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Tutte le storie di Piera – arriva il cinema il doc su Piera Degli Esposti: trailer

Piera Degli Esposti raccontata dai grandi registi che l’hanno diretta

Straordinaria attrice, scrittrice e regista 76enne, Piera Degli Esposti ha attraversato 6 decenni di cinema italiano, vincendo due David, 1 Nastro d’Argendo e un Globo d’Oro. Ebbene il prossimo 26 giugno, dopo la presentazione all’ultimo festival di Torino, ecco arrivare la doppia versione di Tutte le storie di Piera, film di Peter Marcias dedicato alla carriera della Degli Esposti.

Per la prima volta in Italia si sperimenta una diffusione double face: l’uscita del film nelle sale ed in contemporanea le proiezioni di una versione speciale in vari teatri all’aperto nei quali l’attrice dialogherà dal vivo con le immagini inedite e le testimonianze che scorrono alle sue spalle sul grande schermo. Si ripercorre così una carriera artistica “sempre all’avanguardia” ed il vissuto spiazzante di una personalità vulcanica, indomabile e al tempo stesso romantica che sono poi i modi in cui la raccontano in questo film i registi importanti che l’hanno diretta: da Bellocchio a Sorrentino, da Ferreri a Moretti, dai fratelli Taviani a Tornatore, Wertmüller e Milani.

Un doc di 80 minuti che lo stesso Peter Marcias ha così voluto ‘presentare’:

“Tutto è nato dalla volontà di raccontare, in modo inedito e creativo, la vita e il percorso di una delle attrici più amate e anticonvenzionali che sia il cinema che il teatr italiano abbiano mai conosciuto. Un viaggio all’interno della sua vita segreta, cercando di far comprendere la difficoltà, gli scandali, gli affetti, le gioie e le malinconie di un’attrice che fin da bambina ha dovuto vivere e affrontare situazioni drammatiche ma anche dense di passioni, che hanno contribuito a formare la sua complessa personalità indomabile.

I ricordi di Piera spaziano dalla casa colonica nella campagna emiliana, al laboratorio di sartoria frequentato dopo la scuola, fino a raccogliere tra i frammenti delle sue “memorie fluttuanti” i ricordi dei suoi primi amori e del teatro bolognese, dove già sognava di vestire i panni di Cleopatra, della signorina Giulia e delle protagoniste di Joyce. Piera è stata la musa ispiratrice di tanti scrittori e registi dell’avanguardia, protagonista, tra i tanti, di Serata d’Amore, Molly cara, Prometeo incatenato, Rime di Michelangelo, Edipo a Colono, Pas d’oubli dans mon coeur. Opere e personaggi teatrali che hanno reso “grande” e indimenticabile l’interprete di questi e di molti altri ruoli, tanto da regalarle un posto nell’Olimpo dei grandi artisti controversi, tra coloro che si sono confrontati sia con un repertorio classico che con quello d’avanguardia, uscendone sempre da artisti vincenti, tanto da meritare da Eduardo la definizione di “o’ verbo nuovo”.

E la sua vita – mai come in questo film così scandagliata- è raccontata attraverso l’uso di alcune parole chiave su cui riflettere, come le “voci” che hanno influenzato tutta l’esistenza dell’attrice, l’ “amicizia” con le sue amiche Lina Wertmuller e Dacia Maraini, l’ “amore” controverso e difficile con Marco Ferreri (suo compagno per molto tempo oltre che regista anarchico e ribelle del cinema italiano, autore, tra l’altro, di Storia di Piera, il film che racconta l’amarezza dell’infanzia e le ombre della giovinezza di Piera), il “teatro” d’avanguardia e d’autore, il “cinema” con i maestri Bellocchio, Sorrentino, Tornatore, Moretti ma anche quello con i nuovi cineasti. Per la prima volta, tornando sui luoghi che l’hanno vista crescere sia professionalmente che umanamente – da Bologna a Roma, passando per Cagliari, a cui l’attrice è legata – Piera svela i segreti della madre, detta la “moraccia”, donna carismatica, affascinante, ma dal carattere instabile e difficile, dalla quale Piera ha sempre desiderato essere amata e con cui ha condiviso morbosamente i suoi primi amanti ma anche tanti momenti difficili, come quando da bambina l’accompagnava a fare gli elettroshock negli ospedali di Bologna. I suoi ricordi, così ricchi di spiritualità (tema che Piera affronta per la prima volta), insieme a quelli dei dalla quale Piera ha sempre desiderato essere amata e con cui ha condiviso morbosamente i suoi primi amanti ma anche tanti momenti difficili, come quando da bambina l’accompagnava a fare gli elettroshock negli ospedali di Bologna. I suoi ricordi, così ricchi di spiritualità (tema che Piera affronta per la prima volta), insieme a quelli dei grandi registi intervistati, mettono in luce la sua personalità, i suoi sogni ma anche un passato drammatico, denso di emozioni, unico e irripetibile. Come lei”.

Immancabile, e imperdibile, il punto di vista dei registi che l’hanno diretta.

Marco Bellocchio

“Prende quello che le si comunica in profondita? (…) per me e? una donna molto affascinante per come racconta.”
“Questi grandi attori soffrono quando sono distribuiti in piccoli frammenti. A lei devi dare una scena importante. Va come contenuta in uno spazio nel quale darle un’ampia liberta?.”

Laura Delli Colli

“Quando attraversa la scena comunque lascia una firma. (…) Nel cinema e? stata capace di riuscire a trovare una chiave che e? quella della professionalita? assoluta dal punto di vista teatrale e pero? di una capacita? naturale di alleggerire, di sottrarre. Quello che spesso molti attori che vengono dal teatro non riescono a fare. “

Dacia Maraini

“Piera e? molto attenta, l’ho vista anche preparare semplicemente una lettura, ed e? capace di stare quattro giorni a fare i giochi sulle parole. Ma piu? che “giochi” sono delle analisi precise sui ritmi e sulle parole. E? una comunicazione non selvaggia, non casuale. E? una comunicazione di un grande talento, che da una parte si esprime attraverso la simpatia, la conversazione, la gioia di raccontare, e dall’altra attraverso la disciplina del teatro.”

Riccardo Milani

“Credo che Piera tiri fuori da tutte le cose che fa un elemento di crescita (…) e questo deriva dal fatto che ha dentro di se? quel guizzo in piu? che hanno i grandi attori, le grandi attrici, i grandi registi.”
“In lei c’e? curiosita? e una gran desiderio e voglia di affrontare una sfida. Credo che anche questo sia sinonimo di una forte personalita?.”

Nanni Moretti

“E? una donna molto forte, molto fragile. E? una ragazza speciale e un’attrice di talento vero. E poi naturalmente e? dotata di grande personalita?. Abbastanza unica.”
“L’avevo vista a teatro. Quello era un periodo molto ricco dal punto di vista del teatro meno convenzionale, e Piera Degli Esposti era senza’altro tra le attrici uno dei talenti piu? originali.”

Paolo Sorrentino

“E? una donna molto affettuosa. Da? priorita? al sentimento prima ancora che fare dei calcoli o delle valutazioni di altro tipo.”
“Appartiene a quella categoria di attori superiori, che ti portano dove vogliono. Piera Degli Esposti appartiene alla categoria degli inarrivabili.”

Paolo e Vittorio Taviani

“Forse e? l’attrice piu? umile che abbiamo mai incontrato. E? una grande, e ha coscienza di esserlo, ma non ha bisogno di dimostrare niente, lei e? . C’e? una frase di Leonardo Da Vinci che dice “Chi e? forte, intelligente e bravo, genera umilta?.”

“E? una personalita? talmente forte che in un film bellissimo come IL DIVO, questa donna riesce a distruggere la sua personalita? in una maniera cosi? profonda, cosi? totale che molti non hanno riconosciuto in lei Piera (…) E? divenuta talmente spoglia, talmente semplice e in questa assoluta anonimita? e? riuscita a dare il senso di una grande fedelta?, di un grande dolore ma anche di un grande giudizio, senza fare niente (…) Ha la capacita? di distruggere la propria personalita? per costruirne un’altra.”

Giuseppe Tornatore

“Lei avverte se tu le vuoi bene o no (…) e se lo avverte che tu le vuoi bene, l’hai conquistata per sempre.”
“Piera e? una di quelle attrici che anche quando sono chiamate a interpretare un personaggio che non e? quello principale, lo affronta come se fosse l’ideale protagonista di una storia attigua o in parte sovrapposta a quella che si sta realizzando e della quale e? protagonista (…) Per cui quando lei entra in scena , anche se il suo non e? un personaggio principale della storia, senti immediatamente un’energia speciale.”

Lina Wertmu?ller

“Il monologo di Molly credo che rimarra? nella storia del nostro teatro. Credo che Joyce sarebbe stato molto felice di sentire quel monologo fatto da Piera. Quell’interpretazione e? stata veramente indimenticabile.”

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