Da Venezia la recensione di The Hottest State



The Hottest State è la terza regia per Ethan Hawke, che trae questo film dal suo romanzo autobiografico omonimo. Un ragazzo (Webber) aspirante attore e una ragazza (Sandino Moreno) aspirante cantante. Si conoscono, si amano, litigano, si riappacificano, e così via. E sullo sfondo New York, che fa vivere i giovani di sogni e di illusioni. La commedia romantica di Hawke (che interpreta il padre del protagonista, che in realtà l'ha abbandonato) vive di momenti simpatici e di qualche scena riuscita, perchè sostanzialmente non è nulla di che. Sulla scia di "Prime", più riuscito, vorrebbe essere divertente ed evitare troppi stereotipi, ma presenta qualche bel calo di ritmo e scivola in molte ripetizioni. Due ore per vedere lui e lei che si vogliono ma non possono, che si rincorrono ma non si trovano e via dicendo sono un po' troppe. Certo, chi s'immedesima nella storia potrebbe uscirne piacevolmente sorpreso, ma la noia potrebbe agguantare chiunque quando meno se l'aspetta. "The hottest state" poteva essere decisamente migliore, un buon "film di formazione" in cui la sceneggiatura avrebbe potuto contare qualcosa e non girare sempre su se stessa finendo in terre fin troppo calpestate. Senza contare gli echi di Woody Allen, a cui avranno fischiato le orecchie in più di un'occasione... Lo salvano comunque anche gli attori, oltre ai due protagonisti anche la bella e sempre piacevole da rivedere Michelle Williams.

Voto Gabriele: 6

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