Saturno Contro: recensione in anteprima

Saturno Contro (Italia, 2007) di Ferzan Ozpetek; con PierFrancesco Favino, Stefano Accorsi, Luca Argentero, Margherita Buy, Ambra Angiolini, Serra Yilmaz, Milena Vukotic, Isabella Ferrari, Ennio Fantastichini.

Un gruppo molto affiatato di amici, dai trent'anni in su, capaci di passare intere serate attorno ad un tavolo, tra chiacchiere, litigi e divertimenti vari. Una piccola famiglia, non tradizionale, ma non per questo meno ricca d'amore.
Luca Argentero ed un fenomenale PierFrancesco Favino sono una felice coppia omosessuale, conviventi, innamorati, con addirittura un conto in banca in comune.
Margherita Buy e Stefano Accorsi sono una coppia eterosessuale, sposata, con due figli, ed una crisi coniugale che sfocia nel tradimento, grazie alla presenza di Isabella Ferrari.
Ambra è la classica "frociarola", amica di Lorenzo, Luca Argentero nel film, da una vita, ovviamente innamorata di lui in gioventù, per poi scoprirlo gay, malinconica, fissata con l'astrologia, debole, tanto da nascondersi dietro il paravento delle droghe, di ogni tipo.
A completare il fantastico quadro Serra Yilmaz, una sorta di mentore del gruppo, il vero collante tra le varie personalità presenti, ed un superbo Ennio Fantastichini, "frocio" e non "gay", tristemente solo e affezionato ad un antico amore ormai perduto. Ovviamente dei tragici eventi porteranno una vera rivoluzione, nel cuore e negli animi di tutti loro.

Ozpetek è abilissimo nel dirigere un cast di altissimo livello, in un film corale che strizza l'occhio a classici del cinema, e del genere, come Il Grande Freddo.
Un film toccante, emozionante, il più maturo del regista, cresciuto sotto tutti i punti di vista, anche prettamente tecnici, oltre che narrativi, capace di crescere pian piano, svelando con minuziosa calma i lati di tutti i protagonisti.
Un film che ha come tema centrale quello dell'amicizia, vista come una sorte di famiglia allargata, oltre a quello dell'amore, della morte, e delle difficoltà che nascono in conseguenza di essa.
Ferzan tratta temi attualissimi, dalla necessità di realizzare il prima possibile una legge che regolarizzi le coppie di fatto, passando per una strizzatina d'occhio, nemmeno tanto velata, al problema dell'eutanasia. Ozpetek realizza il suo film più personale e biografico, oltrechè maturo, rappresentando quello che per lui è l'amicizia, intesa come vera famiglia, tradizionale o non, sottolineando l'importanza della sua presenza, quasi superiore a quella dell'amore, di avere al proprio fianco persone capaci di sacrificare ogni cosa, nel momento in cui si ha bisogno della loro presenza, del loro aiuto.
La pellicola affronta poi il tema della morte, delle conseguenze che questa comporta, delle difficoltà che necessariamente nascono nel momento stesso in cui qualcuno viene a mancare, dal doversi per forza di cose separare da lui.
Girato interamente a Roma, addirittura nella casa di Ozpetek, e al Circeo per la parte finale, la pellicola gode di uno struggente, caliente, latino e passionale tema musicale, realizzato da Neffa. Diversi i momenti emozionanti, cosi come quelli divertenti. Spesso ci si commuove, accompagnati dalla capacità quasi poetica di Ozpetek di utlizzare la macchina da presa.
Impeccabili tutti i personaggi, forse i più riusciti sono proprio quelli secondari, grazie a battute dirette e affilate, come quelli di Ambra e Fantastichini
Nel complesso un film duro, toccante, malinconico ma positivo, ottimamente diretto e sceneggiato, da un regista sempre più italiano, sempre più bravo, sempre più "autore", sempre più portato a trattare temi scomodi, ma attuali, da lui stesso vissuti in prima persona.
Da vedere assolutamente, da venerdì, quando sbarcherà in 430 sale, distribuito dalla Medusa.

Voto Gabriele: 7
Voto Federico: 7/8

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