Box Office Story: Robin Williams, addio all’uomo da 5 miliardi di dollari d’incasso

Oltre 3 miliardi d’incasso solo negli Usa che diventano più di 5 a livello worldwide. Si è spento uno dei Re del box office dell’ultimo ventennio. Robin Williams

La morte di Robin Williams ancora oggi fa rumore, 30 ore dopo il triste e incredibile annuncio. Colui che ha segnato 30 anni di storia cinematografica a stelle e strisce si è suicidato, impiccandosi con una cintura dopo mesi e mesi di terrificante depressione. Il mondo l’ha pianto e ricordato, com’era giusto che fosse, mentre le indiscrezioni sul possibile ‘perché’ di un simile gesto hanno iniziato a circolare e a farsi strada. I due divorzi milionari da lui digeriti sembrerebbero aver prosciugato un enorme patrimonio, da lui costruito film dopo film, successo dopo successo. Perché Robin Williams è stato l’uomo da 5 miliardi di dollari al botteghino. Tanto le sue pellicole hanno incassato in tutto il mondo. Anzi, a voler essere più precisi 5 miliardi e 160 milioni. 3,165,388,491 di questi solo in America.

E pensare che l’inizio fu decisamente poco promettente. E’ il 1980 e Robert Altman vuole proprio l’alieno televisivo Mork per vestire i muscoli di Popeye – Braccio di Ferro. Stroncato dalla critica e costato una trentina di milioni, il film ne incassò ‘solo’ 50 negli Usa. Ma siamo solo all’inizio di una carriera che regalerà quasi esclusivamente soddisfazioni al poliedrico Williams. Con Il mondo secondo Garp arrivano altri 30 milioni dal box office a stelle e strisce, poi diventati 14 con Come ti ammazzo un killer, 25 con Mosca a New York, 8 con Tempi migliori e 12 con Club Paradise. E’ il 1987 e la svolta recitativa di Robin è dietro l’angolo. Good Morning, Vietnam di Barry Levinson lo porta fino agli Oscar con la prima nomination, tramutandolo anche in divo da botteghino. 123,922,370 dollari, 4° incasso di stagione in America. E’ nata una stella. Con il 1989 è tempo de L’attimo fuggente. Altra candidatura agli Oscar e ben 235,860,116 dollari incassati in tutto il mondo. Il suo John Keating segna un’epoca. Con Cadillac Man – Mister occasionissima sono 28 i milioni di dollari raccolti negli Usa, diventati 52 con Risvegli. Il 1991 è l’anno de La leggenda del re pescatore, 3° nomination e 42 milioni di dollari in tasca, seguito dai 300 milioni worldwide di Hook – Capitano Uncino, inspiegabilmente stroncato dalla critica. Il decennio d’oro di Robin Williams, i ’90, è appena iniziato.

Nel 1992 l’attore presta la propria voce al celebre Genio del cartoon Disney Aladdin (504,050,219 dollari, record animato per l’epoca), in Italia doppiato da Gigi Proietti, per poi prendere parte al sottovalutato Toys, in grado di incassare 24 milioni solo in America. E’ invece il 1993 quando Robin mette a segno il suo più incredibile successo. Mrs. Doubtfire di Chris Columbus, costato solo 25 milioni e in grado di incassarne 441,286,195. Spaventoso, con un sequel annunciato 6 mesi fa e ormai finito al macero. Perché sarebbe inimmaginabile realizzarlo senza Williams sul set. Nel 1995 Robin e Columbus tornano ad incrociarsi grazie all’esilarante Nine Months – Imprevisti d’amore, commedia da 138 milioni di dollari, per poi fare nuovamente boom grazie a Jumanji di Joe Johnston, anche questo in odore di sequel/reboot e in grado di incassare 263 milioni. Come vedete, Williams sembra non sbagliare un colpo.

Nel 1996 va in scena con il remake de Il vizietto, Piume di struzzo, con altri 185 milioni in cassa, per poi incrociare Francis Ford Coppola con Jack, che di milioni di dollari ‘americani’ se ne porta a casa 59. Incassati 29 milioni con Due padri di troppo, nel 1997 torna a far cassa con Flubber – Un professore tra le nuvole, che di milioni se ne porta a casa 178, per poi poi trionfare agli Oscar con Will Hunting – Genio ribelle. La pellicola di Gus Van Sant incassa 225,933,435 dollari in tutto il mondo, celebrando un attore straordinario e due giovani ‘amici’ pronti a spiccare il volo. Matt Damon e Ben Affleck. Qui, dopo l’arrivo della tanto attesa statuetta, finisce l’epoca d’oro di Williams, fatta di sagge scelte attoriali, mille volti e incassi stratosferici. Il lento declino al box office prende presto piede. E’ il 1998 quando Al di là dei sogni fa flop in America, incassando solo 55 milioni dopo esserne costati 85. Con Jakob il bugiardo il tonfo è ancor più clamoroso. Costato 45 milioni, il film ne incassa appena 5 negli Usa. Altro inciampo con L’uomo bicentenario di Columbus, costato 100 milioni e incapace di andare oltre gli 87. Solo con Patch Adams, stroncato dai critici e dallo stesso Hunter Adams, Williams torna a sorridere. Sono infatti 202,292,902 i dollari incassati in tutto il mondo.

Il nuovo millennio, invece, sembrerebbe partire con il piede giusto. One Hour Photo di Romanek ci mostra un Robin diverso, ‘pauroso’. Costato 12 milioni il film ne incassa 52,223,306. Pochi mesi ancora e il Williams ‘ambiguo’ fa il bis con Insomnia di Nolan, 113 milioni di dollari, mentre è un buco nell’acqua Eliminate Smoochy di Danny De Vito, costato 50 milioni e fermo ai 9 worldwide. E’ in questo momento che inizia il lento declino di Robin. Prestata la propria voce ai cartoon Robots ed Happy Feet, Williams non sfonda più. Solo 87 i milioni di dollari incassati da Vita da camper, che ne era costati 50, seguiti dai 10 di Una voce nella notte e dai 40 di Man of the Year. Sono 66 i milioni portati a casa da La musica nel cuore – August Rush, fino ad arrivare ai due fortunati camei di Una notte al Museo (più il primo che il secondo, dove ebbe maggiore spazio). Nel 2007 Licenza di matrimonio incassa 67 milioni in tutto il mondo, mentre nel 2009 Il papà migliore del mondo incassa la miseria di 222.000 dollari. Con Old Dogs, al fianco di John Travolta, sono 96 i milioni incassati, mentre con The Big Wedding si scende a quota 22.

Il resto è storia recente. Tolta la comparsata in The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca, Williams esce nei cinema d’America con The Face of Love, che incassa appena 332,225 dollari, in attesa di poterlo vedere per un’ultima volta con i postumi The Angriest Man in Brooklyn, Boulevard e Una notte al museo 3 – Il segreto del faraone. Quella stessa Hollywood che per un lungo decennio aveva gioito con lui tra successi e film memorabili, l’ha di fatto ‘abbandonato’ una volta assegnato l’Oscar, dimenticandosi di fatto le qualità di un attore straordinario e sfaccettato. Anche per questo motivo il divo aveva accettato di tornare in tv 35 anni dopo Mork e Mindy grazie a The Crazy Ones della CBS, cancellata dopo una sola stagione lo scorso maggio. Un colpo durissimo per l’attore, da tempo depresso e probabilmente con enormi problemi finanziari da dover digerire. Un paradosso, visti gli oltre 5 miliardi di dollari incassati dai suoi film in 30 anni di carriera e i ricchissimi cachet portati a casa, per un genio del grande schermo che di fatto nessuno di noi potrà mai dimenticare. Ciao Robin.

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