Hermano: il Sud Italia e l’Argentina s’incontrano

Nel 1996 Giovanni Robbiano aveva diretto un film indipendente che era piaciuto alla critica, ossia Figurine; nel 2000 aveva invece diretto un thriller passato inosservato (A Deadly Compromise), e nel 2001 era tornato al cinema con un piccolo “caso” cinematografico, 500!, diretto a sei mani assieme a Lorenzo Vignolo e Matteo Zingirian, il cui primo

Nel 1996 Giovanni Robbiano aveva diretto un film indipendente che era piaciuto alla critica, ossia Figurine; nel 2000 aveva invece diretto un thriller passato inosservato (A Deadly Compromise), e nel 2001 era tornato al cinema con un piccolo “caso” cinematografico, 500!, diretto a sei mani assieme a Lorenzo Vignolo e Matteo Zingirian, il cui primo ciak era dell’88 (!).
E’ il momento per il regista di tornare improvvisamente al cinema (la pellicola in questione non è stata segnalata da nessuna parte fino a pochi giorni fa) col suo nuovo film intitolato Hermano.

E’ la storia di Antonio (Ignazio Oliva), un ventiseienne del Sud che lavora per un boss mafioso, Don Eugenio (Paolo Villaggio), amico del padre deceduto tempo prima. Il nuovo incarico è quello di consegnare una macchina ad un boss russo, e quindi il ragazzo parte. Destinazione: Stoccolma. Nel viaggio Antonio viene coinvolto in una rissa, e verrà salvato dall’argentino Carlos (Rade Serbedzija), un ex pugile. L’amicizia che nasce tra i due non farà sì comunque che non accadano degli imprevisti spiacevoli…

Un road movie che si tinge di dramma, insomma. E chi l’ha visto (come, non lo so) ne parla bene. In ogni caso, nei cinema (le copie non le sappiamo) da domani.

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