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Corri ragazzo corri: trailer e clip in italiano del film per la Giornata della memoria 2015

Corri ragazzo corri: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Pepe Danquart nei cinema italiani il 26, 27, 28 gennaio 2015.

di cuttv

Aggiornamento di Pietro Ferraro

Il 26, 27, 28 gennaio uscirà nelle sale Corri ragazzo corri di Pepe Danquart, film ispirato ad una storia vera e tratto dal romanzo omonimo dello scrittore israeliano Uri Orlev.

A 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, con questo film Lucky Red intende celebrare la Giornata della Memoria 2015 e ricordare tutte le vittime delle discriminazioni raziali e religiose.

Lucky Red dopo il trailer italiano del film che trovate scorrendo l’articolo ha reso disponibili 4 clip in italiano che vi proponiamo quest’oggi insieme ad alcune note del regista.

Jurek ha circa nove anni quando fugge dal ghetto di Varsavia. Costretto a separarsi dai fratelli e dai genitori per salvarsi dai nazisti, vivrà i durissimi tre anni che lo separano dalla fine della guerra nei boschi e nei villaggi vicino alla capitale. Imparerà a dormire sugli alberi e a cacciare per nutrirsi. Sopravvivrà ai gelidi inverni chiedendo ospitalità, contraccambiandola con manodopera. In questo duro viaggio, Jurek incontrerà persone che lo aiuteranno ed altre che lo tradiranno ma non perderà mai la forza per andare avanti…

Note di regia

Sono stato a lungo in cerca di materiale che fosse emotivamente potente e ricco di significato storico da far battere il cuore solo leggendo la sceneggiatura; che fosse una storia straordinaria e commovente, storicamente accurata, raccontata da un punto di vista inedito. Un film meritevole di qualsiasi sforzo e di qualsiasi rischio da correre. Un film che sarebbe rimasto nella memoria collettiva del pubblico, anche dopo 20 anni. Ho finalmente trovato tutto questo leggendo il romanzo “Corri ragazzo corri” di Uri Orlev, un libro per ragazzi che è diventato un bestseller in tutto il mondo. Come opera di finzione la storia sembra perfino troppo assurda per essere vera. Ma quel ragazzino è sopravvissuto e ancora oggi, all’età di 79 anni, racconta la sua storia a chiunque abbia voglia di ascoltarla. Con il mio film voglio far conoscere questa storia a coloro che non l’hanno ancora sentita perché chiunque vedrà il viaggio di Jurek non potrà non emozionarsi per lui. Avranno paura, saranno pieni di ammirazione per lui, soffriranno e piangeranno con lui.

Come è successo a me quando ho letto il libro la prima volta. Non ho intenzione di fare un film solo per bambini o per ragazzi, ma voglio offrire una forte esperienza cinematografica a tutti, giovani e vecchi. Jurek dimostra la capacità di resistere di un adulto. Eppure è proprio la sua giovane età a proteggerlo, mentre affronta numerosi pericoli con lo spirito avventuroso di un bambino. Il fatto che sia un bambino a guidarci in questa storia – un innocente, con la sua naturale curiosità di esplorare il mondo e di sopravvivere – rende ancora più orribile la tragedia dell’Olocausto.

Clip – Sono velocissimo:

Ma qual è in fondo la storia del film, narrata con lo spirito di un racconto di avventura? È la storia del viaggio di un ragazzino costretto a crescere molto in fretta per poter sopravvivere, ma che in fondo resta un bambino. È la storia dell’impietosa brutalità di qualsiasi guerra e dei suoi traditori, informatori e approfittatori. Ma è anche la storia di quanti riuscirono ad elevarsi al di sopra delle uccisioni sistematiche di uomini e donne che, rischiando la loro vita, aiutarono coloro che altrimenti non sarebbero sopravvissuti. Non si tratta solo degli “Schindler” o dei “John Rabe” all’interno del sistema del potere, ma anche di semplici contadini anonimi che resero possibile per un ragazzino ebreo sopravvivere nella foresta. Le uccisioni di massa, l’Olocausto, e la marcia barbarica dei nazisti trovano un eco in ciascuna immagine – riflessi nella storia di questo bambino ebreo.

Il punto di vista del libro non solo rende la storia di Jurek così speciale, ma eleva a documento storico questo racconto, analogamente al diario di Anne Frank o a Essere senza destino di Imre Kertesz. Per quanto riguarda la dinamica delle vicende, la trama ha un taglio avventuroso e complementare al conflitto interiore del ragazzo, il quale, per poter sopravvivere, deve respingere la propria identità ebraica e fare propria un’esistenza inventata come orfano cattolico polacco. Durante la sua lotta per la sopravvivenza, dimentica i suoi fratelli, perfino il viso di sua madre, e trova conforto e sicurezza nella generosa ospitalità di famiglie contadine cattoliche. Questa profonda crisi di identità sfocia in un altro momento forte alla fine del film, con una scena che, credo, contenga qualcosa di mai mostrato in modo tanto commovente. Entrambe queste linee narrative – le avventure nella foresta e nei villaggi, e la graduale perdita della propria identità – emergono con forza fin dall’inizio.

Clip – Ritorno a casa:

Una delle grandi sfide per la realizzazione di questo film voleva essere quella di rendere giustizia a tutti e due gli aspetti in egual modo. Un momento chiave nel film è quando il padre sacrifica la propria vita per salvare quella del figlio. Prima di farlo, gli sussurra in fretta alcune parole, che diventeranno un tema ricorrente nella storia: “Srulik, non c’è tempo. Non devi dimenticare quello che sto per dirti. Devi restare vivo! Mi senti? Trova qualcuno che possa insegnarti come comportarti in mezzo ai cristiani, come si fanno il segno della croce e come pregano… E la cosa più importante, Srulik: dimentica il tuo nome. Cancellalo dalla tua memoria… D’ora in poi il tuo nome è Jurek Staniak. Staniak come la signora Staniak del negozio… Ma anche se dimenticherai tutto, perfino me e tua madre, non dimenticare mai che sei ebreo”.

Con “Corri ragazzo corri” volevo raccontare una storia vera e commovente, senza pessimismo. La storia di Srulik-Jurek-Yoram Fridman – una storia vera fatta di forza, di speranza e di coraggio. [Pepe Danquart]

Clip – Io non opero gli ebrei:

Corri, ragazzo, corri: al cinema per la Giornata della Memoria 2015

La fuga inarrestabile e disperata di un bambino dal ghetto di Varsavia che resiste a fame, freddo, violenza e guerra senza mai fermarsi.

Certe corse senza meta e speranza non finiscono mai, quella intrapresa durante l’infanzia da Yoram Friedman è diventata fuga e trama per Corri, ragazzo, corri, dal romanzo di Uri Orlev pubblicato da Salano Editore al film diretto da Pepe Danquart.

Non solo un film sull’Olocausto e l’infanzia ferita ma un inno all’umanità che resiste, nonostante tutto e la stessa consapevolezza delle ragioni per farlo che Lucky Red porta in sala con un evento unico di tre giorni, il 26, 27 e 28 Gennaio 2015 per la Giornata della Memoria.

La storia vera di un bambino di neanche dieci anni che nel 1942 è costretto a fuggire dal ghetto di Varsavia e dalla sua famiglia per salvarsi dai nazisti, trascorrendo i tre lunghi anni che portano alla fine della guerra, nei boschi e nei villaggi vicino alla capitale polacca.

Corri, ragazzo, corri

Corri, ragazzo, corri

Tre anni trascorsi ad andare avanti, dormendo sugli alberi e le tombe, cacciando per nutrirsi, lavorando in cambio di ospitalità, sopravvivendo ai gelidi inverni e gli inganni di chi cerca di picchiarlo e ucciderlo, mentre qualcuno è disposto a rischiare tutto per aiutarlo.

Persone come la Signora Herman, interpretata dalla tedesca Jeanette Hain, pronta a nascondere il piccolo Jurek nella sua casa per salvargli la vita, a creargli una nuova identità, un nuovo nome e una nuova storia, che recita a memoria anche preghiere cattoliche come il padre nostro.


Un fuga disperata e inarrestabile che porta il ragazzino, interpretato dai due giovani gemelli Andrzej e Kamil Tkacz, ad assumere la falsa identità dell’orfano cristiano Jurek, un cattolico che porta al collo il crocifisso, sa recitare l’avemaria e rischia di perdere la sua identità ebraica.

Corri ragazzo corri - poster

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