Bekas - In viaggio per la felicità: dal Kurdistan iracheno al cinema

In viaggio nel Kurdistan iracheno eternamente in guerra con due ragazzini alla ricerca di Superman e il sogno americano

Dalla violenta dittatura di Saddam Hussein alla ferocia del fondamentalisti islamici, il Kurdistan iracheno continua ad essere teatro di conflitti insanabili, sotto i riflettori della stampa internazionale e quelli del cinema.

Dopo anni di attesa, anche con il singolare road movie di Karzan Kader, tornato nell'Iraq del 1990, con il lungometraggio ispirato alla sua esperienza personale di esule, fuggito dal Kurdistan iracheno nel 1991, all’età di otto anni per emigrare in Svezia, dove il suo saggio di diploma alla scuola nazionale di cinema si è aggiudicato lo Student Academy Award con il cortometraggio, alla base del suo esordio alla regia.

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Esperienza personale che guida il viaggio di Zana (7 anni) e Dana (10 anni), i due fratelli curdi rimasti orfani e senzatetto che lustrano le scarpe dei passanti per sopravvivere, fino a quando scoprono Superman sbirciando il film dal buco della serratura e decidono di andare in America alla ricerca del supereroe con una lista di cattivi da punire, tra i quali svetta Saddam Hussein.

L'avventura di due ragazzini che parte alla volta del sogno americano a dorso dell'asino Michael Jackson, carico di pane e acqua, passaporti fai da te e l'entusiasmo per superare gli ostacoli di un mondo in guerra da così tanto tempo da considerarla una cosa normale, dai vicoli della città alle assolate sabbie del deserto.

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Bekas - In viaggio per la felicità (Bekas - Finlandia, Iraq, Svezia 2012) , sceneggiato e diretto da Karzan Kader, guarda la guerra con gli occhi ingenui dell'infanzia, attraverso quelli dei giovani interpreti Zamand Taha e Sarwal Fazil, affiancati da Diya Mariwan, Suliman Karim Mohamad, Rahim Hussen, Abdulrahman Mohamad, Shirwan Mohamad.

Il film prodotto da SONET FILM AB arriva nelle nostre sale da giovedì 19 marzo 2015, distribuito da Minerva Pictures.

Bekas - In viaggio per la felicità - poster

Note di regia

“1991, avevo sei anni. Vedo me stesso e mio fratello prepararci per passare la frontiera irachena. Stanchi, affamati e spaventati. Questa è la mia storia, la storia di come ho lasciato il Kurdistan. Quando ho iniziato a scrivere BEKAS, volevo raccontare questa storia, perché mi ero innamorato del sogno di metter piede sulle strade americane e di vivere in pace, lontano dalla guerra di Saddam. E amo l’idea di due ragazzi che si mettono in pericolo per raggiungere il loro eroe, Superman, dalle strade irachene agli Stati Uniti, sul dorso di un asino. In nessun’altro posto al mondo si potrebbe raccontare una storia di questo tipo. In questa parte del mondo la guerra è durata così a lungo da diventare una condizione normale. Voglio che questa storia faccia sentire la voce del popolo curdo al resto del mondo. Non esistono altri film che mostrino al mondo questo lato del Kurdistan, non è mai stata fatta prima una cosa del genere”. Karzan Kader

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