pone più di qualche domanda e attraversa spesso il dramma, ma ha un ritmo spedito che certe commedie di oggi si sognano), e la sceneggiatura è piena di sorpresine simpatiche qua e là. Ma nel film di Frears (inutile ribadire che la sua regia è ottima) ci sono spazio assolutamente per dolori, tristezze e lacrime. Farà parlare a lungo.

Voto Gabriele: 9
Voto Natalie: 9

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