Quella casa nel bosco: recensione dell'horror di Drew Goddard

Quella_casa_nel_bosco_locandina_italiana Sono tornata in tutte le case sperdute nei boschi e ho finito i pop corn aspettando di vedere The Cabin in The Woods diretto da Drew Goddard, slittato nelle sale italiane dal 20 aprile al 18 maggio, ma l’attesa è stata ripagata, dal primo all’ultimo fotogramma.

La locandina, bellissima ed eloquente, lancia il primo avvertimento, “Tu credi di conoscere la storia” e Quella casa nel bosco rappresentata come un sistema di scatole cinesi, ma il sospetto di assistere ad un modo diverso di guardare le stesse cose ti assale da subito, pronto a trasformandosi in ghigno soddisfatto quando inizi ad intuire di cosa si tratta.

La casa nel bosco c’è, come il sesso, la droga, un bel campionario di mostri e il solito gruppetto di ragazzi da mandare al macello, che hanno il volto e i cliché di genere di Anna Hutchison (Jules la gnocca), Chris Hemsworth (Curt l'atleta), Jesse Williams (Holden l'intellettuale), Fran Kranz (Marty lo sballato), e Kristen Connolly (Dana la verginale). Il resto però è tutta un’altra storia.


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La scrittura lucida, ironica e dissacrante arriva dalla coppia Joss Whedon - Drew Goddard, creatore di Buffy, regista di The Avengers e produttore di The Cabin in The Woods il primo, sceneggiatore di Buffy, Angel, Alias, Lost, al suo esordio alla regia di questo film, il secondo.

Una coppia tanto consapevole dei meccanismi di genere, e del cerimoniale sempre uguale a se stesso dello slasher, da costruire una casa nel bosco governata da regole a cui non si può sfuggire, per decostruire gli archetipi che governano l'orrore cinematografico.

Del resto la casa non è un luogo sicuro da parecchio e in “Quella casa nel bosco” c'è La Casa di Sam Raimi, Non aprite quella porta di Tobe Hooper, il laghetto di venerdì 13 e tutti i cattivi, i mostri, gli zombie, il terrore cosmico lovecraftiano e i cliché, di film che hanno stravolto le regole del genere, presi in prestito per farlo di nuovo.

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Con la complicità degli effetti speciali, di una doppia linea narrativa ultra-citazionista e meta-cinematografica, la presenza invasiva di un nuovo elemento perturbante e il mix di sangue e azione, paura e risate, emerge quello che resta sempre nascosto sotto la superficie e dietro le pareti, insieme ad una riflessione divertente e intelligente sul genere cinematografico, e sulle ragioni che spingono lo spettatore a nutrirsi con avidità di follie sanguinarie e humour nero, richiedendo il puntuale sacrificio di tante giovani vittime e rituali consolidati.

Tacendo sul vero ruolo di ogni protagonista, soprattutto dei burocrati con i volti di Richard Jenkins (Six Feet Under) e Bradley Whitford (West Wing) e del cameo di Sigourney Weaver nei panni di "The Director", resisto anche alla tentazione di accennare qualcosa della trama che rovinerebbe la sorpresa a tanti, perché svelare quello che custodisce veramente Quella casa nel bosco sarebbe un sacrifico troppo crudele.. Hops!

Non dirò altro, se non che questo film costato 30 milioni di dollari e qualche rinvio, prima di essere distribuito dalla Lionsgate negli States e da M2 Pictures nelle nostre sale, merita di essere visto, demolito, criticato e magari anche rivisto, perché stravolgendo le regole del gioco con i suoi stessi stereotipi e le nostre ossessioni, fa ridere e riflettere.

Voto di Cut-tv's: 9
Voto di Federico: 8
Voto di Carla: 8

Quella casa nel bosco (The Cabin in The Woods, 2012, Horror) di Drew Goddard; con Richard Jenkins, Chris Hemsworth, Jodelle Ferland, Anna Hutchinson, Fran Kanz, Jesse Williams, Bradley Whitford, con cameo a Sigourney Weaver. Uscita in Sala: 18maggio 2012 - Qui il trailer italiano. E se li avete persi il poster escheriano, due spot tv in italiano, informazioni sulla produzione e lo speciale horror e case sperdute nei boschi.

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