Spongebob – Fuori dall’acqua: recensione in anteprima

Forte dell'inaspettato successo negli USA, Spongebob – Fuori dall’acqua si appresta ad invadere le nostre sale, con un carisma fuori di testa e trovate assurde. Il punto è... tutto ciò funziona?

In Spongebob – Fuori dall’acqua non c’è nulla che abbia un senso. Non ci sono messaggi da consegnare, né morali, né nulla: il film è un contenitore di trovate sfuse, pescate di volta in volta chissà da dove. Qualcuno dirà che certa esuberanza è nel DNA della serie TV, il che è vero; ma un’esperienza più diluita non consente di essere investiti allo stesso modo che in un lungometraggio da così tante assurdità.

Ma ecco il punto. Funziona. Mentre negli USA ancora si chiedono come mai di un successo così spropositato, il fenomeno Spongebob viaggia già sopra i 200 milioni di dollari d’incassi in tutto il mondo al momento in cui scriviamo. Cifre da capogiro per un progetto costato meno della metà e su cui, soprattutto, chissà in quanti avrebbero scommesso, Paramount a parte. Ma l’abbiamo scritto sopra: Spongebob – Fuori dall’acqua va per conto suo, essendo perciò una giostra sulla quale o ci si sale alle sue condizioni oppure niente.

La trama in fondo è semplice. Siamo a Bikini Bottom, nelle profondità marine. Plankton, angosciato dal successo del Krusty Krab, intende una volta per tutte distruggerlo. Non prima però di aver sottratto a Mr. Krabs la formula segreta del Krabby Patty, l’hamburger definitivo, nonché la fonte del successo del Krusty Krab. Eppure non tutto va secondo quanto programmato, al che tocca a Spongebob, l’orgoglioso cuoco del locale di Mr. Krabs, rimediare all'errore (che a sua volta innesca una catena di errori).

Ok, in realtà il film parte con Antonio Banderas, rigorosamente in live action, nei panni di un avido capitano in cerca di un libro - in Italia, per via dei suoi recenti trascorsi pubblicitari, sorrideremo pure un po' di più degli altri. Inoltratosi in quest’isoletta misteriosa, il capitano Barbaburger riesce a sottrarre l'agognato tesoro. Solo allora la storia che si svolge a Bikini Bottom può avere inizio. Ora, per chi non conoscesse la serie, o a stento abbia sentito parlarne, c’è un test semplice semplice: se a questo punto del nostro scritto vi siete già soffermati almeno una volta su come sia possibile cucinare hamburger sott’acqua, ad occhio e croce Spongebob – Fuori dall’acqua è per voi un film da evitare. Perché quella appena menzionata è la trovata meno bizzarra dell’intero progetto.

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Che parte pressoché subito, con questo attacco su grande scala di Plankton, il quale impegna aerei militari e carrarmati per abbattere il Krusty Krab, salvo poi scoprire, dopo una strenua battaglia a colpi di patate crude e cetrioli, che questa era solo una parte del piano, quasi un diversivo. L’errore fatale di Plankton costringe però quest’ultimo a costruire una macchina del tempo in piena regola, giusto per tornare indietro di qualche ora. A questo punto Spongebob – Fuori dall’acqua ci ha già tramortito in più frangenti, grazie a quel suo apparentemente ingenuo nonsense, talvolta esasperato. Ma è quando cominciano i viaggi in avanti e indietro nel tempo che si spinge a tavoletta: incontri fuori di testa, temi musicali divertentissimi, insomma dei veri e propri trip mentali, dove la logica, qualora ce ne fosse stata fino a quel momento, si perde completamente.

Vorremmo infatti che questa nostra recensione fosse un po’ anche un personale elogio del nonsense, quello alla Edward Lear per intenderci, scrittore inglese che di questa materia ne fece quasi una disciplina nel corso del secolo XIX. Ci pare che Spongebob, concettualmente e strutturalmente, riprenda quella verve lì, se non in toto quasi. Un tenore che non tutti colgono, poiché molto epidermico, in fondo immediato. Non a caso c’è poco da ragionare: se tanta illogicità non colpisce, non suscita risate o divertimento, solo una reiterata esposizione potrebbe farci qualcosa. Potrebbe. Ma non è detto. La stravaganza di questa storia è concepita per passare senza filtri, poiché inutile, se non deleterio, si dimostra ogni tentativo di “sistemare” tale congerie di idiozie - noi, qui lo scriviamo, ci siamo ripresi a malapena dal trip glicemico di Spongebob e Patrick sul finire del film.

Per un film che però non è idiota, oppure lo è consapevolmente. Quindi tendenzialmente arguto, perché non è facile mescolare così tanta roba e far sì che ne esca fuori un ritratto spassoso a tal punto. Spongebob – Fuori dall’acqua non molla per un istante; fino all’ultimo eh. Quando si concede pure la sviolinata ad un altro fenomeno tipicamente contemporaneo, ovvero la scena Rap, inscenando una battle tra gabbiani ed un dio-delfino, guardiano della galassia. Voglio dire...

Voto di Antonio: 7
Voto di Federico: 7

Spongebob – Fuori dall’acqua (The SpongeBob Movie: Sponge Out of Water, USA, 2015) di Paul Tibbitt. Con Antonio Banderas, Tom Kenny, Bill Fagerbakke, Clancy Brown, Carolyn Lawrence, Rodger Bumpass, Mr. Lawrence e Noah Lomax. Nelle nostre sale da giovedì 26 febbraio.

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