Machete Kills – recensione in anteprima

Robert Rodriguez riporta su grande schermo Danny Trejo nei panni del letale Machete in un sequel ancora più ironico ed efferato dell’originale e sempre più indirizzato ad un pubblico di cultori.

 

Le origini di Machete

Tutto è cominciato con un folgorante trailer inventato ad arte da Robert Rodriguez e inserito all’interno di Grindhouse, un “fake” troppo intrigante per non ampliarne e sfruttarne tutte le potenzialità. Nasce così la trilogia di Machete che dopo questo Machete Kills proseguirà, come annunciato da tempo da Rodriguez e ribadito in questo primo sequel, con un terzo episodio che sposterà la carneficina nello spazio dove Machete Cortez proseguirà a tagliare teste e sfilettare intestini a gravità zero.

Dopo aver perso nel primo film moglie e figlia uccise dal boss Steven Seagal, essere scampato ad un complotto ordito dal politico corrotto Robert De Niro e aver avuto infine la sua vendetta, Machete Cortez si ritrova ancora una volta ad un passo dalla morte, ma il destino ha deciso altrimenti e una telefonata del Presidente degli Stati Uniti (Chartlie Sheen) lo strapperà alla forca, catapultandolo in una nuova missione impossibile: salvare l’intero pianeta dai piani di un folle rivoluzionario (Demian Bichir) e di un corrotto uomo d’affari (Mel Gibson), che hanno la ferma intenzione di scatenare una guerra globale.

It’s Taco Time!

Già dai titoli di testa cromaticamente saturi e muniti dei tipici “graffi”, preceduti da una memorabile anticipazione “fake” di Machete Kills…in the space, ci rendiamo conto che anche stavolta Rodriguez ha in serbo per noi una prelibata portata in celluloide per intenditori, quello che ci viene chiesto in cambio è un minimo di ironia, un’infarinatura di cinema exploitation e chiaramente aver visto e apprezzato Desperado, Dal tramonto all’alba e Planet Terror.

Controllati i “requisiti di sistema” richiesti, indispensabili per godere appieno della Machete-experience, ci lasciamo coinvolgere da un primo scontro a fuoco con morti ammazzati a valanga che fa impennare da subito il body-count. Sin qui sembra tutto nella norma, poi dalla scena successiva cominciamo a percepire che Rodriguez ha cambiato registro e più si procede nella visione più ci si rende conto che l’umorismo ben percettibile, ma oltremodo dosato del film originale, in questo sequel è a dir poco debordante. Infatti Machete con l’inconfondibile volto scolpito nella roccia e sguardo a fessura alla Clint Eastwood semina cadaveri, “gigioneggia” e fa battute con un’aria decisamente più sorniona e divertita del consueto. Al suo fianco un cast di supporto che “carica” volutamente la recitazione sconfinando nel caricaturale, capeggiato da una “tarantolata” e sboccata Sofia Vergara che sembra divertirsi un mondo con il suo letale arsenale “intimo”.

Rodriguez come Sam Raimi?

Guardando con attenzione questo secondo capitolo e includendovi l’evoluzione “spaziale” del prossimo episodio abbiamo notato delle assonanze con l’evoluzione vista nella serie La casa – Evil Dead, che ha mostrato in due sequel di quale portata fosse l’immaginario di Sam Raimi. Come accaduto con il primo Machete si è partiti con un film di “riscaldamento” in cui il grottesco e la farsa fanno capolino, per poi nel secondo episodio premere l’acceleratore su toni farseschi ostentati e reiterati (in questo sequel ci sono sequenze degne di un cartoon). Rodriguez come Raimi gioca con lo spettatore, chiamandolo in causa a più riprese e cercando volutamente la risata in platea (chi ha avuto l’occasione di godersi al cinema La casa 2 capirà di cosa stiamo parlando).

Così giungiamo per assonanze all’Armata delle tenebre, un terzo film che mostra un ulteriore aspetto della immaginifica poliedricità di Raimi, che ormai libero dai legacci imposti da un plot horror può spaziare, ironizzare e creare un dissacrante “melting pot” di stampo fantastico. Questo è ciò che speriamo accada anche a Rodriguez con il suo Machete “in the space”, le folli anticipazioni in pillole del “fake trailer” con citazioni da Star Wars parlano chiaro, l’immaginazione nel terzo Machete avrà ancor meno freni e a quel punto anche la saga di Rodriguez sarà pronta per un repentino cambio di scena e chi non è pronto a questa inevitabile e nuova tappa creativa è meglio che scenda a questa fermata.

Machete non è per tutti!

La nostra valutazione ben al di sopra della sufficienza nasce da una piena e consapevole percezione dell’immaginario metabolizzato da Rodriguez nella sua crescita artistica e ben espresso nei suoi film, di contro cerchiamo accuratamente di non farne un “feticcio” da cinema d’autore come qualcuno ha fatto con Quentin Tarantino, bacchettandolo di tanto in tanto perché si è divertito troppo con il suo giocattolo nuovo. Un film come Machete Kills inutile negarlo non è per tutti, il suo essere orgogliosamente tamarro, sanguinolento e violento lo rende imprescindibile da un immaginario estremo, ben codificato e dotato di una propria dimensione, pretendere di fruirne in maniera “generica” come si farebbe con un qualsiasi action (vedi Fast and Furious 6) significherebbe un inevitabile prezzo da pagare a livello di coinvolgimento e di conseguenza di valutazione complessiva.

In conclusione Machete Kills è senza dubbio meno “denso” del Machete originale, ma non per questo inferiore o meno coinvolgente, anzi se goduto con tutte le accortezze del caso, si potrà percepire il tangibile divertimento di un regista che fa cinema per passione e non ha paura di osare, mettersi in gioco e soprattutto “intrattenere” lo spettatore, sfidandolo di volta in volta con una compiaciuta e irresistibile teatralità.

Voto di Pietro: 7

Machete Kills (Azione / USA – Russia 2013) Un film di Robert Rodriguez. Con Danny Trejo, Michelle Rodriguez, Sofía Vergara, Amber Heard, Antonio Banderas, Cuba Gooding Jr., Walton Goggins, William Sadler, Demiàn Bichir, Mel Gibson, Charlie Sheen, Jessica Alba, Lady GaGa, Vanessa Hudgens, Alexa Vega, Edward James Olmos, Mike Gassaway, Electra Avellan, Marko Zaror, Elise Avellan. Nelle sale dal 7 novembre 2013. Qui trovate il trailer italiano.

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