Posti in piedi in Paradiso - recensione in anteprima


Un discografico fallito e nostalgico (Carlo Verdone), un donnaiolo con il vizio del gioco che prova a fare l’agente immobiliare (Marco Giallini) e un composto critico di cinema "retrocesso" al gossip (Pierfrancesco Favino). Tre personaggi “tipici” dell'Italietta odierna, divorziati e disastrati. Tre poveracci in cerca del paradiso, che sbarcano il lunario nel purgatorio terreno della capitale, e scelgono di dividere l'affitto dello stesso fatiscente appartamento, anche se non sono coetanei e non si conoscono affatto.

Verdone l'osservatore raccoglie “dettagli” e “situazioni” del nostro paese per raccontare la crisi economica attuale dal particolare punto di vista delle famiglie spaccate. Posti in piedi in Paradiso è una tragicommedia incentrata su neo-sigle che devono fare i conti anche con gli alimenti da pagare.

Le motivazioni sono differenti, ma in un certo senso il regista romano espande in 120 minuti di film la situazione da ex marito spiantato già vista in Stasera a casa di Alice, dove si riduceva a convivere in una squallida pensioncina con Sergio Castellitto, proprio per dividere le spese.


L’emergenza sociale viene comunque gestita con sensibilità e autenticità: le donne del film non vengono ad esempio rappresentate come mostri succhia-sangue e i giovani figli dei protagonisti, quasi tutti, dimostrano di possedere più testa e più coraggio dei loro genitori, ormai disillusi. Andando avanti con la visione aumentano i personaggi e si accavallano le vicende da gestire, ma Posti in piedi in paradiso non vira sull'amaro ad un certo punto dello svolgimento: questa volta momenti comici e tragedie si alternano fin da subito.

Il gran lavoro di scrittura, realizzato insieme alla Maruska Albertazzi di E! Entertainment, ha generato una storia anche troppo “equilibrata” sul fronte emozionale, visto che si sorride e si riflette a momenti alterni, senza mai arrivare ad un vero apice da appendere nella bacheca dei “cult”. Gli ingredienti "verdoniani" più genuini non restano ovviamente fuori dalla ricetta, tra crisi d’ansia, cazzari sboccati, brani rock stranieri e sottofondi musicali composti da Gaetano Curreri, mitico fondatore degli Stadio che torna a collaborare con Carlo dopo i successi anni ottanta.

I momenti simpatici che sottolineano la convivenza forzata dei tre, giocati su conflittualità di caratteri e abitudini, già valgono il prezzo del biglietto. Le sequenze problematiche non sono meno sincere di quelle comiche, ma i dialoghi “seri” continuano a mettere il dito nella stessa piaga, per più volte, dimenticando l’esistenza dei sinonimi. Niente da ridire, invece, sul fronte della caratterizzazione dei personaggi e su quello della recitazione. Favino porta a casa il risultato interpretando un prototipo di italiano medio, insicuro e cinico allo stesso tempo. Micaela Ramazzotti aggiunge leggerezza al tutto, confermando la sua bravura con i ruoli sopra le righe. Il personaggio del “Gallo Cedrone” irrecuperabile è nuovamente affidato al trascinante Giallini, già utilizzato nel precedente Io, Loro e Lara.

Il Verdone attore toglie invece la maschera e abbandona lo scettro del mattatore per ritagliarsi un ruolo maturo meno “carico” di comicità. Dietro tanta generosità ci sarà anche una punta di stanchezza? I fan cresciuti ed “evoluti” insieme a lui, che continuano a volergli bene evitando i continui paragoni con il passato, non rimarranno comunque delusi da questo ennesimo tentativo interessante.

Voto di Roberto “Cleaned”: 6+
Voto di Carla: 5

Posti in Piedi in Paradiso (Italia, 2012) di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti, Diane Fleri, Nicoletta Romanoff, Nadir Caselli, Valentina D'Agostino. Nelle sale da venerdì 2 marzo. Disponibile trailer e conferenza stampa.

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